Big Data: quali strumenti per utilizzarli appieno

La rivoluzione digitale viene ormai comunemente annunciata come la quarta rivoluzione industriale, con i mondi fisici, digitali e biologici che si fondono attraverso la tecnologia. Infatti, aree come la robotica, l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things hanno già visto molti progressi travolgenti.

Ma il fatto che realmente si trova al centro di questa rivoluzione è che miliardi di persone sono ora collegate tra loro da dispositivi come gli smartphone, che possiedono un’immensa potenza di elaborazione e capacità di archiviazione.

I dati sono ovunque. Sulle note appese sopra il frigorifero, nel telefono, nei database della Nasa. Ma la maggior parte, circa l’80%, delle informazioni acquisite da un’azienda, non viene utilizzato.

Nonostante ciò, il numero dei dati aumenta costantemente, crescendo fino al 60% ogni anno. Per fare soltanto un esempio, mentre stai leggendo questo articolo, in tutto il mondo si faranno più foto di quante ne siano state scattate durante tutto il XIX secolo.

Ecco perché l’analisi automatica dei dati è fondamentale per le aziende che vogliono crescere.

Nel 2015, gli utenti di Facebook hanno inviato in media 31,25 milioni di messaggi e hanno visualizzato 2,77 milioni di video al minuto. Entro cinque anni ci saranno oltre 50 miliardi di dispositivi intelligenti connessi nel mondo, tutti sviluppati per raccogliere, analizzare e condividere i dati.

Su base annuale, il volume delle informazioni cresce a ritmi che richiedono regolarmente strumenti sempre più sofisticati per analizzarli e strutturarli.

Dobbiamo quindi imparare a gestire questa enorme quantità di informazioni per sfruttarle e per evitare di esserne sommersi.

Per questo motivo vengono creati sempre più servizi di analisi dei dati, con la funzione di raccoglierli, strutturarli e riconsegnarli agli utenti.

La prima e ovvia scelta è Google Analytics, piattaforma semplice e gratuita. L’unico problema può sorgere nel caso di necessità di gestione di un numero veramente elevato di dati che sarebbero analizzati sono in parte. Se questo è il caso della tua azienda, vale la pena provare altri servizi, che non applicano quindi il campionamento. Anche Librato è un programma di monitoraggio cloud in tempo reale. Trasforma i tuoi dati in informazioni preziose e con pochi clic, ti permette di ottenere un aumento di visibilità. StatHat è un altro strumento di tracciamento delle statistiche personalizzato. Da una riga di codice ti offre grafici automatici e dettagliati, analizzando e confrontando le informazioni, dall’ultima ora agli ultimi 10 anni, creeando anche previsioni, con stime di 30 giorni. Sumologic, infine, è un altro valido servizio di analisi dei dati e per la gestione dei log, che monitora e protegge le applicazioni, fornisce analisi, informazioni operative e di sicurezza in tempo reale.

Per promuovere il valore, la crescita e il vantaggio competitivo aziendale ci sono molte offerte, che aiutano a creare modelli in grado di comprendere e quindi generare analisi di dati. Findo ad esempio, è un’azienda specializzata nel Natural Language Processing, il processo di trattamento automatico delle informazioni. Un assistente di ricerca intelligente quindi per tutti i cloud personali. Findo attualmente sta anche lavorando su un sistema in grado di comprendere schemi nei dati personali per organizzarli in cartelle. L’idea è quella di far sperimentare agli utenti un’esperienza di “ricerca intelligente” o di “scoperta della conoscenza”, studiando i modelli di ricerca ideale, dove le informazioni si possono cercare per descrizione e non per parole chiave esatte.

Come è ormai noto, l’evoluzione dei Big Data è ostacolata principalmente dalla diffidenza e dalla disinformazione. Nonostante esistano mezzi e strumenti a riguardo, ogni giorno milioni di dati non vengono utilizzati né condivisi, impedendo la loro raccolta, classificazione, analisi e sintesi. Tutte azioni necessarie per migliorare le competenze aziendali e per conquistare nuovi mercati.

 

La Federazione Carta Grafica partner dei Digital Innovation Hub per Industria 4.0

La Federazione Carta e Grafica (Assocarta, Assografici, Acimga), che in Italia rappresenta un comparto da 16.000 imprese e circa 24 miliardi di fatturato, ha da tempo avviato, in collaborazione con SDA Bocconi, un percorso di indagine volto alla creazione di vademecum pratici su come implementare l’Industry 4.0 sia a livello macro, all’interno di ciascun segmento produttivo della filiera, che a livello micro, nelle singole aziende.

L’iniziativa punta a sviluppare “istruzioni per l’uso” dei paradigmi 4.0 specifiche, sia per tipologia di segmento (produzione di carta, produzione di macchine per la stampa ed il converting e produzione di stampati cartotecnici, rigidi e flessibili) che per tipologia di azienda. Ciò aiuterà le aziende ad impostare strategie e tattiche verso un’organizzazione 4.0 non solo da un punto di vista tecnologico ma anche organizzativo, declinando concretamente quindi efficienza ed efficacia organizzativa, per non perdere competitività in ambito nazionale ed internazionale.

I frutti di questo progetto saranno messi a disposizione dei Digital Innovation Hub (DIH) in occasione dei workshop del programma “Industry 4.0 – Preparati al futuro”, nell’ambito dei quali saranno attivati specifici momenti dedicati al settore Carta e Grafica, attraverso i quali presentare e sottoporre alle imprese un vero e proprio check up, al termine del quale le imprese riceveranno un primo posizionamento individuale e suggerimenti per implementare la digitalizzazione I4.0, da integrare poi con un più approfondito percorso di assessment realizzato direttamente dai DIH.

Per partecipare all’iniziativa consulta il calendario dei workshop di “Industry 4.0 – Preparati al futuro” con le tappe in cui sarà possibile approfondire le specificità del settore Carta e Grafica.

 

Mobile World Congress 2018

Dal 26 febbraio al 1 marzo 2018, aprirà a Barcellona il Mobile World Congress, da oltre trent’anni l’evento più atteso per i progetti tecnologici più innovativi del panorama internazionale.

Con oltre 100.000 delegati, circa 2.300 espositori e 170 delegazioni governative, occupando 100.000 metri quadrati di superficie espositiva, l’MWC è infatti indubbiamente l’appuntamento di riferimento a livello mondiale per il settore tecnologico nel campo delle nuove tecnologie e del mobile.

Eccellente piattaforma di lancio dei migliori smartphone, smartwatch, tablet e altri dispositivi connessi, svelerà le principali innovazioni messe in commercio in questa prima parte dell’anno.

Ma non solo smartphone. In mostra anche numerose invenzioni specialistiche tra cui display flessibili, chipset all’avanguardia, soluzioni di intelligenza artificiale di nuova generazione oltre a numerose app, software e accessori.

Sarà inoltre possibile assistere a numerosi incontri dimostrativi e interventi su tematiche che riguardano la quarta rivoluzione industriale, l’innovazione, le nuove tipologie di servizi del futuro, il consumatore digitale e la tecnologia all’interno della società.

Tra le proposte presentate anche il progetto sulla tecnologia Blockchain e la sua applicazione nella catena produttiva per assicurare sicurezza e tracciabilità nelle transazioni economiche.

Per velocizzare i tempi di ingresso alle sale espositive, l’organizzazione ha adottato un sistema di riconoscimento facciale, oltre alla tecnologia NFC e Bluetooth presente nei badge.

Il Festival è anche caratterizzato da un impatto ambientale sostenibile. Tutti i tappeti e la carta utilizzati, così come l’ottanta percento dei suoi materiali da costruzione, sono infatti realizzati con materiali riciclati e alla fine del congresso saranno nuovamente riutilizzati. Un evento che è un connubio perfetto tra innovazione, tecnologia e sostenibilità!

 

Speedhub: è operativo il Digital Innovation Hub di Confindustria Verona

Nasce Speedhub, il Digital Innovation Hub fondato da Confindustria Verona. Valorizzando le specificità e le competenze del territorio, avrà una sua specializzazione sui temi della logistica industriale e supply chain che, se sviluppate secondo una strategia “digital”, possono aiutare l’azienda ad avere un approccio nuovo nella catena del valore e raggiungere il cliente in modo più efficiente, trasparente ed efficace.

Il DIH fornirà alle imprese servizi legati a Industria 4.0 utilizzando da un lato, le elevate competenze complementari già presenti in Confindustria Verona sul versante finanziario, fiscale e della formazione e, dall’altro, il know-how sul fronte tecnologico che deriva dalla rete di collaborazioni con importanti soggetti dell’ecosistema dell’innovazione quali primarie università italiane e centri di ricerca.

Per ulteriori informazioni visita il sito web dedicato, www.fondazionespeedhub.it, o scrivi a fondazionespeedhub@confindustria.vr.it per avere maggiori informazioni.

 

Vivere in un mondo “immateriale”

La tecnologia sta rapidamente cambiando il mondo che viviamo. Il “mondo delle cose” è una realtà che nessuna società può più permettersi di ignorare. Ogni cosa tradizionale, che fino ad oggi era familiare, presto cesserà di esistere, a favore di una nuova realtà, non più basata sul prodotto finale ma sulla sua idea.

Nel 1998 Kodak aveva 170.000 dipendenti e vendeva l’85% di tutta la carta fotografica nel mondo. Qualcuno poteva immaginare che solo pochi anni dopo i consumatori l’avrebbero abbandonata per il digitale?

Un valido esempio ci viene fornito dall’industria della moda. Il designer industriale Joshua Harris ha deciso di intraprendere un nuovo progetto: una stampante 3D che consente di riprodurre vestiti virtuali, acquistati online. L’obiettivo è quello di affrontare la rapida urbanizzazione della popolazione che probabilmente porterà, nei decenni futuri, ad una carenza di spazio nelle unità abitative urbane. La stampante di abiti, che si prevede sarà disponibile entro il 2050, ridurrebbe infatti la necessità di armadi, lavatrici e asciugatrici e, a livello industriale, eliminerebbe lo spazio utilizzato per i magazzini. Questi dispositivi rappresentano quindi una grande rivoluzione ecologica: oltre ad essere in grado di riciclare indumenti per crearne di nuovi, utilizzando fibre provenienti da vecchi abiti, rimuovono anche la necessità dell’intermediario per la consegna e l’inquinamento che ne consegue.

La transizione completa di molti settori economici e sociali da offline a online sta diventando inevitabile. Alcuni progettisti ucraini stanno già utilizzando un servizio chiamato Kwambio, una piattaforma di produzione che consente a qualsiasi utente di acquisire e replicare le proprie creazioni, gioielli o oggetti di design, utilizzando la tecnologia di stampa 3D, offrendo opzioni di personalizzazione senza precedenti.

Una produzione su richiesta quindi, dove l’utente sceglie il disegno da stampare, riducendo al minimo l’impatto ambientale, diminuendo il costo e rimodellando il futuro degli oggetti di uso quotidiano.

Gli analisti prevedono che entro il 2020 saranno connessi a Internet 30 miliardi di elettrodomestici e nei 5 anni successivi saliranno fino a 50 miliardi. Siamo sulla cresta dell’Industria 4.0, dove la simbiosi tra elettronica e software renderà ogni dispositivo domestico sempre più “intelligente”, in grado non solo di eseguire una serie di funzioni specifiche, ma anche di analizzare la situazione circostante, accumulare dati e produrre soluzioni su misura.

Tutti gli ambiti sociali che potranno essere digitalizzati lo saranno: istruzione, sport, assistenza sanitaria. Le aziende farmaceutiche stanno già lavorando ad un apparecchio che, scansionando la retina dell’occhio e analizzando la composizione del sangue, sarà in grado di identificare qualsiasi malattia sulla base di 54 parametri biologici. I produttori promettono inoltre di rendere il dispositivo e le relative cure mediche automaticamente accessibili, per garantire una valida assistenza a tutto il pianeta.

Le nuove tecnologie informatiche sono inoltre già in grado di rendere la didattica più interessante, efficace e produttiva. L’apprendimento consisterà sempre più in un mix di programmi educativi per computer, libri elettronici e lezioni online. Un esempio di successo è Coursmos, una piattaforma per l’istruzione online specializzata in corsi di breve durata, video lezioni di non più di cinque minuti l’una.

Nel 2016 ha già vantato oltre 36.500 corsi e ha attirato circa 2.000.000 di utenti, fornendo corsi divisi per categorie tematiche, abbracciando ogni ambito di conoscenza, dall’arte alla scienza senza trascurare l’educazione aziendale e la cucina.

Gli analisti prevedono che, fra soli 5 anni, il mercato IoT varrà 14,5 miliardi. Una cifra destinata a crescere, aprendo la strada a nuove applicazioni e specializzazioni. La disponibilità di informazioni e le possibilità tecnologiche offrono enormi risorse a chiunque sia pronto a creare e a produrre qualcosa di nuovo o a migliorare ciò che già esiste. Non c’è momento migliore per iniziare a lavorare in questa direzione. Benvenuti nel mondo “immateriale” del futuro!