Come la tecnologia e l’intelligenza artificiale influenzeranno i tuoi viaggi

Le innovazioni digitali riguardano ogni aspetto della nostra vita senza risparmiare l’esperienza del viaggio in aereo. Questi cambiamenti comprendono miglioramenti rilevanti soprattutto per chi si sposta per motivi professionali, poiché consentono di ottimizzare i tempi e di aumentare il comfort sia in aeroporto che durante il viaggio. Ormai siamo abituati a spostarci in aria con molta facilità, sono passati gli anni in cui i viaggi erano lunghi, scomodi e volare era un lusso che si potevano permettere in pochi. La tecnologia, che ormai domina il settore, è entrata nella vita di tutti i giorni dei passeggeri, che richiedono sempre più servizi aggiornati e a misura delle proprie esigenze.

Riprogrammare i voli, spostare i passeggeri, prevenire guasti meccanici e prevedere le variazioni tariffarie sono solo alcune delle prestazioni che richiedono una complessa analisi di big data, un lavoro che gli esseri umani da soli gestirebbero con molta difficoltà.

Rispetto alle precedenti tecnologie, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico aumentano la capacità di risoluzione dei problemi in misura esponenziale e con una velocità senza precedenti. Ma quali sono queste nuove conquiste che migliorano la pratica del viaggio in aereo?

Grazie ad una tecnologia che analizza gli spostamenti d’aria a centinaia di chilometri di distanza, ad esempio nel futuro le turbolenze saranno pressoché inesistenti e utilizzando la stessa tecnologia presente negli elicotteri, saranno presto in grado di decollare verticalmente, consentendo di atterrare in luoghi difficilmente raggiungibili. Vi sono ancora tanti sviluppi tecnologici attualmente in corso: un nuovo brevetto per ali pieghevoli che consente agli aerei di compiere manovre più semplici negli aeroporti o ancora la tecnologia per il trasporto a velocità supersoniche, in grado di dimezzare i tempi di viaggio.

Poiché un aereo e un equipaggio sono tipicamente programmati per servire più destinazioni, quando il maltempo o altri eventi importanti provocano singoli ritardi o cancellazioni in un aeroporto, spesso causano complicazioni anche in altri terminal. L’apprendimento automatico può risolvere questo tipo di problemi analizzando ad esempio sia i dati in tempo reale che quelli archiviati per fornire le previsioni sulle rotte da evitare.

Per anni, le compagnie aeree hanno inoltre cercato di trovare la migliore proposta per le tariffe dei biglietti, fissando prezzi sufficientemente bassi da attrarre i consumatori e abbastanza alti da proteggere i margini di profitto. Un valore che può variare in base al giorno, alla stagione e al percorso in questione. Anche in questo caso, l’apprendimento automatico può fornire valide risposte per sviluppare prezzi dinamici, determinando le tariffe ottimali per ogni rotta, giorno e stagione. Gli algoritmi possono inoltre raggruppare i dati storici dei viaggiatori con profili simili e quindi fornire consigli di volo personalizzati oltre che ottimizzare le prestazioni delle apparecchiature con una manutenzione predittiva e una perfetta gestione delle forniture.

Tutto ciò è solo una piccola parte di ciò che l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico possono fare in questo campo. Ma nonostante tutti questi sviluppi a bordo è ancora impossibile prevedere esattamente come sarà il futuro dei viaggi. Con la ricerca continua degli algoritmi e il perfezionamento delle tecnologie, le interruzioni meteorologiche diventeranno sicuramente più gestibili, gli aerei rimarranno in cielo più a lungo e trascorreranno meno tempo in riparazione, i prezzi soddisferanno sia le esigenze delle compagnie che dei consumatori e i clienti avranno una migliore risposta alle proprie richieste: un’industria più sana e robusta quindi che consenta a tutti di raggiungere nuovi importanti traguardi.

Competence center, le risorse statali salgono a 40 milioni

Arriva al traguardo il decreto di attuazione dei Competence center del piano Industria 4.0. Dopo un lungo scambio tra ministeri, Consiglio di Stato e Corte dei conti, il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 6 del 9 gennaio, ma il percorso non è ancora concluso. Occorreranno ancora diversi mesi prima di vedere all’opera il primo centro italiano concepito come “risposta” al modello tedesco dei Fraunhofer.

Ora infatti bisognerà effettuare due selezioni: quella delle università che devono scegliere le imprese partner (si pensa a un avviso pubblico per manifestazione di interesse) e il bando di gara del Ministero dello Sviluppo Economico che dovrà individuare con procedura negoziale i poli “pubblico-privato”.

Il bando del Mise potrebbe essere presentato nell’arco di 10-15 giorni, con una novità rilevante rispetto alle attese: le risorse statali a disposizione dovrebbero salire dai 30 milioni indicati nel decreto a 40 milioni.

I centri ad alta specializzazione dovranno essere costituiti con un contratto che oltre ai partner dovrà specificare, tra le altre cose, l’attività e gli obiettivi strategici; l’entità e i tempi dei conferimenti; il divieto di ripartizione degli utili; la previsione di un organo comune che agirà in rappresentanza delle imprese partner su alcune procedure, ad esempio per accedere a garanzie sul credito o a strumenti per l’internazionalizzazione.

Sono tre i compiti principali che assolveranno i Competence center: erogare servizi di orientamento per le imprese, in particolare Pmi, sui temi della digitalizzazione industriale; formazione (in aula, sulla linea produttiva e su applicazioni reali); attuazione dei progetti di innovazione e ricerca proposti dalle imprese e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0.

Ai Competence center selezionati saranno assegnati fondi pubblici – secondo il regolamento Ue Gber – per un massimo teorico di 7,5 milioni di finanziamento (contributi diretti alla spesa) per singolo polo. Con questa ripartizione: 65% per costituzione e avvio dell’attività e 35% per i progetti (per un importo massimo di 20mila euro).

La dote più corposa (40 milioni rispetto ai 30 preventivati) potrebbe consentire il decollo di 6-8 Competence center in tutta Italia. Tra i candidati ci sono i tre Politecnici (Milano, Torino e Bari), l’università di Bologna, il Sant’Anna di Pisa (in partnership con la Normale), l’università di Genova, la Federico II di Napoli e la rete degli atenei veneti guidati da Padova.

Competenze in “Impresa 4.0”: dieci proposte concrete per avviare il capitolo dei Competence Center e del Lavoro 4.0

Il Piano Nazionale 4.0 ha compiuto il primo anno di vita, essendo stato avviato con considerevole ritardo rispetto ad altri Paesi Europei, alla Cina e agli USA. Il Piano ha introdotto un numero considerevole di misure e interventi a supporto della diffusione dell’Industria 4.0 nel nostro Paese, al fine di stimolare il rilancio dell’economia nazionale. Ma Industria 4.0 non è solo tecnologia, è anche lavoro, competenze, formazione, organizzazione del lavoro, territori ed ecosistemi innovativi. Senza tutti questi elementi non si riuscirà a realizzare una trasformazione tanto fondamentale per le nostre imprese quanto complessa da realizzare.

Negli ultimi anni il centro studi ADAPT ha rivolto la sua attenzione e i suoi sforzi progettuali verso l’Industria 4.0 approcciando il tema dal punto di vista del lavoro e delle competenze, nella convinzione che quello degli investimenti in tecnologia sia sì un capitolo fondamentale, ma che rischia di restare incompleto. Infatti senza riqualificazione delle competenze dei lavoratori e sviluppo di nuovi modelli organizzativi, la tecnologia non potrà dare i frutti sperati. Insieme ad un Libro Bianco sul lavoro e le competenze nell’Impresa 4.0, ADAPT avanza dieci proposte concrete per avviare il capitolo dei Competence Center e del Lavoro 4.0.

Al fine di approfondire questi temi, Confindustria Udine, in collaborazione con il centro di ricerca ADAPT, organizza un convegno che si terrà a Palazzo Torriani lunedì 15 gennaio 2018 alle ore 14.30.

Di seguito il programma degli interventi:

  • Saluti Istituzionali – Anna Mareschi Danieli, Presidente Confindustria Udine
  • Presentazione del volume “Il piano Industria 4.0 un anno dopo” – Francesco Seghezzi, Direttore Generale Fondazione ADAPT
  • Esperienza aziendale: Energia, Automazione e Robotica verso una Metallurgia Sostenibile: visione 2060 e oltre – Antonello Mordeglia, President & CEO Danieli Automation Spa
  • Problema delle competenze digitali nella Pubblica Amministrazione – On. Paolo Coppola, Camera dei Deputati
  • Conclusioni – Michele Tiraboschi, Professore Ordinario Dipartimento di Economia “Marco Biagi” Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

È necessaria l’iscrizione online attraverso il link www.confindustria.ud.it/convegni (le iscrizioni saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili)

Convegno a Parma: “Industria 4.0 e capitale umano”

Si terrà il 30 gennaio alle 17, presso l’Unione Parmense degli Industriali il convegno dedicato al tema dello sviluppo del capitale umano nell’ambito dell’innovazione 4.0 delle imprese.

Imprenditori e Manager sono le due figure chiave nella Quarta Rivoluzione Industriale: questo è il messaggio del quale Unione Parmense degli Industriali e Federmanager Parma si fanno portatori, insieme all’Università di Parma, attraverso il Digital Innovation Hub europeo SMILE già operativo.

La quarta rivoluzione industriale è una delle grandi sfide da affrontare del sistema produttivo italiano, che ha nell’imprenditorialità il suo asse portante.

Ci sono i piani e gli incentivi governativi, ma è necessario anche un cambio culturale che passi attraverso l’adozione di nuove competenze manageriali che Federmanager è in grado di mettere a disposizione tramite manager certificati e opportunamente formati alle nuove tematiche di Industry 4.0; in questo modo l’Azienda può svolgere con successo il proprio ruolo competitivo, affermando il valore dell’innovazione che è alla base di un futuro in cui dovrà muoversi l’intero sistema Paese.

Imprenditori e Manager possono, insieme, trovare la strada e le soluzioni per raccogliere e vincere la sfida, realizzando progetti di qualità e innovazione che valorizzino il know-how imprenditoriale e il capitale umano e creando il modello italiano dell’Azienda del Futuro.

Consulta il programma dei lavori e registrati per partecipare all’evento

I quattro superpoteri che cambieranno il mondo

L’argomento dei superpoteri ha da sempre un posto d’onore nell’immaginario collettivo, dagli dèi ed eroi degli antichi Greci fino ai più moderni supereroi. Questi valorosi personaggi ci hanno fatto passare l’infanzia (e non solo) a fantasticare, a sognare di poter avere almeno una delle loro abilità sovrannaturali.

Nei fumetti, quando il protagonista scopre di averne li usa immediatamente per lottare contro il crimine. Diventa un paladino della giustizia che si erge a difensore della comunità e che in questo modo plasma il corso della storia dell’intera umanità.

La capacità di volare, la forza, la velocità, l’invisibilità e l’immortalità. Sono solo alcuni dei poteri più famosi. Ma nell’era digitale, è necessario ampliare questa lista per includerne altri quattro che promettono di esercitare un’altrettanto valida influenza nei prossimi 20 anni: la tecnologia mobile, il cloud, l’intelligenza artificiale (AI) e l’Internet of Things (IoT). Man mano che queste innovazioni tecnologiche maturano, si fondono l’una con l’altra, rimodellando ogni aspetto della società, dall’assistenza sanitaria all’educazione, dal trasporto alla sfera finanziaria. Ecco alcuni esempi specifici di come questi quattro moderni superpoteri ci aiuteranno ad affrontare alcune delle più grandi sfide globali.

 

Smartphone: una portata senza precedenti

La tecnologia mobile offre attualmente un’ampia portata di segnale, connettendo le persone indipendentemente da dove si trovino nel mondo. Per milioni di persone che vivono in aree remote, l’accesso a un telefono cellulare ha migliorato di gran lunga la vita di tutti i giorni. Uno smartphone nello specifico consente di usufruire di microprestiti, previsioni meteorologiche accurate ed informazioni specializzate per aiutare ad esempio i piccoli agricoltori ad aumentare i propri raccolti in un modo sostenibile. Un recente studio del MIT condotto in Kenya ha rilevato che tra il 2008 e il 2014 l’accesso mobile ha sollevato dalla povertà circa 200.000 famiglie (il 2% della popolazione). Questi servizi hanno infatti già aiutato circa 185.000 famiglie keniane a diventare finanziariamente autosufficienti grazie ad occupazioni commerciali.

 

Cloud: aumento della capacità

Il mondo del cloud attualmente offre un catalogo di servizi a capacità infinita per le aziende che possono attingere a qualsiasi tipo di risorsa, secondo le proprie necessità, senza dover anticipare investimenti. Oggi 9 organizzazioni su 10 si affidano a servizi di cloud. Siamo ancora agli albori di quella che chiamiamo “economia digitale”, ma sicuramente continueremo a vedere importanti progressi nei servizi a distanza. Molte opportunità di lavoro e l’apprendimento online ad esempio vengono effettuate grazie a questa tecnologia, una grande opportunità in particolare per i miliardi di persone che non hanno accesso alle tradizionali forme di istruzione.

 

AI: intelligenza artificiale ovunque

L’intelligenza artificiale ci consente di estrarre enormi quantità di dati in tempo reale e di utilizzare queste informazioni per accelerare meccanismi di scoperta e creare nuovi modelli di business. Questa tecnologia innovativa attualmente sta fornendo potenti intuizioni sopratutto nel settore sanitario, dove gli algoritmi di deep-learning stanno già creando farmaci rivoluzionari, migliorando la diagnosi e progettando piani di trattamento molto più efficaci di qualsiasi approccio precedente. Ne è una prova il campo delle protesi, nel quale si stanno facendo importanti scoperte. I ricercatori della Newcastle University, ad esempio, hanno creato una mano bionica che consente ad un amputato di raggiungere automaticamente gli oggetti, senza il bisogno di pensare al movimento, nello stesso modo quindi in cui si muove una mano reale.

 

IoT: collegamento tra mondo digitale e mondo fisico

L’Internet of Things collega il mondo fisico con quello digitale, portando la tecnologia in ogni dimensione del progresso umano. Nella sua forma più basilare, consiste nel connettere una varietà di oggetti fisici in una rete in cui le macchine possono comunicare, inclusi milioni di sensori incorporati che trasmettono dati in tempo reale. L’IoT sta già aprendo possibilità entusiasmanti in diversi settori come le auto connesse, le reti energetiche e le produzioni intelligenti. In tutte le dimensioni della complessa sfida ambientale che affrontiamo, l’Internet delle Cose ci consente anche di tracciare e rilevare la salute del Pianeta con una maggiore accuratezza rispetto al passato.

 

È vero che la tecnologia non è una panacea per tutti i problemi che affliggono attualmente il mondo. E spesso neppure i superpoteri possono nulla contro i mali dell’umanità. Tuttavia l’innovazione tecnologica è lo strumento più potente che abbiamo a nostra disposizione per affrontare i grandi ostacoli al progresso umano e migliorare la qualità della vita. La tecnologia in sé non è né buona né cattiva, dipende tutto infatti dal modo in cui noi la applichiamo.

INNOVATIVE DESIGN AND MATERIAL PROCESSING FOR ADDITIVE MANUFACTURING

Il DIH Campania, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, organizza il 26 Gennaio dalle 14.30 il seminario dedicato a “INNOVATIVE DESIGN AND MATERIAL PROCESSING FOR ADDITIVE MANUFACTURING”.

L’Additive Manufacturing è una tecnica che consente di realizzare, partendo da un modello digitale 3D, il prodotto strato dopo strato, eliminando molti dei vincoli di costo e di fattibilità che limitano il design ottimale e la creatività, riducendo il time-to-market. Sussistono ancora molti limiti all’effettiva implementazione industriale di questi processi innovativi (qualità dei pezzi prodotti, ripetibilità, presenza di tensioni residue), che solo con un approccio sistemico ed ecosostenibile, saranno in grado di esprimere il massimo potenziale e permettere un reale salto generazionale nell’ambito dell’industria manifatturiera.

L’evento, di cui si segnala di seguito il programma dei lavori, si terrà presso la Scuola Politecnica delle Scienze di Base, in Piazzale Tecchio 80 a Napoli.

Per informazioni e adesioni – email: campaniadih@unindustria.na.it – tel: 0815836274 – www.unindustria.na.it

 

Programma dei lavori

26/01/2018 – Napoli – Programma dei lavori