L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA MANIFATTURA DEL FUTURO

Digital Innovation Hub Udine e Industry Platform 4 Fvg  organizzano lunedì 15 aprile, con inizio alle ore 15.00, in Confindustria Udine a Palazzo Torriani, il convegno dal titolo “L’intelligenza artificiale per la manifattura del futuro”

L’Intelligenza Artificiale sarà uno dei fattori alla base del cambiamento interno delle aziende. Questa tecnologia renderà le macchine e i robot capaci di interagire tra di loro e soprattutto di imparare dalle varie situazioni che si creano all’interno dei processi produttivi delle PMI. Un cambiamento che significherà più efficienza e minori costi per le imprese. Ma per governare la fabbrica del futuro ed affrontare le sfide della quarta rivoluzione industriale avremo necessità di risorse umane qualificate che ora scarseggiano. Di fronte ai fenomeni migratori dei giovani talenti dobbiamo evitarne la fuga ed essere attrattivi.

Il workshop presenterà i principali trend tecnologici nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e darà voce alle imprese per confrontarsi sulla strategia per la manifattura del futuro.

Consulta il programma dell’evento.

Per maggiori informazioni: innovazione@confindustria.ud.it

Per iscriversi online: www.ip4fvg.it/intelligenzaartificiale

 

Le aziende sono pronte a cogliere i vantaggi del 5G?

La tecnologia 5G, nuova generazione di connettività wireless, promette di trasformare i  servizi con maggiore velocità di banda e solidità di connessione, rispetto alla precedente.

La prima generazione è nata nel 1983 negli Stati Uniti ed offriva una velocità di trasmissione voce di soli 2.4 Kbps. I telefoni cellulari hanno poi avuto un rapido sviluppo passando nei primi anni ’90 al 2G digitale con una migliore qualità e scambio dati. Nei primi anni 2000, il 3G e la banda larga è passato ai 2.000 kilobit al secondo e infine con il 4G, attualmente in uso, ha esteso la velocità e lo scambio dati migliorando la solidità della linea (100.000 kbps).

Nello specifico il 5G promette di offrire una velocità di 10 – 100 volte in più rispetto all’attuale LTE reti, una latenza praticamente impercettibile (circa di 1 millisecondo), disponibilità di rete al 99,999% e un risparmio di consumo energetico del 90%.

L’automazione prenderà sempre più piede all’interno delle aziende, chiamate a integrare le caratteristiche della rete 5G con i prodotti, i servizi e i processi. L’impatto che può avere nei futuri piani aziendali è enorme: nella capacità di soddisfare i clienti e nelle nuove opportunità di business.

Secondo i dati emersi dallo studio “5G Smart Ecosystems Are Transforming the Enterprise Are You Ready?” condotto da Oracle Communications, che ha coinvolto 265 responsabili IT, in aziende di medie e grandi dimensioni di tutto il mondo, la quasi totalità delle imprese (il 97%) è consapevole dei vantaggi che il 5G potrebbe portare.

Mentre il 95% degli intervistati si sta già preparando a coglierne le opportunità, impostando programmi innovativi per sfruttare i vantaggi di IoT ed ecosistemi intelligenti, circa l’85% prevede di implementare entro il 2021 soluzioni di connettività che utilizzano questa tecnologia.

Oltre ai vantaggi iniziali come Quality of Experience e velocità, le reti 5G saranno trasformative e avranno un impatto duraturo sul modo in cui le aziende fanno affari. La maggior parte delle organizzazioni vorrà nuovi sistemi di monetizzazione per le soluzioni abilitate, preferendo soluzioni basate sugli ecosistemi.

Da questa ricerca “Emerge chiaramente come le aziende vogliano capitalizzare le promesse del 5G; detto questo però, per avere successo, bisogna evitare di pensare al 5G semplicemente come un’altra tecnologia di connettività, e considerarlo invece un abilitatore per creare i cosiddetti ecosistemi intelligenti di cui si parla da tanto tempo” ha dichiarato Doug Suriano, Sr. VP e General Manager di Oracle Communications.

“Questo significa farsi fin dall’inizio le domande giuste: capire come il 5G possa aiutare a dar vita a soluzioni future, su quale arco temporale ragionare, come si potrà avere accesso al 5G rapidamente e come si potranno sfruttare le sue potenzialità per evolversi”.

Con la possibilità di “stratificare” parti considerevoli di reti aziendali, il 5G darà vita a nuove offerte ed ecosistemi smart di valore fondamentale per lo sviluppo del business.

Un impatto ampio e trasversale sulle aziende che, aumentando la produttività, riducendo i costi e migliorando l’esperienza dei clienti, permetterà di fornire connessioni ad altissima velocità, assicurando anche che i componenti IoT installati in ambienti di tipo “smart factory” trasmettano in tempo reale informazioni sullo stato di macchine e altri asset produttivi.

 

Phishing: vittima un’azienda italiana su due

Il phishing è il tentativo fraudolento di ottenere informazioni sensibili mascherandosi come entità affidabile in una comunicazione elettronica.

È una forma di frode, un esempio di tecniche utilizzate per ingannare gli utenti spesso attratti da comunicazioni che pretendono di provenire da parti fidate come social web, siti di aste, banche, processori di pagamento online o amministratori IT.

Spesso infatti un utente malintenzionato utilizza e-mail di phishing per distribuire collegamenti o allegati malevoli che possono eseguire una varietà di funzioni, tra cui l’estrazione di credenziali di accesso o informazioni sull’account delle vittime.

Gli attacchi si basano tipicamente sulle tecniche di social networking applicate alle e-mail o ad altri metodi di comunicazione elettronica, inclusi i messaggi diretti inviati tramite social network, messaggi di testo SMS e altre modalità di messaggistica istantanea.

Il phishing è uno tra i cybercrimini più comuni e diffusi. Un vero punto debole per il nostro Paese e tra le maggiori minacce che le aziende oggi si trovano a dover affrontare.

Secondo una ricerca di Trend Micro infatti più del 55% delle imprese italiane ne ha subito almeno uno. Un’alta percentuale, superiore rispetto a quella mondiale che arriva al 38%. A rendere le aziende vulnerabili sono anche gli errori dei dipendenti, cosa che spinge ben il 98% delle imprese italiane ad organizzare specifici corsi di training, la percentuale più alta al mondo dopo gli Stati Uniti.

La difesa dal phishing inizia con l’educazione degli utenti a identificare i messaggi ostili. Un filtro può anche bloccare molte e-mail di massa e ridurre il numero di phishing email che raggiungono le caselle di posta degli utenti.

I server aziendali inoltre dovrebbero utilizzare almeno uno standard di autenticazione per accertarsi che la posta elettronica in entrata sia verificata.

Esistono molte altre risorse che aiutano a combattere il phishing. Un gateway di sicurezza Web ad esempio, controllando gli URL richiesti su un database costantemente aggiornato di siti sospetti, può fornire un altro livello di difesa, impedendo agli utenti di raggiungere la destinazione di un collegamento dannoso.

L’ottimizzazione dei firewall, l’aggiornamento e l’attenzione costante ai click sono infine i principali strumenti in grado di creare uno scudo tra l’utente e gli intrusi esterni.

Solo la conoscenza può dare sicurezza. Una politica di diffusione e consolidamento delle competenze informatiche, intesa ad estendere una campagna di “alfabetizzazione digitale”, può infatti creare le adeguate premesse per una cultura capillare e condivisa della cybersicurezza.