“PROGETTARE IL FUTURO” accordo tra Piccola Industria Confindustria e

La rivoluzione digitale apre opportunità strategiche per le imprese a patto che sappiano adeguare i loro modelli di business alla visione del futuro. Le PMI, in particolare, hanno la possibilità di essere protagoniste, grazie alle loro caratteristiche di flessibilità e artigianalità: un modello produttivo già di suo vicino alle richieste dei nuovi consumatori.

L’accordo “Progettare il futuro. Accelerazione, trasformazione digitale, competitività” siglato tra Piccola Industria Confindustria e Intesa Sanpaolo prevede soluzioni – finanziarie e non – dedicate, soprattutto, a supportare le imprese nel migliorare la loro capitalizzazione ed a cogliere le occasioni della digitalizzazione nei nuovi scenari offerti dalla quarta rivoluzione industriale. L’importo complessivo delle linee di credito, dei finanziamenti e degli altri interventi previsti vale 90 miliardi di euro, con una durata triennale che permette di focalizzarsi su diversi temi, garantendo continuità.

Per sensibilizzare le PMI sul 4.0, far conoscere le agevolazioni introdotte dal Piano Nazionale Industria 4.0 e le soluzioni previste dall’accordo, è in corso un roadshow che ad oggi ha già toccato, in collaborazione con le associazioni territoriali, più di 20 tappe, coinvolgendo circa 3.000 imprenditori. L’elemento caratterizzante di questo tour digitale nel Paese è di svolgersi in aziende già avanti nel 4.0, che possano quindi essere esse stesse esempi da seguire per le altre imprese. Sul sito di Confindustria è possibile seguire programmi, news e video relativi agli eventi.

Il lavoro nell’era dell’innovazione digitale

L’aumento degli investimenti in Ricerca e Sviluppo riguardanti l’offerta di prodotti e servizi suggerisce sempre con maggior chiarezza che nei prossimi anni ci saranno grandi cambiamenti riguardo la futura domanda di lavoratori e di competenze da parte delle imprese.

Le aziende stanno già avvertendo gli effetti del passaggio al digitale nelle proprie attività e la familiarità con i software sta diventando ormai un requisito fondamentale anche per i manager.

Le prospettive più favorevoli in futuro saranno infatti per i lavoratori che hanno le conoscenze per gestire l’automazione e le competenze per colmare il divario tra la tecnologia e le esigenze dei clienti.

Un’abilità chiave per le aziende sarà proprio quella di canalizzare questa creatività nell’offerta di prodotti e servizi, in modo da creare valore aziendale ed al contempo generare nuova occupazione.

La ricerca si sta spostando quindi sempre più verso lo sviluppo di software e servizi per consentire la differenziazione e l’adattabilità dei prodotti, migliorare le esperienze e rispondere alle nuove esigenze dei clienti, fornendo un valore aggiunto e una migliore usabilità.

Per supportare questa transizione, le imprese si stanno adeguando a standard e aspettative in rapido cambiamento, concentrando la maggior parte delle spese sull’ingegneria elettrica e meccanica.

I motivi principali sono la ricerca di margini più elevati, il desiderio di accedere a mercati non sfruttati, la necessità di ridurre i costi operativi e il desiderio di collegare la digitalizzazione al business.

Indipendentemente dal settore produttivo in cui operano, le aziende stanno infatti scoprendo, oltre alle nuove sfide culturali e manageriali, la necessità di adattare i propri modelli di business per impiegare in modo efficace e produttivo le innovazioni, sia sul fronte dell’hardware che del software.

In questo contesto il design thinking e le metodologie agili, possono aiutare a colmare il tempo di sviluppo e il time-to-market delle offerte di servizi e prodotti.

Offrire eccellenti prodotti è oggi più che mai un must per competere nel mercato. Le “funzionalità”, come capacità di soddisfare le esigenze specifiche dei clienti, sono i fattori che differenziano le aziende, creano vantaggio competitivo e generano nuovi flussi di entrate, offrendo le possibilità per reimmaginare la value proposition e il modello di business che le supporta.

 

Il piano Confindustria per prepararsi al futuro

500 partecipanti, 13 appuntamenti sul territorio, 10 moduli formativi multimediali disponibili online con cui le tecnostrutture associative potranno approfondire i principali temi connessi alla rivoluzione digitale.

Più 7 webinar a disposizione di manager e imprese. Sono solo i primi numeri del progetto Industry 4.0, il programma di formazione destinato a manager delle imprese e agli stessi imprenditori, arrivato al giro di boa della prima fase, quella dedicata alla struttura di Confindustria.

Salerno, Arezzo, Ancona, Vibo Valentia, Bari, Palermo, Reggio Emilia, Ivrea, Pordenone, Verona, Brescia, Genova e Roma: sono le città che hanno ospitato i seminari riservati alle tecnostrutture associative ed ai referenti di Federmanager. Incontri che hanno coinvolto funzionari e dirigenti di tutte le territoriali presenti nella regione coinvolta ed, in alcuni casi, anche in quelle confinanti. Un’iniziativa strutturata – come modello base – in una mattinata di workshop con esperti di digital manufacturing, ed un pomeriggio di confronto con i referenti di imprese che rappresentano esempi di best practice sui temi della digitalizzazione.

I riscontri arrivati attraverso il questionario di valutazione dei seminari sono molto positivi rispetto alla proposta formativa: esperienza promossa a pieni voti, con un indice di gradimento di 4,35 su 5. Tanto che adesso si bissa.

Con l’autunno il progetto entra nel vivo e le pmi diventano protagoniste di altre 15 tappe di workshop.
Il nuovo format è in via di definizione: ma si può già dire che è cucito su misura per le imprese, focalizzato sugli aspetti più concreti della rivoluzione digitale e sugli strumenti disponibili per supportare le aziende in questo percorso.

E non finisce qui: sono in corso di progettazione, infatti, 7 webinar per approfondire le tematiche più importanti affrontate nel corso dei seminari d’aula, trasmessi sia in streaming su questo portale sia fruibili in modalità offline.

Online saranno anche le pillole informative sviluppate in forma multimediale e basate sulle interviste realizzate agli esperti durante la prima fase di seminari. Saranno loro a guidare imprese e manager in un percorso agile e concreto attraverso i temi di Industry 4.0.
Insomma, adesso si fa ancora più sul serio: il futuro di #preparatialfuturo si avvicina. Siamo pronti?

IMPRESA 4.0, ENTRA NEL VIVO IL ROADSHOW DEL DIGITAL INNOVATION HUB TOSCANA

Ha preso avvio il 26 febbraio e proseguirà per tutto il 2019 il Road Show del DIH Toscana, il Digital Innovation Hub costituito da Confindustria Toscana, insieme alle cinque Territoriali regionali e ad Ance Toscana per affiancare le imprese toscane nel percorso di digitalizzazione.

L’obiettivo è quello di aiutare aziende, professionisti e operatori del territorio a cogliere tutte le opportunità offerte dai processi di trasformazione digitale, usufruendo anche delle incentivazioni di Impresa 4.0 e del supporto che il DIH Toscana può fornire, attraverso il proprio network e in collaborazione con il Competence Center nazionale ARTES 4.0, di cui il DIH è partner ufficiale e componente strategico nella governance.

La prossima tappa del roadshow si svolgerà a Lucca mercoledì 13 marzo alle 15.00 a Palazzo Bernardini. Nel corso dell’evento verranno presentate le attività del DIH a sostegno delle imprese e approfonditi, attraverso la testimonianza di aziende e di esperti dei diversi settori, numerosi temi di interesse strategico per accelerare la crescita del sistema industriale e la sua transizione verso la digitalizzazione. Il ciclo di incontri proseguirà quindi il 28 marzo con la tappa di Prato, che si terrà alle ore 15.00 presso il Palazzo dell’Industria e con ulteriori appuntamenti già in programmazione per i prossimi mesi.

La partecipazione è libera e gratuita. Per info dihtoscana@confindustria.toscana.it

 

La “digitalizzazione” del farmaco

Presto le confezioni dei farmaci potranno interagire con le app degli smartphone attraverso microcircuiti integrati che invieranno segnali ogni volta che si assume il farmaco, così sia il medico sia il paziente potranno monitorare la terapia passo dopo passo. È l’innovazione dei “beyond the pill”, cioè i servizi che vanno “al di là della terapia” e che le aziende farmaceutiche offrono ai pazienti per semplificare l’accesso alla salute.

Anche il comparto farmaceutico sta percorrendo quindi la transizione verso la digitalizzazione e la personalizzazione dell’offerta, grazie alla collaborazione con i big player di internet, da Amazon a Google. Si profilano infatti all’orizzonte numerose opportunità di collaborazione tra i due comparti, dalla prevenzione al post-terapia, cogliendo le opportunità fornite da big data e intelligenza artificiale per puntare alla personalizzazione della proposta per ogni paziente.

La tecnologia permette di innovare sia le modalità di produzione del farmaco, che il rapporto con il paziente. L’analisi in tempo reale di un’enorme quantità di dati agevola le attività di ricerca e messa a punto delle cure, trasformando il farmaco da semplice prodotto a “percorso terapeutico”, grazie all’interazione con i sistemi per la diagnostica e gli altri dispositivi medici, così da permettere un monitoraggio continuo che potrà consentire di sviluppare soluzioni per prevenire l’insorgere delle malattie o comunque coglierne i sintomi con largo anticipo.

In questo ambito si possono aprire ampi spazi di azione sia per i giganti del web che per le PMI e per quelle startup che offrono servizi personalizzabili nell’ambito della salute.

Con l’opportuna attenzione ai temi della privacy, tutto ciò potrà portare a breve grandi vantaggi in termini di nuove cure e miglioramento della qualità della vita di milioni di persone in tutto il mondo.