“PROGETTARE IL FUTURO” accordo tra Piccola Industria Confindustria e

La rivoluzione digitale apre opportunità strategiche per le imprese a patto che sappiano adeguare i loro modelli di business alla visione del futuro. Le PMI, in particolare, hanno la possibilità di essere protagoniste, grazie alle loro caratteristiche di flessibilità e artigianalità: un modello produttivo già di suo vicino alle richieste dei nuovi consumatori.

L’accordo “Progettare il futuro. Accelerazione, trasformazione digitale, competitività” siglato tra Piccola Industria Confindustria e Intesa Sanpaolo prevede soluzioni – finanziarie e non – dedicate, soprattutto, a supportare le imprese nel migliorare la loro capitalizzazione ed a cogliere le occasioni della digitalizzazione nei nuovi scenari offerti dalla quarta rivoluzione industriale. L’importo complessivo delle linee di credito, dei finanziamenti e degli altri interventi previsti vale 90 miliardi di euro, con una durata triennale che permette di focalizzarsi su diversi temi, garantendo continuità.

Per sensibilizzare le PMI sul 4.0, far conoscere le agevolazioni introdotte dal Piano Nazionale Industria 4.0 e le soluzioni previste dall’accordo, è in corso un roadshow che ad oggi ha già toccato, in collaborazione con le associazioni territoriali, più di 20 tappe, coinvolgendo circa 3.000 imprenditori. L’elemento caratterizzante di questo tour digitale nel Paese è di svolgersi in aziende già avanti nel 4.0, che possano quindi essere esse stesse esempi da seguire per le altre imprese. Sul sito di Confindustria è possibile seguire programmi, news e video relativi agli eventi.

“Rapporto analisi dei settori industriali” Intesa Sanpaolo e Prometeia: opportunità dalla trasformazione verso un’economia più sostenibile e digitalizzata

La trasformazione verso una economia più sostenibile e digitalizzata porterà maggiori opportunità per Meccanica, Elettrotecnica, Autoveicoli e moto, settori che potrebbero registrare un intenso rimbalzo nel prossimo biennio: questa la stima del “Rapporto Analisi dei Settori Industriali” realizzato da Intesa Sanpaolo e Prometeia.

Secondo l’indagine per il 2021-2022 si prevede un significativo rimbalzo del fatturato manifatturiero, ad un tasso di crescita medio annuo del 6,8% a prezzi costanti, nell’ipotesi di una gestione efficiente dell’emergenza sanitaria che possa creare le condizioni per un rapido ritorno ad un contesto di domanda più dinamico. A fare da volano per la ripresa saranno gli investimenti, grazie a un’iniezione senza precedenti dei fondi europei che punta su transizione green, innovazione, digitalizzazione e automazione per accelerare i processi di trasformazione già in atto.

Scarica il report dettagliato.

Per maggiori informazioni: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/covid19-lindustria-italiana-al-bivio-intesa-sanpaolo-opportunita-dalla-trasformazione-digitale/

 

“YES, WE CAN CHANGE!”: scenari e prospettive per l’economia del FVG post emergenza

Il Digital Innovation Hub di Udine con il Gruppo Telecomunicazioni e Informatica di Confindustria Udine e Ditedi, in collaborazione con IP4FVG, organizza mercoledì 6 maggio alle ore 17 il webinar “Yes, we can change!”. Nell’incontro, che, evocativamente, si terrà nella giornata in cui ricorre il 44esimo anniversario del terremoto in Friuli, si parlerà di ripartenza e di futuro, cercando di inquadrare quali siano le prospettive di breve e lungo periodo per l’economia globale.

Il programma del webinar prevede i saluti introduttivi di Anna Mareschi Danieli e Fabiano Benedetti, presidente e capogruppo Telecomunicazione e Informatica di Confindustria Udine. Seguiranno, quindi, tre interventi – di Ciro Rapacciuolo, Centro Studi di Confindustria, Fabrizio Biscotti, Gartner, e Paolo Ermano, Università degli Studi di Udine – che delineeranno gli attuali scenari nazionali e internazionali, con particolare riguardo a quelli digitali e con uno specifico approfondimento su come l’economia regionale si presenta a questa sfida.

Il webinar sarà arricchito da tre testimonianze: una aziendale, una dal mondo sportivo e una dal mondo accademico.

L’evento potrà essere seguito previa iscrizione al seguente indirizzo:

https://www.confindustria.ud.it/convegno/iscrizione/1553/yes-we-can-change-scenari-e-prospettive-per-l-economia-del-fvg-post-emergenza/

Consulta il programma del webinar.

#iomiformoacasa: i webinar di CIM4.0 Learning Hub

Al via dal 30 marzo 2020 #iomiformoacasa, i webinar del Competence Center CIM4.0 Learning Hub per favorire il trasferimento delle tecnologie dell’Industria 4.0 alle imprese del territorio italiano.

Tutti i percorsi di #iomiformoacasa sono rivolti ai lavoratori delle PMI con finalità di UpSkilling o ReSkilling. Durante ogni evento sarà possibile interagire con il docente in modalità Q&A.

L’iniziativa, a cadenza settimanale, debutterà il 30 marzo alle ore 11.00 con il corso di Introduzione all’Additive Manufacturing. Docente di questa prima tappa sarà Luca Iuliano, docente del Politecnico di Torino e Presidente di CIM4.0.

Il percorso proseguirà poi con i corsi su Artificial Intelligence e Metodi per la digitalizzazione delle imprese.

L’iscrizione per il primo corso è gratuita e obbligatoria al seguente link.

 

100 giornate Evolution: rinnovato l’accordo tra Siemens e Confindustria

Siemens Digital Industries Italia e Confindustria hanno rinnovato il 19 luglio 2021 presso il Digital Enterprise Experience Center (DEX) di Piacenza l’accordo “Smart Factory Siemens – 100 Giornate Evolution”, intesa siglata nel 2018 che ha al centro la trasformazione digitale delle imprese e che durerà fino a tutto il 2022.

Il nuovo accordo punta sulla condivisione di casi concreti di applicazione delle tecnologie digitali per l’industria manifatturiera e percorsi di formazione personalizzati in grado di rispondere alle esigenze specifiche delle aziende, con focus su automazione, simulazione, digital twin, cloud e edge computing, data analytics, intelligenza artificiale e altre tecnologie abilitanti alla trasformazione digitale delle imprese.

In particolare, Siemens offrirà alle imprese di Confindustria e ai DIH la possibilità di organizzare 100 giornate dedicate alla conoscenza dei vantaggi della digitalizzazione per le imprese manifatturiere interessate ad approfondire e investire nelle tecnologie abilitanti l’Industria 4.0. A seguito di assessment sulla loro maturità digitale – coordinati e svolti dai DIH di Confindustria dislocati sul tutto il territorio Italiano – le imprese verranno poi indirizzate e accreditate presso il DEX, centro di eccellenza e modello di Smart Factory, dove avranno l’opportunità di aggiornarsi rispetto alle innovazioni tecnologiche, di acquisire il background tecnico culturale indispensabile per attuare il proprio rinnovamento e soprattutto dove potranno testare e conoscere le tecnologie di controllo, di progettazione e di simulazione digitale applicate alle macchine automatiche, macchine utensili, stazioni con robot e isole industrial software, oggetto del Piano Transizione 4.0.

Per rispondere adeguatamente alla situazione emergenziale causata dal Covid-19 i servizi di formazione saranno erogati sia in presenza sia online e l’accesso ai contenuti tecnologici, aggiornati e sviluppati nel corso degli ultimi due anni, sarà possibile anche a distanza attraverso webinar e livemeeting.

Per maggiori informazioni: https://www.confindustria.it/home/media/comunicati-stampa

 

32^ edizione di Bi-Mu

Dal 14 al 17 ottobre 2020 si terrà presso Milano Rho Fiera la 32^ edizione di BI-MU, la fiera internazionale dedicata alle macchine utensili, robot, digital manufacturing, automazione e tecnologie abilitanti.

La manifestazione, organizzata dall’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e ausiliari UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE e EFIM-ENTE FIERE ITALIANE MACCHINE, è in assoluto il primo appuntamento espositivo del settore confermato dopo il lockdown: un momento fondamentale per la ripartenza dell’industria italiana, all’insegna della sicurezza, della sostenibilità e dell’innovazione.

In occasione della 32^ manifestazione BI-MU, UNI- Ente Italiano di Normazione darà la possibilità, a tutti gli interessati, di acquistare con lo speciale sconto fiera del 50%:

  • le norme UNIin formato elettronico PDF disponibili nel catalogo on-line
  • corsi di formazione di 4 ore in smart learning programmati fino al 31/12/2020 ( UNITRAIN)

La promozione è valida esclusivamente nei giorni della manifestazione dal 14 al 17 ottobre 2020. Per usufruire degli sconti è sufficiente inserire il codice PROMOBIMU2020MI al momento dell’acquisto online e nel modulo di iscrizione al corso.

Per partecipare alla fiera è possibile effettuare la preregistrazione sul sito BI-MU al seguente link: https://www.bimu.it/visita/preregistrazione-visitatori/

Per ulteriori informazioni sulla promozione UNI seleziona questo link.

 

45 milioni per Blockchain e Intelligenza Artificiale

E’ stato firmato il decreto attuativo del Fondo per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, istituito presso il Mise con una dotazione iniziale di 45 milioni di euro, che ha l’obiettivo di promuovere la competitività e la produttività del sistema imprenditoriale del Paese attraverso progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma Transizione 4.0.

I 45 milioni di euro del Fondo, messi a disposizione dal Mise per sostenere con finanziamenti agevolati la realizzazione dei progetti innovativi, potranno essere ulteriormente incrementati attraverso contributi volontari di enti, associazioni, imprese e singoli cittadini. Inoltre potranno essere combinati con fondi e risorse nazionali o comunitarie in modo da favorire l’integrazione con i finanziamenti di ricerca europei e nazionali.

In particolare, è previsto che una quota di finanziamenti sia riservata alle attività situate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, ma se entro sei mesi dall’apertura dei termini per la presentazione delle domande i progetti legati a queste regioni non saranno stati avviati anche queste risorse potranno essere utilizzate per le richieste arrivate da tutto il territorio nazionale.

Con un successivo provvedimento ministeriale saranno rese note le modalità e i termini di presentazione delle domande per richiedere i finanziamenti agevolati, che potranno essere presentate da soggetti pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro.

Per monitorare lo stato di realizzazione dei progetti di sviluppo, applicazione e trasferimento tecnologico alle imprese, Il Mise si avvarrà del supporto di Infratel.

Il decreto, firmato anche dal Ministro dell’Economia, è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Per maggiori informazioni:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2042927-mise-45-milioni-alle-imprese-per-investimenti-in-blockchain-e-intelligenza-artificiale

 

609 milioni per la digitalizzazione delle imprese

Sono 609 milioni di euro le risorse destinate dal Ministero dello Sviluppo Economico al “Piano voucher per le imprese”.

Si tratta di un intervento previsto nell’ambito della Strategia italiana per la banda ultralarga ed interamente dedicato alle imprese. Una platea che, a seconda della tipologia e dell’importo del voucher che verrà richiesto, potrà variare da un minimo di 850.000 a un massimo di 1.400.000 imprese beneficiarie.

Le imprese potranno richiedere un solo voucher che potrà essere di diverso importo, da un minimo di 300 euro a un massimo di 2.000 euro, e di diversa durata del contratto, da un minimo di 18 mesi a un massimo di 36 mesi, per garantire un incremento della velocità di connessione, da 30 Mbit/s a oltre 1Gbit/s. Inoltre, nel caso di passaggio a connessioni a 1 Gbit/s, il valore del voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo del valore massimo di 500 euro, per la copertura di parte dei costi sostenuti dalle imprese beneficiarie e giustificati dagli operatori.

Insieme all’erogazione dei voucher, verranno realizzate iniziative di comunicazione in grado di accompagnare le imprese nella conoscenza della misura e degli strumenti tecnologici messi a disposizione per favorire la diffusione della connessione ad alta velocità e la digitalizzazione del sistema produttivo in tutto il territorio nazionale.

Il Piano per le imprese, approvato dalla Commissione europea lo scorso 15 dicembre 2021, avrà durata fino ad esaurimento delle risorse stanziate, comunque non oltre 24 mesi dall’avvio dell’intervento da parte di Infratel.

Per maggiori informazioni:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2042995-mise-giorgetti-609-milioni-per-digitalizzazione-imprese

 

Accelerazione degli investimenti nella trasformazione digitale: il 65% del pil globale sarà “digitalizzato” entro il 2022

L’emergenza sanitaria non ferma gli investimenti diretti in digital transformation, anzi, si assisterà ad un’accelerazione degli investimenti in trasformazione digitale, con la stima del valore di 3,8 trilioni di dollari dal 2020 al 2023 e il 65% del Pil globale che sarà digitalizzato entro il 2022. Inoltre, entro il 2023 il 75% delle organizzazioni avrà delle roadmap a tutto campo per l’implementazione della digital transformation, contro il 27% di oggi. Queste strategie ad ampio spettro permetteranno una vera trasformazione in ogni settore dell’economia e nelle società.

È quanto stimano gli analisti di Idc nel nuovo studio “Idc FutureScape: Worldwide digital transformation 2021 predictions”, che include le previsioni sui 10 principali trend della trasformazione digitalesu scala globale per i prossimi cinque anni e il loro impatto sui CIO e i professionisti dell’It.

Per maggiori approfondimenti: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/idc-il-65-del-pil-globale-sara-digitalizzato-entro-il-2022/

 

Accordo Confindustria-Siemens: 100 giornate per la trasformazione digitale delle imprese

“Smart Factory Siemens – 100 Giornate per le Imprese Manifatturiere Italiane”: questo in sintesi l’accordo di collaborazione siglato oggi da Siemens Italia, nelle sue divisioni industriali, e Confindustria, presso il Centro Tecnologico e Applicativo (TAC) di Piacenza.

L’accordo, in virtù del comune interesse a promuovere la trasformazione digitale delle aziende Italiane, prevede un’attività di collaborazione tra il TAC di Siemens e la rete dei Digital Innovation Hub (DIH) di Confindustria. In particolare, Siemens offrirà ai DIH la possibilità di organizzare 100 giornate, fino alla fine del 2020, per le imprese manifatturiere interessate a conoscere e investire nelle tecnologie abilitanti l’Industria 4.0.

“Nell’ultimo anno e mezzo il nostro sistema ha ottenuto un grande risultato con la costituzione di 21 Digital Innovation Hub sul territorio, che hanno l’obiettivo specifico di orientare e accompagnare le imprese verso la trasformazione digitale. I DIH della rete di Confindustria – rete che abbiamo formalizzato oggi – sono accreditati anche in Europa, consentendo al nostro Paese di partecipare alle iniziative europee per la digitalizzazione. I DIH promossi dalle associazioni di Confindustria sono pienamente operativi: hanno avviato sul territorio iniziative di sensibilizzazione e formazione; sono impegnati nell’attività di assessment della maturità digitale delle imprese attraverso uno strumento di valutazione appositamente studiato dal Politecnico di Milano e Assoconsult. Con l’Accordo di oggi per i DIH si apre una fase importante della loro attività. Il centro Siemens infatti è un centro di eccellenza dove le imprese possono “contaminarsi” con le tecnologie 4.0, toccando con mano le loro possibili applicazioni: il ruolo dei DIH, con il supporto di Confindustria, è proprio quello di coinvolgere le imprese e avvicinarle al mondo di Industria 4.0″ ha dichiarato Giulio Pedrollo, Vice Presidente di Confindustria per la Politica Industriale.

“Si tratta di un accordo fondamentale e di un ulteriore e importante riconoscimento per il nostro TAC, il centro dove promuoviamo l’innovazione tecnologica per le imprese manifatturiere Italiane, come motore dello sviluppo e della crescita nel manifatturiero. Inoltre, si evidenzia il nostro ruolo di pionieri nel mondo della digitalizzazione d’impresa, anche in qualità di contributori attivi al tavolo di lavoro che ha definito il concetto stesso di Industry 4.0 e di protagonisti primari nel mercato italiano dell’automazione di fabbrica. Di particolare rilievo il nostro impegno e dedizione nella formazione e nell’aggiornamento delle necessarie competenze a disposizione delle imprese che decidono di affrontare il percorso innovativo indicato dalla quarta rivoluzione industriale” ha affermato Giuliano Busetto, Country Division Lead delle divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia e Amministratore di Siemens Industrial Software Srl a margine della firma dell’accordo.

“L’accordo firmato oggi – ha aggiunto Fabrizio Gea, Responsabile del Coordinamento Nazionale dei DIH di Confindustria – rappresenta un tassello importante nella costruzione del network dell’innovazione a supporto delle imprese e in particolare delle PMI che più delle altre hanno bisogno di conoscere e testare le tecnologie per capire come trasformare i propri processi produttivi in chiave 4.0″.

Per approfondire, scarica il comunicato stampa.

Accordo tra la rete dei Digital Innovation Hub e i Competence Center: operativo il network italiano dell’innovazione 4.0

Digital Innovation Hub e Competence Center insieme per supportare le imprese nella trasformazione digitale di prodotti, processi e filiere industriali: è questo l’obiettivo dell’Accordo quadro di collaborazione sottoscritto il 3 aprile 2020 dalla rete dei Digital Innovation Hub di Confindustria e gli otto Competence Center selezionati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Un gioco di squadra che in pochi mesi ha permesso di elaborare un “Piano d’azione 4.0” strategico ed operativo, facendo convergere all’interno di un network per l’innovazione, attraverso importanti investimenti pubblici e privati, gli asset valoriali dei DIH, oltre 20 su tutto il territorio nazionale con un unico coordinamento centrale (ascolto, sensibilizzazione e assessment sulla maturità digitale delle imprese) e dei Competence Center, 8 su tutto il territorio nazionale (formazione e trasferimento tecnologico in ottica 4.0,  gestione di progetti di innovazione e anche pubblicazione di specifici bandi per progetti ad alto TRL).

Leggi il comunicato stampa ufficiale.

Additive Manufacturing: un forte potenziale di sviluppo nei prossimi anni

L’additive manufacturing è una delle tecnologie abilitanti che sta facendo registrare l’espansione più rapida in tutti i settori industriali, innanzitutto nell’aerospaziale, nell’automotive e nel medicale, con un mercato che si stima supererà i 27 miliardi di dollari a livello globale nel 2023.

È un set di tecnologie che impattano diverse fasi della catena del valore, dalla ricerca e sviluppo fino all’after-sales, passando per la produzione, permettendo di accorciare il time to-market e favorire la risoluzione dei problemi nella supply chain. E sono il punto di svolta per tre delle principali sfide in ambito industriale: digitalizzazione, sostenibilità e personalizzazione.

Per analizzare, gestire e anticipare questi scenari e prospettive per la manifattura e l’industria, Messe Frankfurt Italia, Sps Italia e Formnext hanno avviato l’Osservatorio sull’additive manufacturing, che ha realizzato lo studio ‘Conoscenza, uso e sviluppi futuri delle tecnologie additive’, in collaborazione con Politecnico di Milano e il Competence Center MADE, Politecnico di Torino e il Competence Center CIM4.0, Università degli Studi di Pavia e con la partnership di Porsche Consulting.

Approfondisci su Innovation Post 

AI-Robotics COVID 19 – EU AI Alliance

La Commissione europea ha lanciato un’iniziativa con l’obiettivo di raccogliere idee su soluzioni di intelligenza artificiale e robotica, nonché informazioni su altre iniziative che potrebbero aiutare ad affrontare l’attuale crisi COVID19. Lo scopo è creare un repository unico come parte della risposta europea comune alla pandemia.

Per scaricare la documentazione e aderire all’iniziativa è possibile consultare il seguente link AI-Robotics COVID 19 – EU AI Alliance.

 

Al via i Digitalks: appuntamenti digitali con le aziende “Faro” del FVG

Da giovedì 7 maggio fino al 16 luglio, le 11 aziende premiate nell’ambito dell’iniziativa Fari Manifatturieri FVG prenderanno parte ad un ciclo di webinar dal titolo: “DigiTalk – I Fari Manifatturieri del FVG si raccontano”, organizzato da IP4FVG. Ogni appuntamento ha come protagonista una delle 11 aziende “Faro” e come tema il progetto di trasformazione digitale per il quale si sono distinte e sono state premiate.

I Digitalks saranno 11 occasioni di incontro e confronto su esperienze concrete di trasformazione digitale: l’obiettivo è, infatti, creare una comunità di imprese del manifatturiero del Friuli Venezia Giulia che si confronti su metodologie e strumenti innovativi.

Il primo DigiTalks, in programma il 7 maggio alle ore 17.00, è dedicato al caso Danieli Automation, una delle aziende leader mondiali nelle automazioni di processo per impianti siderurgici, che racconta il progetto di implementazione di una Control Room di ultima generazione che sfrutta tecniche di Realtà Aumentata e Operator Empowerment.

Per partecipare è possibile registrarsi al seguente link

Gli altri DigiTalks in programma nel mese di maggio sono:

  • giovedì 14 maggio ore 17:00: Il caso SCM-Zanussi
  • giovedì 21 maggio ore 17:00: Il caso Maddalena
  • giovedì 28 maggio ore 17:00: Il caso LimaCorporate

Al via il 1° DIH-WORLD Community Day Italiano

Si terrà giovedì 3 maggio alle ore 15.30 l’evento online “1° DIH-WORLD Community Day Italiano – La transizione verde e digitale nelle PMI manifatturiere italiane“, organizzato da Fondazione Speedhub con MEDISDIH, DIH Liguria e Campania DIH.

L’evento sarà incentrato sui temi dell’innovazione legata alla sostenibilità, all’economia circolare ed all’indipendenza energetica. Il webinar si inserisce in un ciclo di incontri denominato Community Days, che si terranno dal 18 aprile al 15 maggio, promosso dall’iniziativa europea DIH-World per favorire l’adozione di innovazioni digitali e sostenibili nelle aziende.

La partecipazione all’incontro è gratuita previa registrazione on line.

Consulta il programma dell’evento.

 

Al via il bando sui Poli europei di innovazione digitale

Dal 10 al 24 settembre 2020 sarà aperta la procedura di preselezione nazionale per l’istituzione della rete europea di Poli europei di innovazione digitale.

È quanto prevede il Decreto del Ministero dello Sviluppo economico, emanato il 17 agosto 2020, con cui vengono resi noti i criteri e le modalità di presentazione delle domande e dei progetti da finanziare.

Nel contesto del “Programma Europa Digitale”, a sostegno della trasformazione digitale delle società e delle economie europee, è infatti prevista la costruzione di una rete europea di Poli di innovazione digitale (European Digital Innovation Hubs – EDIHs) cui sarà affidato il compito di assicurare la transizione digitale dell’industria, con particolare riferimento alle PMI, e della pubblica amministrazione attraverso l’adozione delle tecnologie avanzate, come l’Intelligenza Artificiale, il Calcolo ad Alte Prestazioni e la Sicurezza Informatica.

A tal proposito è stato sottoscritto – il 6 agosto scorso – un Protocollo d’intesa tra i Ministri dello Sviluppo economico, dell’Università e della ricerca e per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, che ha lo scopo di strutturare la collaborazione istituzionale per la definizione della procedura di preselezione ed il cofinanziamento nazionale.

Per l’individuazione dei Poli è prevista una procedura di selezione in due fasi:

  • una preselezione nazionalevolta ad individuare un elenco di soggetti che hanno capacità tecnico-scientifica e giuridico-amministrativa per partecipare alla rete;
  • una gara ristretta, gestita dalla Commissione europea, cui saranno invitati i candidati presentati dagli Stati membri.

Il superamento della preselezione nazionale non costituisce diritto all’assegnazione delle risorse nazionali ma è condizione necessaria per accedere alla successiva fase di selezione europea, all’esito della quale saranno individuati i poli che costituiscono la prima rete EDIH. A questi la Commissione affiderà il contratto di sovvenzione (grant agreement) per i primi 36 mesi con la possibilità, a seguito di una valutazione della Commissione stessa, di estenderne la durata di ulteriori 48 mesi.

Gli EDIH selezionati per l’Italia stipuleranno, a seguire, un contratto con il Ministero dello Sviluppo Economico relativo alle agevolazioni del cofinanziamento nazionale. Le agevolazioni che riceveranno gli EDIH si compongono quindi di una quota europea e di una quota nazionale. Le due fasi della procedura di selezione permetteranno ai Poli di avere una copertura dei costi ammissibili che in alcuni casi potrà essere pari al 100%.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato – con direttiva del Ministro del 13 agosto 2020, inviata alla Corte dei Conti per la registrazione – 97 milioni di euro per il cofinanziamento delle iniziative destinatarie delle agevolazioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile. A tale quota potranno, altresì, concorrere altri Ministeri, eventuali regioni, province autonome ed altre amministrazioni pubbliche mediante proprie risorse rese disponibili con apposito atto.

La domanda comprensiva della manifestazione di interesse deve essere presentata secondo le modalità e la modulistica di cui al decreto direttoriale del 17 agosto 2020.

In particolare, la domanda potrà essere presentata esclusivamente in via telematica, all’indirizzo PEC: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it dalle ore 8.00 del giorno 10 settembre 2020 fino alle ore 19.00 del giorno 24 settembre 2020, pena l’invalidità e l’irricevibilità della stessa. È possibile presentare eventuali quesiti al seguente indirizzo email: info_edih@mise.gov.it. Le risposte alle FAQ pubblicate sul sito del MISE sono disponibili al seguente link

Per maggiori informazioni:

 

Al via la consultazione sulla Strategia Nazionale per Blockchain e Registri Distribuiti

E’ stata avviata la consultazione pubblica del documento di sintesi sulla “Strategia italiana per la Blockchain e i registri distribuiti”, realizzata con il contributo del gruppo di esperti selezionati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

La consultazione si chiuderà il 20 luglio 2020. Le osservazioni provenienti dagli stakeholder e dai soggetti interessati saranno valutate dagli esperti per l’elaborazione della proposta finale della strategia.

Nel documento di sintesi in consultazione vengono approfondite policy e strumenti sui temi connessi allo sviluppo e all’adozione di tecnologie per blockchain e registri distribuiti in modo da favorirne l’applicazione per imprese, pubblica amministrazione e cittadini.

Sono stati inoltre individuati i principali casi d’uso e i settori di applicazione di questa tecnologia che può diventare un efficace strumento per la tutela e la valorizzazione delle filiere produttive del Made in Italy e per il contrasto della contraffazione dei prodotti a vantaggio della trasparenza per i consumatori.

Le indicazioni per partecipare alla consultazione sono disponibili al seguente link: https://www.mise.gov.it/index.php/it/consultazione-blockchain

 

Anitec-Assinform: Blockchain fondamentale per la trasformazione digitale del paese

È stato presentato il White Paper “Attualità e prospettive della Blockchain per la crescita dell’economia italiana” predisposto dal tavolo di lavoro Blockchain di Anitec-Assinform, che vuole evidenziare l’importanza dell’impiego di questa tecnologia per la crescita del sistema paese.

La Blockchain è uno degli strumenti abilitatori (Digital Enablers) della trasformazione digitale del Paese insieme a Cloud, Cybersecurity, Intelligenza Artificiale e IoT, che hanno trainato il mercato digitale durante la pandemia e che incideranno sull’evoluzione della società nei prossimi anni e sono i pilastri su cui si fonda la crescita degli investimenti tecnologici.

Secondo il documento, il mercato della blockchain registra in Italia valori ancora contenuti, pari a poco più di 26 milioni di euro nel 2020, con una crescita anno su anno che però prosegue a tassi a due cifre (+18%). Le previsioni di crescita del mercato della Blockchain si attestano a un tasso medio del 20% nei prossimi tre anni (2021-2024) e sono fortemente condizionate dall’attuazione nel PNRR.

Scarica qui il report completo

Attivo il DIH del Trentino Alto Adige

Anche il Trentino Alto Adige ha il suo Digital Innovation Hub. Grazie all’intesa siglata dalla Confindustria regionale, da Confindustria Trento, Assoimpreditori Alto Adige, Hit Hub Innovazione Trentino (società che promuove la ricerca e l’innovazione del sistema regionale) e IDM Alto Adige (azienda speciale della provincia di Bolzano e della Camera di Commercio che fornisce servizi di innovation e marketing), il sistema di supporto per la digitalizzazione delle imprese conquista un’altra regione.

La piattaforma, secondo le indicazioni del Governo, nasce da un accordo tra Confindustria e le altre realtà locali interessate a favorire l’innovazione delle imprese. Per questo – come indicato dal Piano – il compito dei Digital Innovation Hub sarà quello di far conoscere alle pmi tutte le opportunità esistenti, fornire loro servizi di mentoring, supportarle nell’attività di pianificazione di investimenti innovativi e nella richiesta di strumenti di finanziamento specifici pubblici e privati.

“Nella prossima Legge di Bilancio – ha detto Stefan Pan, vice presidente di Confindustria e presidente della rappresentanza regionale del Trentino Alto Adige – si potrebbe ragionare di misure a favore della formazione dei dipendenti. Il Piano Industria 4.0 potrà, infatti, funzionare solo se le imprese avranno a disposizione collaboratrici e collaboratori 4.0”.

Automazione: la prossima fase dell’economia collaborativa

Stiamo assistendo allo sviluppo di un nuovo modello organizzativo e di business in grado di connettere persone e servizi mediante le piattaforme digitali.

Un cambiamento che parte dai reali bisogni dei consumatori e che mette al centro le relazioni, nato come risposta alternativa ai paradigmi economici tradizionali. Si chiama Sharing Economy, l’economia collaborativa, si basa sulla condivisione di prodotti (automobili o case per esempio) e di servizi professionali per ottenere ciò che occorre.

In Italia le piattaforme collaborative online sono sempre più in crescita. Se ne registrano circa 250 tra i settori di scambio e condivisione, crowfonding e autoproduzione. La diffusione della tecnologia mobile, Internet e cloud, la potenza di elaborazione, i Big Data e l’aumento dell’economia della condivisione e del crowdsourcing, stanno infatti stimolando nuovi settori e la creazione di una nuova classe media nei mercati emergenti.

Le implicazioni di questi cambiamenti in arrivo che stanno rapidamente cambiando le aspettative sul nostro futuro, avranno un effetto diretto sulle persone e sul mondo che viviamo. In una fase successiva, con l’automazione, i robot aumenteranno sempre più le proprie prestazioni, si sostituiranno in parte agli umani per fornire i servizi richiesti, fino ad arrivare a sorpassarli per servire altri robot.

Mentre cerchiamo attivamente di insegnare ai nostri figli il coding, la tecnologia infatti sta rapidamente avanzando, fino ad arrivare al punto in cui i robot saranno in grado di eseguire l’autocodice. Ciò significa che capire come gestire i sistemi robotici per risolvere i problemi, nel futuro prossimo sarà fondamentale.

Ma anche le arti, le discipline umanistiche, l’intrattenimento, lo sport e la psicologia saranno competenze necessarie. Si presume infatti che i robot sostituiranno gli umani soprattutto nei lavori più ripetitivi e meccanici, ma le persone in grado di risolvere compiti complessi, unici, saranno sempre più indispensabili. Un’ondata di automazione investirà l’ecosistema man mano che gli esseri umani saranno serviti e spesso sostituiti da sistemi robotici.

Osservando i dati, la sharing economy è in crescita e, secondo le previsioni, nel 2025 avrà un fatturato che si aggirerà sui 300 miliardi di euro.

Una grande opportunità che rappresenta senza alcun dubbio una rivoluzione per l’economia e per la collettività attraverso nuovi modelli di business digitali. Quindi, teniamoci pronti!

 

Bando del Competence Center MADE per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sui temi del 4.0

Il Competence Center MADE ha pubblicato un bando di gara da 1,2 milioni di euro per la realizzazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale sui temi del 4.0 applicato al settore manifatturiero.

I progetti selezionati da MADE, potranno ottenere un contributo fino a 100.000 euro a fondo perduto, a copertura del 50% dell’investimento previsto e saranno realizzati nella fabbrica digitale del Competence Center, dotata di 25 asset tecnologici e 20 dimostratori. MADE metterà inoltre a disposizione anche una serie di servizi finanziari per agevolare gli investimenti.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la sezione “bandi” del sito di MADE.

 

Bando Mise Investimenti sostenibili 4.0

A partire dal 18 maggio sarà possibile presentare le domande per partecipare al bando del Ministero dello sviluppo economico, che prevede l’erogazione di agevolazioni per la realizzazione di programmi di investimento per accelerare la transizione digitale e sostenibile delle micro, piccole e medie imprese.

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a circa 678 milioni di euro, di cui oltre 427 milioni sono destinati alle regioni del Mezzogiorno. Il 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

Per ulteriori informazioni: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/investimenti-sostenibili-4-0

 

Bando straordinario di ARTES 4.0

Il Competence Center ARTES 4.0 collabora alla diffusione del Bando Straordinario Covid-19 del Ministero dello Sviluppo Economico, che finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che prevedono l’utilizzo delle tecnologie 4.0 per fronteggiare la pandemia da Coronavirus e in generale per la lotta alle malattie infettive, con l’obiettivo di contenere gli effetti sociali ed economici a breve e lungo termine su tutti i settori sia pubblici sia produttivi.

Compilando il form al seguente link https://lp.artes4.it/bando-covid-19 è possibile scaricare il bando con i relativi allegati e ricevere tutte le informazioni necessarie sulla domanda di partecipazione.

Le proposte progettuali dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica (https://retecompetencecenter4-0-italia.it/artes/).

I soggetti proponenti devono compilare tramite portale web gli allegati previsti dal bando entro il 19 aprile 2020 alle ore 17.00.

 

Big Data: quali strumenti per utilizzarli appieno

La rivoluzione digitale viene ormai comunemente annunciata come la quarta rivoluzione industriale, con i mondi fisici, digitali e biologici che si fondono attraverso la tecnologia. Infatti, aree come la robotica, l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things hanno già visto molti progressi travolgenti.

Ma il fatto che realmente si trova al centro di questa rivoluzione è che miliardi di persone sono ora collegate tra loro da dispositivi come gli smartphone, che possiedono un’immensa potenza di elaborazione e capacità di archiviazione.

I dati sono ovunque. Sulle note appese sopra il frigorifero, nel telefono, nei database della Nasa. Ma la maggior parte, circa l’80%, delle informazioni acquisite da un’azienda, non viene utilizzato.

Nonostante ciò, il numero dei dati aumenta costantemente, crescendo fino al 60% ogni anno. Per fare soltanto un esempio, mentre stai leggendo questo articolo, in tutto il mondo si faranno più foto di quante ne siano state scattate durante tutto il XIX secolo.

Ecco perché l’analisi automatica dei dati è fondamentale per le aziende che vogliono crescere.

Nel 2015, gli utenti di Facebook hanno inviato in media 31,25 milioni di messaggi e hanno visualizzato 2,77 milioni di video al minuto. Entro cinque anni ci saranno oltre 50 miliardi di dispositivi intelligenti connessi nel mondo, tutti sviluppati per raccogliere, analizzare e condividere i dati.

Su base annuale, il volume delle informazioni cresce a ritmi che richiedono regolarmente strumenti sempre più sofisticati per analizzarli e strutturarli.

Dobbiamo quindi imparare a gestire questa enorme quantità di informazioni per sfruttarle e per evitare di esserne sommersi.

Per questo motivo vengono creati sempre più servizi di analisi dei dati, con la funzione di raccoglierli, strutturarli e riconsegnarli agli utenti.

La prima e ovvia scelta è Google Analytics, piattaforma semplice e gratuita. L’unico problema può sorgere nel caso di necessità di gestione di un numero veramente elevato di dati che sarebbero analizzati sono in parte. Se questo è il caso della tua azienda, vale la pena provare altri servizi, che non applicano quindi il campionamento. Anche Librato è un programma di monitoraggio cloud in tempo reale. Trasforma i tuoi dati in informazioni preziose e con pochi clic, ti permette di ottenere un aumento di visibilità. StatHat è un altro strumento di tracciamento delle statistiche personalizzato. Da una riga di codice ti offre grafici automatici e dettagliati, analizzando e confrontando le informazioni, dall’ultima ora agli ultimi 10 anni, creeando anche previsioni, con stime di 30 giorni. Sumologic, infine, è un altro valido servizio di analisi dei dati e per la gestione dei log, che monitora e protegge le applicazioni, fornisce analisi, informazioni operative e di sicurezza in tempo reale.

Per promuovere il valore, la crescita e il vantaggio competitivo aziendale ci sono molte offerte, che aiutano a creare modelli in grado di comprendere e quindi generare analisi di dati. Findo ad esempio, è un’azienda specializzata nel Natural Language Processing, il processo di trattamento automatico delle informazioni. Un assistente di ricerca intelligente quindi per tutti i cloud personali. Findo attualmente sta anche lavorando su un sistema in grado di comprendere schemi nei dati personali per organizzarli in cartelle. L’idea è quella di far sperimentare agli utenti un’esperienza di “ricerca intelligente” o di “scoperta della conoscenza”, studiando i modelli di ricerca ideale, dove le informazioni si possono cercare per descrizione e non per parole chiave esatte.

Come è ormai noto, l’evoluzione dei Big Data è ostacolata principalmente dalla diffidenza e dalla disinformazione. Nonostante esistano mezzi e strumenti a riguardo, ogni giorno milioni di dati non vengono utilizzati né condivisi, impedendo la loro raccolta, classificazione, analisi e sintesi. Tutte azioni necessarie per migliorare le competenze aziendali e per conquistare nuovi mercati.

 

Biorobotica, il futuro è nella natura

Ci hanno terrorizzati in Metalhead, l’episodio dell’ultima stagione di Black Mirror. I cani-robot molto simili a quello reale che in un video della Boston Dynamics riesce ad aprire le porte grazie al suo quinto arto articolato.

Aziende, università e laboratori di robotica di tutto il mondo, prendendo spunto dalla natura, sono da sempre all’opera nel progettare dispositivi, osservando la morfologia e il comportamento degli animali. Aerei che volano come uccelli, robot simili a scarafaggi, meduse, gabbiani e lumache meccaniche.

Oltre a studiare i cani, la Boston Dynamics e il Mit si sono ispirati ad esempio al ghepardo per realizzare WildCat, che con i suoi 32 km/h è il robot più veloce mai creato, e Cheetah in grado di riconoscere e di saltare ostacoli autonomamente fino a 33 centimetri.

Anche la società tedesca Festo, svolgendo ricerche sui movimenti degli animali, ha sviluppato un braccio meccanico flessibile molto simile alla proboscide degli elefanti. Concepito per essere utilizzato in ambienti di lavoro dove macchine e uomini operano fianco a fianco, il braccio è in grado di farli interagire in modo semplice, efficiente e soprattutto sicuro. I segmenti del tronco sono stati disseminati di sensori in grado infatti di percepire il contatto con le persone e gli oggetti attorno. Utilizzando delle camere di plastica vuote che cambiano dimensione con la pressione dell’aria, la macchina consente di effettuare una gran quantità di movimenti e afferrare e trasportare oggetti leggeri come uova, fino a carichi da 300 kg. Questo sistema, con possibili risvolti in campo medico e meccanico, ha portato l’azienda a ricevere il Future Award 2010.

Cassie lo struzzo, invece, è un robot messo a punto nei laboratori della Oregon State University. Leggero e veloce, è dotato di un ottimo senso dell’equilibrio. L’assenza del torso e della testa lo rendono particolarmente stabile e adatto a muoversi su terreni scoscesi e irregolari. Potrebbe essere un ottimo assistente ai soccorritori in caso di calamità naturali oppure essere utilizzato per le consegne a domicilio.

La robotica è quindi sempre più orientata a copiare dalla natura per prenderne il meglio e trasformare ossa, muscoli e tendini in macchine e circuiti al servizio dell’umanità. Nel futuro si cercherà sempre più di prendere ispirazione dalla biologia per sviluppare robot che puntino dove nessun altro è mai giunto prima, applicando la ricerca a risolvere i problemi del mondo reale, al di fuori dell’ambiente di laboratorio.

 

Call per esperti in comunicazione e trasformazione digitale

E’ stata pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico la call per la selezione di 21 componenti del gruppo di esperti per l’elaborazione di un Libro bianco sul ruolo della comunicazione nei processi di trasformazione digitale. Si tratta di un’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero della Funzione Pubblica, che mira ad approfondire il valore strategico della comunicazione come volano di innovazione digitale, sia a livello pubblico che privato.

Il Libro bianco si soffermerà, in particolare, sull’elaborazione di policy e linee guida per:

  • individuare iniziative pubbliche e private (best practice) già esistenti a livello nazionale;
  • definire un uso sostenibile della comunicazione nei processi di trasformazione digitale;
  • definire un uso inclusivo della comunicazione nei processi di trasformazione digitale;
  • definire un uso accessibile della comunicazione nei processi di trasformazione digitale;
  • approfondire le condizioni necessarie per promuovere lo sviluppo, l’impiego, l’adozione di una comunicazione sostenibile (in modalità tradizionale e online) per incrementarne e accelerarne la diffusione in ambito pubblico, semi-pubblico e privato;
  • elaborare linee guida volte a diffondere l’applicazione di modelli comunicativi per la trasformazione digitale.

La manifestazione di interesse dovrà essere presentata, a pena di esclusione, entro le ore 24.00 del giorno 30 ottobre 2020, esclusivamente a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo dgtcsi.div02@pec.mise.gov.it, recante nell’oggetto la dicitura: “Avviso pubblico per la manifestazione d’interesse nella selezione di 21 componenti del Gruppo di esperti di alto livello per l’elaborazione di un Libro Bianco sul ruolo della comunicazione nei processi di trasformazione digitale”.

Ulteriori indicazioni per partecipare alla call sono disponibili al seguente link: https://www.mise.gov.it/index.php/it/213-normativa/notifiche-e-avvisi/2041490-comunicazione-e-trasformazione-digitale

 

Closed loop manufacturing: la digitalizzazione e l’analisi dei dati chiudono il cerchio tra progettazione e fabbrica

Dal 28 al 30 settembre Siemens incontra la community per l’automazione in una nuova dimensione digitale: gli SPS Italia Digital Days.

Nell’ambito della manifestazione, Siemens parteciperà il 30 settembre dalle 14.00 alle 15.30 al convegno DIGITAL&SOFTWARE – Il digitale per l’efficienza dei processi: dal Machine learning alla sicurezza dei dati. Interverrà Giuseppe Biffi, Digitalization Business Development Manager di Siemens.

Sarà l’occasione per vedere un digital twin, o “gemello digitale” che segue in parallelo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione, alla realizzazione, alla messa in servizio e manutenzione, con riscontri continui tra due mondi che finora hanno sempre faticato a integrarsi: il mondo reale e quello digitale. È il “closed loop manufacturing”, oggi possibile grazie all’evoluzione tecnologica che finalmente consente applicazioni complete di questo genere. I dati, una volta raccolti ed elaborati in tempo reale, possono essere facilmente retroazionati e condivisi a livello di automazione di base, MES/MOM, PLM ed innescare così un circolo virtuoso che, impattando su tutta la catena del valore, permette di ottenere un miglioramento continuo in tutti i processi aziendali. Un viaggio che deve essere intrapreso da ogni azienda che vuole continuare a essere un leader nel prossimo decennio.

Consulta il programma dei lavori.

Per partecipare ai tre giorni di formazione e networking è necessario registrarsi gratuitamente al seguente link https://www.spsitalia.it/

 

Come far crescere l’intelligenza artificiale

Ciò che le aziende spesso chiamano Intelligenza Artificiale (AI) si riferisce a un concetto ancora ristretto o debole che allude ad esempio al riconoscimento vocale, alle auto a guida autonoma, alla visione artificiale, all’elaborazione del linguaggio naturale e a qualsiasi altra attività che faccia leva sull’apprendimento automatico.

Tuttavia, solo quando l’Intelligenza Artificiale soddisferà tutti i suoi bisogni potrà muoversi da un ambito  ristretto ad uno molto più generale, in cui ogni fase del processo comporterà una nuova serie di esigenze. Il vero presupposto di queste esigenze inizia con la raccolta di dati di alta qualità, elementi costitutivi fondamentali per l’AI.

Il primo passo è capire quali dati siano effettivamente necessari per raggiungere ciò che si desidera ottenere: quale sia l’affidabilità e la validità necessaria, quali siano gli strumenti di misurazione più opportuni per acquisire questi dati in modo accurato ed in tempo reale.

Gli esseri umani tendono a prendere “decisioni emotive” che, secondo l’economia comportamentale, a volte ci fanno sembrare un po’ irrazionali. Abbiamo pregiudizi che ci inducono a utilizzare i dati per provare le nostre idee, anche se abbiamo un’educazione scientifica, prendiamo regolarmente decisioni emotive, piuttosto che razionali. Oltre a ciò, il contesto in cui le percepiamo spesso cambia le cose stesse e infine le nostre decisioni sono fortemente influenzate dai nostri gruppi sociali.

Nel mondo di oggi, quasi ogni forma di Intelligenza Artificiale ha una dipendenza umana. Dopotutto, se l’apprendimento è la generalizzazione delle esperienze passate, combinate con i risultati di nuove azioni, è importante che i dati ci aiutino a essere migliori e più efficienti. Devono essere misurati, percepiti correttamente, evitando percezioni errate e con una pipeline ben costruita, con una fonte abbondante che ne fornisca il maggior numero possibile in tempo reale.

Una cosa importante da considerare è se i dati siano al sicuro. Max Tegmark, professore presso il Massachusetts Institute of Technology, ha affermato che “la sicurezza dell’IA è il tema più importante del nostro tempo”. Una volta ottenuti dati affidabili e accurati, è necessario quindi capire quale impatto abbiano e come possano essere utilizzati.

Una volta acquisiti in modo valido, i dati devono essere memorizzati in modo sicuro in un sistema altamente durevole, che può essere scalato in modo illimitato. Con una buona conoscenza dei dati, è possibile iniziare a pensare di sfruttare algoritmi più complessi.

Affinché l’Intelligenza Artificiale diventi più pervasiva, è necessario quindi soddisfare tutti i suoi bisogni per l’apprendimento in tempo reale, la comprensione del contesto con il ricorso alla memoria, la capacità di pianificare e ragionare, la metacognizione e così via.

Man mano che vengono resi disponibili dati ambientali e psicologici più validi, l’AI avrà più set sociali da collegare e da cui imparare. Poiché apprende ampiamente dalla nostra cognizione, è necessaria una maggiore comprensione scientifica nei campi della psicologia neurologica, comportamentale e sociale.

Al momento, al di là di ogni altra necessità, la maggior parte delle aziende che usano l’Intelligenza Artificiale sono infatti ancora al punto di partenza rispetto alle sue esigenze. Un potenziale enorme è ancora da valorizzare.

 

Come la tecnologia cambierà gli edifici del futuro

La tecnologia è sempre più il catalizzatore del cambiamento in tutte le aree e i campi economici e industriali. Il mercato immobiliare non fa eccezione.

L’intelligenza artificiale, l’Internet of Things e la robotica non sono solo responsabili dell’emergere di sempre più numerose città intelligenti, di processi automatizzati e delle nuove opportunità commerciali, ma anche di una profonda metamorfosi delle regole alla base della produzione e del commercio.

L’innovazione tecnologica muterà in misura sempre maggiore il mercato del lavoro, influenzerà la nostra vita sociale e prolungherà le nostre aspettative di vita. Nel futuro infatti una consistente percentuale della popolazione sarà composta da anziani, che necessiteranno di luoghi adeguati alle proprie esigenze in cui vivere.

L’aumento della densità della popolazione richiederà inoltre la costruzione di micro proprietà sostenibili, flessibili ed efficienti dal punto di vista energetico, visto che l’attuale sviluppo e il tasso di impermeabilizzazione del suolo non saranno più tollerabili dal punto di vista ambientale.

Il settore immobiliare impatta per oltre il 20% delle emissioni di carbonio, da ridurre in modo significativo per evitare ulteriori destabilizzazioni del clima e per affrontare le sfide del futuro cambiamento demografico.

Le tecniche di stampa 3D, come la produzione di Continuous Liquid Interface, Rapid Liquid Printing e Carima-Continuous Additive 3D Printing Technology, potrebbero ad esempio consentire la stampa su richiesta di parti o di interi edifici nel prossimo futuro.

Gli elementi stampati saranno più flessibili e miglioreranno la stabilità strutturale, aumentando il ciclo di vita e diminuendo la manutenzione nell’ambiente costruito, riducendo al contempo l’input di risorse.

L’impatto della stampa 3D sulla sostenibilità verrà potenziato esponenzialmente non appena i bio-polimeri potranno essere utilizzati per progetti su larga scala. La biologia sintetica consentirà infatti la creazione di bioplastiche sostenibili, che potrebbero essere utilizzate per la costruzione e per la produzione.

Con l’aumento dello smart working, inoltre, potremmo assistere a una lieve diminuzione della domanda di spazi per uffici e all’aumento di spazi comuni. Grazie all’automazione e al lavoro a distanza, potremo infatti vedere la riqualificazione di immobili residenziali o di luoghi destinati alle attrazioni culturali, facendo così rivivere la città come un rinnovato centro di creatività e di scambio interpersonale.

Per questo le aziende sono già alla ricerca di spazi innovativi, flessibili e adattabili per aiutare a ispirare e facilitare gli incontri di lavoro in team. Open space condivisi, grandi spazi per riunioni, aree sociali abilitate a effettuare videoconferenze, smartboard e altre tecnologie di collaborazione virtuale. Sono solo alcuni dei prossimi must negli uffici del futuro.

La tecnologia sta inoltre abbattendo le barriere tra potenziali inquilini e proprietari di immobili. Gli sviluppi nel cloud computing e nei social si traducono infatti in informazioni di proprietà in tempo reale, che consentono a molte attività di leasing di svolgersi principalmente online.

Un rinnovamento profondo per ciò che riguarda quindi anche tutti gli strumenti digitali a disposizione degli agenti immobiliari. Innovazioni che puntano sia alla crescita che alla velocità di erogazione dei servizi, per comprendere appieno le esigenze del mercato e adeguare l’offerta e la competenza degli incaricati.

 

Come la tecnologia e l’intelligenza artificiale influenzeranno i tuoi viaggi

Le innovazioni digitali riguardano ogni aspetto della nostra vita senza risparmiare l’esperienza del viaggio in aereo. Questi cambiamenti comprendono miglioramenti rilevanti soprattutto per chi si sposta per motivi professionali, poiché consentono di ottimizzare i tempi e di aumentare il comfort sia in aeroporto che durante il viaggio. Ormai siamo abituati a spostarci in aria con molta facilità, sono passati gli anni in cui i viaggi erano lunghi, scomodi e volare era un lusso che si potevano permettere in pochi. La tecnologia, che ormai domina il settore, è entrata nella vita di tutti i giorni dei passeggeri, che richiedono sempre più servizi aggiornati e a misura delle proprie esigenze.

Riprogrammare i voli, spostare i passeggeri, prevenire guasti meccanici e prevedere le variazioni tariffarie sono solo alcune delle prestazioni che richiedono una complessa analisi di big data, un lavoro che gli esseri umani da soli gestirebbero con molta difficoltà.

Rispetto alle precedenti tecnologie, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico aumentano la capacità di risoluzione dei problemi in misura esponenziale e con una velocità senza precedenti. Ma quali sono queste nuove conquiste che migliorano la pratica del viaggio in aereo?

Grazie ad una tecnologia che analizza gli spostamenti d’aria a centinaia di chilometri di distanza, ad esempio nel futuro le turbolenze saranno pressoché inesistenti e utilizzando la stessa tecnologia presente negli elicotteri, saranno presto in grado di decollare verticalmente, consentendo di atterrare in luoghi difficilmente raggiungibili. Vi sono ancora tanti sviluppi tecnologici attualmente in corso: un nuovo brevetto per ali pieghevoli che consente agli aerei di compiere manovre più semplici negli aeroporti o ancora la tecnologia per il trasporto a velocità supersoniche, in grado di dimezzare i tempi di viaggio.

Poiché un aereo e un equipaggio sono tipicamente programmati per servire più destinazioni, quando il maltempo o altri eventi importanti provocano singoli ritardi o cancellazioni in un aeroporto, spesso causano complicazioni anche in altri terminal. L’apprendimento automatico può risolvere questo tipo di problemi analizzando ad esempio sia i dati in tempo reale che quelli archiviati per fornire le previsioni sulle rotte da evitare.

Per anni, le compagnie aeree hanno inoltre cercato di trovare la migliore proposta per le tariffe dei biglietti, fissando prezzi sufficientemente bassi da attrarre i consumatori e abbastanza alti da proteggere i margini di profitto. Un valore che può variare in base al giorno, alla stagione e al percorso in questione. Anche in questo caso, l’apprendimento automatico può fornire valide risposte per sviluppare prezzi dinamici, determinando le tariffe ottimali per ogni rotta, giorno e stagione. Gli algoritmi possono inoltre raggruppare i dati storici dei viaggiatori con profili simili e quindi fornire consigli di volo personalizzati oltre che ottimizzare le prestazioni delle apparecchiature con una manutenzione predittiva e una perfetta gestione delle forniture.

Tutto ciò è solo una piccola parte di ciò che l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico possono fare in questo campo. Ma nonostante tutti questi sviluppi a bordo è ancora impossibile prevedere esattamente come sarà il futuro dei viaggi. Con la ricerca continua degli algoritmi e il perfezionamento delle tecnologie, le interruzioni meteorologiche diventeranno sicuramente più gestibili, gli aerei rimarranno in cielo più a lungo e trascorreranno meno tempo in riparazione, i prezzi soddisferanno sia le esigenze delle compagnie che dei consumatori e i clienti avranno una migliore risposta alle proprie richieste: un’industria più sana e robusta quindi che consenta a tutti di raggiungere nuovi importanti traguardi.

Competence center, le risorse statali salgono a 40 milioni

Arriva al traguardo il decreto di attuazione dei Competence center del piano Industria 4.0. Dopo un lungo scambio tra ministeri, Consiglio di Stato e Corte dei conti, il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 6 del 9 gennaio, ma il percorso non è ancora concluso. Occorreranno ancora diversi mesi prima di vedere all’opera il primo centro italiano concepito come “risposta” al modello tedesco dei Fraunhofer.

Ora infatti bisognerà effettuare due selezioni: quella delle università che devono scegliere le imprese partner (si pensa a un avviso pubblico per manifestazione di interesse) e il bando di gara del Ministero dello Sviluppo Economico che dovrà individuare con procedura negoziale i poli “pubblico-privato”.

Il bando del Mise potrebbe essere presentato nell’arco di 10-15 giorni, con una novità rilevante rispetto alle attese: le risorse statali a disposizione dovrebbero salire dai 30 milioni indicati nel decreto a 40 milioni.

I centri ad alta specializzazione dovranno essere costituiti con un contratto che oltre ai partner dovrà specificare, tra le altre cose, l’attività e gli obiettivi strategici; l’entità e i tempi dei conferimenti; il divieto di ripartizione degli utili; la previsione di un organo comune che agirà in rappresentanza delle imprese partner su alcune procedure, ad esempio per accedere a garanzie sul credito o a strumenti per l’internazionalizzazione.

Sono tre i compiti principali che assolveranno i Competence center: erogare servizi di orientamento per le imprese, in particolare Pmi, sui temi della digitalizzazione industriale; formazione (in aula, sulla linea produttiva e su applicazioni reali); attuazione dei progetti di innovazione e ricerca proposti dalle imprese e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0.

Ai Competence center selezionati saranno assegnati fondi pubblici – secondo il regolamento Ue Gber – per un massimo teorico di 7,5 milioni di finanziamento (contributi diretti alla spesa) per singolo polo. Con questa ripartizione: 65% per costituzione e avvio dell’attività e 35% per i progetti (per un importo massimo di 20mila euro).

La dote più corposa (40 milioni rispetto ai 30 preventivati) potrebbe consentire il decollo di 6-8 Competence center in tutta Italia. Tra i candidati ci sono i tre Politecnici (Milano, Torino e Bari), l’università di Bologna, il Sant’Anna di Pisa (in partnership con la Normale), l’università di Genova, la Federico II di Napoli e la rete degli atenei veneti guidati da Padova.

Confindustria e BDI, dichiarazione congiunta: l’industria protagonista di una UE più forte per affrontare le sfide della transizione ambientale e digitale

In occasione dell’11° Business Forum Confindustria – BDI è stata firmata una dichiarazione congiunta nella quale Confindustria e BDI sostengono il Green Deal europeo e sono impegnate nella transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico entro la metà del secolo, considerando in ogni caso che è necessario un accordo globale al prossimo COP26, poiché l’Europa rappresenta circa l’8% delle emissioni globali di GHC.

Le imprese stanno intensificando gli sforzi per rendere i propri processi produttivi più efficienti e sostenibili, e per allinearli agli obiettivi europei di decarbonizzazione. Secondo gli industriali italo-tedeschi, la rinnovata strategia industriale della Commissione, volta a promuovere crescita, resilienza e sovranità, va nella giusta direzione poiché un approccio più forte che comprenda obiettivi chiari, strumenti adeguati e un monitoraggio rigoroso della politica, è indubbiamente necessario. Ridurre le principali dipendenze strategiche industriali e tecnologiche dell’economia dell’Ue sulla base della strategia della Commissione è di notevole importanza. Le istituzioni europee, tuttavia, dovrebbero fissare al più presto chiari traguardi di politica industriale, stabilire piani d’azione sui temi cruciali ed applicare gli strumenti politici derivanti dal finanziamento nei programmi dell’Ue, inserendoli in un contesto normativo favorevole.

La crisi dovuta al Covid-19 ha mostrato quanto l’economia e la società siano sempre più dipendenti dalle tecnologie digitali e abbiano la necessità di disegnare nuovi modelli imprenditoriali. Ora più che mai, la trasformazione digitale delle nostre imprese, l’adozione di tecnologie digitali (quali IA, Quantum, calcolo HP e Blockchain), l’accesso competitivo e l’uso dei dati hanno dunque un potenziale e un ruolo ancora più elevati da svolgere nell’aumento della produttività industriale, riducendo i costi e fornendo prodotti e servizi innovativi. BDI e Confindustria accolgono le iniziative dell’Ue per favorire la trasformazione digitale poiché un’intelligente politica in materia di dati associata alla certezza del diritto per l’uso e lo scambio di dati da parte delle imprese è parte integrante del successo di un’economia dei dati innovativa.

Consulta la joint declaration

Per maggiori informazioni: https://www.confindustria.it/notizie/dettaglio-notizie/Confindustria-e-Bdi-Dichiarazione-congiunta-L-industria-protagonista-di-una-Ue-piu-forte-per-affrontare-le-sfide-della-transizione-ambientale-e-digitale

 

Confindustria Marche Nord e MIP Politecnico di Milano insieme nel “Percorso Industria 4.0”

Confindustria Marche Nord prosegue il piano di azioni su Industria 4.0 rivolto agli associati, proponendo un percorso formativo specialistico di 5 giornate progettato e realizzato in collaborazione con MIP – Politecnico di Milano Graduate School of Business.

Gli obiettivi del “Percorso Industria 4.0” sono:

  • approfondire le origini della moderna rivoluzione industriale 4.0, per far comprendere meglio le potenzialità del manufacturing del futuro: intelligente e sostenibile;
  • introdurre in modo organico e sistematico gli elementi costituenti dell’innovazione 4.0, dalle nuove tecnologie di produzione, alle tecnologie digitali IoT;
  • fornire strumenti concreti ai responsabili di produzione, di stabilimento e di reparto per aumentare l’efficienza dei processi e dei sistemi produttivi.

Il corso è rivolto agli imprenditori ed ai loro più stretti collaboratori (Direttori Generali, Responsabili di Produzione, Responsabili di Stabilimento).

Per tutti gli approfondimenti è possibile consultare la scheda descrittiva del percorso o contattare Confindustria Marche Nord (tel: 071.29048218 – email: angeletti@confindustria.an.it).

 

Connected Manufacturing Forum

il 24 e 25 ottobre a Milano si svolge il Connected Manufacturing Forum, un’iniziativa di Business International – Fiera Milano Media dedicata al mondo dell’industria italiana, alla manifattura Made in Italy, ai nuovi modelli di business, al capitale umano, alla sicurezza dei nuovi ecosistemi digitali.

Senza una forte cultura industriale, la sola tecnologia non può portare risultati. È indispensabile quindi incrociare competenze analogiche e competenze digitali, capacità di visione dell’industria e capacità di sviluppo in chiave digitale. Il Forum rappresenta in tal senso un’occasione per condividere idee e best practice legate a Industria 4.0 e un’importante opportunità di networking.

Programma delle attività

Per maggiori info: https://cmf.businessinternational.it/

Continua il percorso degli Innovation Days 2021

Dopo le prime due tappe di Milano e Torino, gli Innovation Days 2021, realizzati da Confindustria e Sole24Ore, fanno tappa il 27 maggio a Bologna, presso il Competence Center Bi-Rex.

La prima tappa, ospitata dal Competence Center Made a Milano, ha permesso di focalizzare l’attenzione sull’innovazione 4.0 e sostenibile nei comparti della Meccanica e della Meccatronica (rivedi il webinar di Milano e le videovisite in azienda). Con la seconda tappa, presso il Competence Center Cim 4.0 di Torino, abbiamo approfondito l’Automotive, l’Elettronica e le Costruzioni (rivedi il webinar di Torino e le videovisite in azienda).

La terza tappa del 27 maggio, sarà ospitata dal Competence Center Bi-Rex di Bologna e permetterà di approfondire i comparti della Gomma-Plastica, degli Imballaggi e dell’Agroalimentare. Non perdere questo viaggio nell’innovazione delle imprese: registrati per partecipare.

 

Continuità aziendale e sostenibilità dei nuovi processi produttivi: resilienza

Il 7 maggio nell’e-meeting “Ricostruzione Industria”, organizzato da Fortune Italia, si parlerà di digitalizzazione applicata agli ambiti industriali per Fase 2 e/o 3 dell’attuale emergenza, ma anche di competenze tra soluzioni tecnologiche e fattore umano, riportando l’uomo al centro del sistema produttivo a garanzia della sostenibilità, produttiva e finanziaria, dei processi.

I protagonisti:

  • Andrea Bianchi, Direttore delle Politiche Industriali Confindustria
  • Cesare Ceraso, Managing Director DeWALT Industrial Tools
  • Luca Luigi Manuelli, CDO Ansaldo Energia e Presidente Cluster Fabbrica Intelligente
  • Massimiliano Oddi, Partner Hermes Reply
  • Marco Taisch, Professore Politecnico di Milano e Presidente MADE Competence Center

Modera: Fabio Insenga, Direttore Fortune Italia

E’ possibile iscriversi al webinar al seguente link

L’evento sarà trasmesso in diretta su LinkedIn

Convegno “Innovare per competere” – Torino 28 giugno 2019

La trasformazione digitale, oltre a ottimizzare i processi organizzativi e produttivi dell’azienda, permette di ripensare il modello di business, cambiando l’approccio al mercato. Attraverso l’interconnessione dei dispositivi, l’enorme mole di dati disponibili e gli strumenti di progettazione e simulazione hanno cambiato drasticamente il rapporto tra cliente e fornitore.

Su questi temi il DIH Piemonte, insieme all’Unione Industriale di Torino ed a Skillab, hanno organizzato un convegno dedicato proprio alla trasformazione del modello di business nell’era del digitalizzazione, dal titolo “Innovare per competere”. L’evento si terrà il prossimo 28 giugno dalle ore 9.30 presso il Centro congressi dell’Unione Industriale di Torino.

Obiettivo dell’iniziativa è analizzare i principali trend di cambiamento, quali la servitizzazione, l’allungamento della catena del valore, la riduzione del time to market, la tracciabilità estesa, come valore aggiunto al prodotto.

Gli esperti e le PMI coinvolte presenteranno una serie di casi studio, attraverso i quali analizzare gli aspetti positivi e negativi di queste trasformazioni, nell’industria e nella società.

Consulta il programma ed iscriviti

 

Convegno a Parma: “Industria 4.0 e capitale umano”

Si terrà il 30 gennaio alle 17, presso l’Unione Parmense degli Industriali il convegno dedicato al tema dello sviluppo del capitale umano nell’ambito dell’innovazione 4.0 delle imprese.

Imprenditori e Manager sono le due figure chiave nella Quarta Rivoluzione Industriale: questo è il messaggio del quale Unione Parmense degli Industriali e Federmanager Parma si fanno portatori, insieme all’Università di Parma, attraverso il Digital Innovation Hub europeo SMILE già operativo.

La quarta rivoluzione industriale è una delle grandi sfide da affrontare del sistema produttivo italiano, che ha nell’imprenditorialità il suo asse portante.

Ci sono i piani e gli incentivi governativi, ma è necessario anche un cambio culturale che passi attraverso l’adozione di nuove competenze manageriali che Federmanager è in grado di mettere a disposizione tramite manager certificati e opportunamente formati alle nuove tematiche di Industry 4.0; in questo modo l’Azienda può svolgere con successo il proprio ruolo competitivo, affermando il valore dell’innovazione che è alla base di un futuro in cui dovrà muoversi l’intero sistema Paese.

Imprenditori e Manager possono, insieme, trovare la strada e le soluzioni per raccogliere e vincere la sfida, realizzando progetti di qualità e innovazione che valorizzino il know-how imprenditoriale e il capitale umano e creando il modello italiano dell’Azienda del Futuro.

Consulta il programma dei lavori e registrati per partecipare all’evento

Cos’è la tecnologia digitale gemellare e perché è così importante anche nel settore automobilistico

Uno dei principali progetti di innovazione dell’Industria 4.0 è il cosiddetto “gemello digitale”: il modello virtuale cioè di un processo, prodotto o servizio. È semplicemente un ponte tra il mondo fisico e quello digitale che permette di avere una più dettagliata analisi dei dati ed un monitoraggio sicuro dei sistemi per risolvere problemi, sviluppare nuove opportunità e persino simulare il futuro. Un gemello digitale può essere creato infatti ancor prima che l’oggetto fisico a cui si riferisce sia stato prodotto e può archiviare le informazioni relative ad esempio al suo assemblaggio, trasporto e gestione. Ma come funziona un gemello digitale? I componenti intelligenti, che utilizzano i sensori per raccogliere informazioni, sono collegati ad un sistema cloud che riceve ed elabora tutti i dati in ambiente virtuale per poi applicarli nel mondo fisico. La NASA in questo ambito fa da pioniera. È stata infatti la prima ad utilizzare questa tecnologia nel settore aerospaziale per riparare i sistemi che non si trovano in prossimità.

Il concetto di gemello digitale è in circolazione fin dal 2002 e anche se ci sono ancora molte caratteristiche innovative inesplorate, è oramai considerato indispensabile in ambito aziendale e uno dei dieci principali trend tecnologici (secondo la società americana Gartner). Un concetto chiave quindi per un’ampia gamma di settori industriali tra cui energia, mobilità, beni di consumo ed assistenza sanitaria, per i quali fornisce molti vantaggi tecnici per diversi casi d’uso e risolve molti dei problemi odierni soddisfacendo i requisiti di settore. Poiché gli oggetti, nel corso del loro ciclo di vita, interagiscono con molte entità diverse, la facilità di interazione con il gemello digitale ed il controllo sui dati degli oggetti diventano aspetti chiave.

Lo Internet of Things ha recentemente introdotto lo IOTA, una criptomoneta dedicata esclusivamente agli oggetti connessi ad internet, che consente di effettuare delle micro transazioni tra diversi dispositivi per scambiare servizi, risorse e dati. Le automobili connesse sono, come ormai sappiamo, una fonte inesauribile di informazioni per costruttori, fornitori e compagnie di assicurazioni. Una prima applicazione praticabile di un gemello digitale con IOTA è CarPass. La soluzione acquisisce in modo sicuro i dati telematici (ad esempio il chilometraggio, i percorsi effettuati, i dati ambientali e quelli di manutenzione) e li memorizza nel gemello digitale, consentendo ad un veicolo di raccontare la sua storia: dove è andato, cosa ha fatto e come è stato trattato. Ciò offre molti vantaggi, come ad esempio il controllo del chilometraggio a prova di manomissione, evitando frodi nel mercato delle auto di seconda mano. Inoltre ci garantisce una panoramica sicura sulla modalità di guida del veicolo: se è stata usata per pochi e lunghi viaggi oppure per molti e brevi e la sua manutenzione, determinando così il suo valore.

Oltre alle enormi potenzialità del digitale in relazione ai beni fisici, restano sempre validi i rischi di sicurezza nell’adozione di una tale tecnologia. Più cresce la mole delle informazioni raccolte maggiore sarà l’esigenza di gestirle con rispetto e tutela. La sicurezza nei dati e la loro autenticità è infatti sempre necessaria quando dobbiamo riporre fiducia in chi li raccoglie e li gestisce per noi.

Crescono gli occupati grazie agli investimenti agevolati in tecnologie 4.0

Il contributo pubblico all’acquisto di beni strumentali contenenti tecnologie digitali avanzate è una delle principali leve di politica industriale con cui il Governo italiano, dal 2017, sostiene la trasformazione del sistema produttivo nazionale verso il paradigma dell’Industria 4.0. Fino al 2019 tale agevolazione veniva erogata in forma di iper-ammortamento del valore dell’investimento effettuato, mentre da gennaio 2020 si è tramutata in credito d’imposta. Una recente ricerca del Centro Studi Confindustria e della Direzione Studi e Ricerche Economico Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha analizzato l’utilizzo dell’iper-ammortamento nel suo primo anno di introduzione e i suoi effetti occupazionali per le imprese beneficiarie.

La misura fiscale ha interessato circa sette miliardi di euro di investimenti in macchinari e attrezzature industriali avanzate realizzati da società di capitali italiane, pari all’8,5% degli investimenti privati medi annui in macchinari e attrezzature effettuati in Italia. In prevalenza l’iper-ammortamento è stato utilizzato da PMI del settore manifatturiero (82,6%) e la maggior parte di queste (84,7%) non aveva mai effettuato investimenti in tecnologie 4.0 prima dell’introduzione dell’agevolazione fiscale.

L’analisi dei flussi di assunzioni e cessazioni di lavoro dipendente per impresa indica che l’investimento agevolato ha prodotto un effetto occupazionale positivo tra gennaio 2017 e marzo 2019. Si stima che l’investimento agevolato abbia generato, per le imprese che lo hanno effettuato, una crescita aggiuntiva dell’occupazione di 7 punti percentuali tra fine 2016 e marzo 2019.

L’effetto positivo sulle assunzioni si riscontra in tutte le classi dimensionali, dalle micro alle grandi imprese e sia tra le imprese con sede nel Nord Italia sia per quelle del Meridione.

La maggiore domanda di lavoro ha interessato tutti i livelli professionali, ma è stata particolarmente pronunciata per operai specializzati e conduttori d’impianti.

Per maggiori approfondimenti sull’indagine: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/valutazione-delle-politiche-pubbliche/tutti/dettaglio/crescono-gli-occupati-grazie-agli-investimenti-agevolati-in-tecnologie-4.0

 

Dal progetto DRIVES le competenze e le professionalità emergenti per un comparto automobilistico europeo più digitale

Si è tenuto il 24 marzo scorso l’evento finale del progetto DRIVES, iniziato nel 2018 e finanziato nell’ambito del programma Erasmus+, l’iniziativa ha coinvolto 24 partner europei tra enti pubblici, associazioni di categoria, scuole di formazione professionale e università provenienti da 11 paesi dell’UE.

L’obiettivo dell’evento è stato presentare i risultati raggiunti durante i quattro anni di lavoro (2018-2022), dedicati ad individuare le competenze e le figure professionali emergenti nel settore automobilistico europeo ed a sostenere la strategia di sviluppo settoriale, sempre più orientata verso l’adozione di sistemi di produzione e di gestione innovativi, digitali e sostenibili.

Nel corso dell’evento è intervenuta Julie Fionda, vice direttore dell’unità Skills Agenda della Commissione europea che, riguardo l’industria automobilistica europea, ha evidenziato che “Il successo dipende non solo dagli investimenti sostenuti nell’hardware, ma anche dal genio innovativo dei nostri ingegneri, tecnici, scienziati e designer. Migliorare e potenziare le competenze durante la carriera sono un pilastro di qualsiasi ecosistema industriale resiliente. E passare dai motori a combustione ai propulsori elettrici con batterie richiederà nuove competenze e nuovi tipi di lavoro”.

Tra i partner di progetto figurano Sistemi Formativi Confindustria, Sistemi all’Industria Italiana ed ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), che hanno contribuito a realizzare uno studio per analizzare la domanda e l’offerta di competenze del settore automobilistico e dalle cui analisi è emersa l’importanza di investire nella digitalizzazione per consentire alle aziende di essere costantemente in contatto con il cliente e, attraverso l’analisi dei dati, permettere di adattare prodotti e processi produttivi in brevissimo tempo, con un potenziale ed importante vantaggio competitivo.

L’appuntamento ha anche permesso di evidenziare i risultati dell’indagine sulle figure professionali più richieste nel comparto automotive. Tra i profili lavorativi più richiesti spiccano il Powertrain Engineer e l’Automotive Technician, specializzati in innovazione e nuove tecnologie e, come diretta conseguenza dell’importanza assunta dalle competenze digitali, si sta imponendo la figura dell’Automotive Data Analyst, per la corretta interpretazione di dati ed informazioni. La tensione verso l’innovazione è poi sottolineata dalla figura dell’Innovation Manager, responsabile trasversale dei processi di cambiamento legati ai differenti obiettivi aziendali e, sempre in linea con le tendenze attuali, emerge la figura del Sustainability Manager, per supportare le imprese ad integrare gli obiettivi di sostenibilità nella strategia aziendale.

Nel corso dell’evento sono state inoltre presentate le numerose tipologie di corsi online gratuiti, sviluppati e messi a disposizione nell’ambito del progetto attraverso la piattaforma di  apprendimento DRIVES, un database UE di corsi di formazione diretti all’ecosistema Automotive, al quale sono iscritti più di 2.700 utenti provenienti da 54 Paesi.

L’iniziativa ha anche permesso di approfondire le prospettive dell’apprendistato nel settore automotive, trattate attraverso una guida per “l’assunzione di un apprendista” e una raccolta di pratiche innovative rilevanti per l’apprendistato automobilistico.

E’ stato infine sottolineato il contributo del progetto DRIVES all’istituzione di un’agenda delle competenze nel settore automobilistico, attraverso la creazione dell’Automotive Skills Alliance, la rete costruita attraverso il progetto, che avrà ora l’onere di diffondere i risultati raggiunti dal progetto verso tutto l’ecosistema automobilistico europeo.

La videoregistrazione dell’evento è disponibile a questo link.

Maggiori informazioni sul progetto DRIVES sono disponibili su http://www.project-drives.eu

 

Dalla Meccatronica alla Robotica Collaborativa nell’Industria 4.0

Le prime applicazioni della robotica nella produzione industriale risalgono all’inizio degli anni ’60, progrediscono negli anni ’80 con le tecnologie Meccatroniche, fino ad arrivare al 2000, periodo in cui si diffondono in modo capillare.

Fiorita principalmente nel settore dell’Automotive, la robotica nel tempo ha trovato applicazione in molte delle produzioni di beni ad alta tecnologia e di largo consumo. A seguito di una così grande diffusione, le sue specifiche tecniche si sono evolute a tal punto, da rendere i robot sempre più efficienti, sofisticati e soprattutto autonomi.

Per beneficiare a pieno di tali progressi, è divenuto necessario rendere le macchine capaci di affiancare in tempo reale l’uomo. È per questo motivo che si è iniziato a parlare di “robotica collaborativa”, spostando l’attenzione sulle dinamiche di interazione uomo-macchina ed in particolare sugli aspetti di sicurezza che ne derivano.

Gli stabilimenti produttivi che vogliono integrare tali tecnologie si ispirano al concetto di “Fabbrica Intelligente”, alla base del quale ci sono i principi di “collaborazione sicura” e di interconnettività. Tali innovazioni hanno portato alla nascita di COBOT, o CO-robot, macchinari dotati di abilità di apprendimento in tempo reale, grazie all’accesso a big data e connessione in cloud, e di meccanismi di monitoraggio basati su sensori, telecamere, sistemi anticollisione e di riconoscimento vocale. Queste specifiche consentono ai robot collaborativi di poter operare in sicurezza in ambienti dinamici, a stretto contatto con operatori umani, permettendo così il loro utilizzo in settori che vanno oltre la produzione industriale, come l’astronomia, la medicina, la domotica, i servizi ed il sociale.

Il progetto “Ricomincio da 4”, sviluppato da Federmeccanica e Federmanager con il supporto di Fondirigenti, offre la possibilità di approfondire la conoscenza ed i casi di applicazione della robotica collaborativa e degli ulteriori argomenti relativi alle innovazioni tecnologiche dell’Industria 4.0, visita il link: https://ricomincioda4.fondirigenti.it/

 

Decreto Mise per la creazione del network nazionale di Poli di trasferimento tecnologico

È stato firmato il decreto che attiva i primi 33,5 milioni di euro di investimenti previsti dal PNRR al fine di creare in Italia una rete di centri per il trasferimento tecnologico per la digitalizzazione, fortemente integrati a livello europeo.

L’obiettivo è rafforzare e favorire sul territorio nazionale un sistema integrato del trasferimento tecnologico al fine di incoraggiare l’erogazione alle imprese, soprattutto PMI, di servizi tecnologici avanzati e innovativi focalizzandosi su tecnologie e specializzazioni produttive di punta.

L’investimento prevede una linea di attività diretta al cofinanziamento degli EDIH italiani selezionati attraverso la call europea (che si è chiusa a febbraio scorso), con 33,5 milioni di euro. In aggiunta a questa somma, un’ulteriore quota è allocata per il finanziamento delle proposte progettuali che hanno superato la fase di selezione da parte della Commissione europea, ottenendo il Seal of excellence.

Per ulteriori informazioni: https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2043353-notizia-poli-tecnologici

 

Dieci valide piattaforme di automazione del marketing digitale

Rispetto al passato, oggi l’automazione del marketing digitale è diventata un grande business. Con la necessità di strumenti più sofisticati, infatti, sono nate numerose piattaforme che consentono di automatizzare attività ripetitive, ridurre gli errori umani, gestire la complessità, misurare e ottimizzare gli sforzi di chi ha bisogno di promuovere il proprio business, prodotto o servizio che sia.

Ecco dieci tra le migliori piattaforme web per la gestione automatizzata del marketing digitale:

1. HubSpot

Fondata nel 2006 da Brian Halligan e Dharmesh Shah presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), è una società di Inbound Marketing che aiuta le aziende ad attirare traffico sul proprio sito e convertire le visite in contatti, a generare lead in entrata, raccogliendo informazioni utili per dare ai propri contatti quello che cercano.

2. Pardot

Società di Salesforce, è una suite di automazione del marketing B2B facile da usare che aiuta i team di vendita e marketing a massimizzare l’efficienza e aumentare le entrate. Con una suite di software CRM basata sul Web, offre soluzioni di gestione delle relazioni con i clienti, sfruttando ogni canale.

3. Marketo

Piattaforma di automazione del marketing basata sull’Account Based Marketing, strategia che consiste nell’individuare aziende target specifiche e nel progettare attività su misura per attrarle. Fondata nel 2006, fornisce software alle aziende di tutte le dimensioni per costruire e sostenere relazioni coinvolgenti con i propri clienti.

4. Oracle Eloqua

Dal 1999 la soluzione Oracle Eloqua, consente agli operatori di pianificare ed eseguire campagne di marketing automatizzate offrendo al contempo un’esperienza cliente personalizzata per i propri destinatari potenziali.

5. Act-On

Fondata nel 2008, è una piattaforma integrata di automazione del marketing progettata per allineare le campagne di marketing in entrata e in uscita lungo il ciclo di vita produttivo del cliente, per massimizzare il ritorno sugli investimenti in marketing.

6. LeadSquared

LeadSquared, fondata nel 2012, è una società di software per il marketing che aiuta le piccole e medie imprese a generare entrate allineando le loro attività di marketing e vendita. Fornisce l’acquisizione di lead da tutte le fonti: email, campagne online, chiamate telefoniche, siti Web, chat e altro ancora.

7. Infusionsoft

Infusionsoft, sviluppato nel 2001 dai fratelli Scott e Eric Martineau e Clate Mask a Mesa, in Arizona, è un software di vendita e marketing leader per i proprietari di piccole imprese che aiuta a organizzarsi e ad aumentare le vendite risparmiando tempo. Utilizzato da molti blogger, facilita la creazione e l’esecuzione di una strategia di vendita e marketing, centralizzando le interazioni con i clienti, acquisendo nuovi contatti e automatizzando attività ripetitive come follow-up, gestione dei contatti, fatturazione e pagamento da un’unica posizione.

8. Sales Fusion

Fornitore leader di software di automazione del marketing progettato per le aziende B2B che si impegnano a generare maggiori entrate allineando marketing e vendite. Salesfusion aiuta le aziende a costruire una grande canalizzazione delle entrate per il marketing e le vendite creando conversazioni digitali personalizzate.

9. OutMarket

OutMarket fornisce software e servizi di automazione del marketing per generare risultati quantificabili. La piattaforma OutMarket integra l’e-mail marketing, le landing page, la gestione dei social media, la diffusione della stampa e una solida analisi in un’unica soluzione basata su cloud, semplice ma completa, che aiuta i clienti a superare la concorrenza e a far crescere la propria attività.

10. Net-Results

Net-Results mira a rendere più semplice l’automatizzazione di tutti i tipi di attività di marketing, permette di svolgere un lavoro migliore per nutrire i potenziali clienti, scoprire lead qualificati e incrementare la crescita dei ricavi.

 

Digital Automation Week: da Siemens la prima settimana dedicata alla trasformazione digitale per l’industria italiana

Dal 27 novembre al 4 dicembre un team di esperti Siemens, insieme a numerosi ospiti e clienti, presenterà un evento completamente digitale, con conferenze, un’area espositiva e live chat.

Dopo una prima giornata dedicata alla Digital Transformation (27 novembre), dove gli interventi di ospiti autorevoli del mondo dell’industria si alterneranno con le esperienze dirette dei clienti, ogni giorno sarà dedicato alle principali tecnologie per una fabbrica sempre più intelligente e completamente connessa: gli esperti Siemens presenteranno novità e referenze su Edge Computing e Intelligenza Artificiale (30 novembre), Safety Integrated (1 dicembre), Cyber Security e Connettività (2 dicembre), Motion Control e Simulazione (3 dicembre) e Visualizzazione del futuro (4 dicembre).

Nell’area espositiva si potranno visitare gli stand dedicati al mondo dell’automazione, scoprire le novità di prodotti e soluzioni, consultando i materiali più aggiornati (video, referenze, tutorial…).

Gli esperti Siemens saranno a disposizione tutti i giorni in orari prestabiliti in tempo reale tramite la chat, rispondendo a domande o richieste.

La partecipazione all’evento è gratuita, ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dedicato.

 

Digital ed Efficienza Energetica: tutti i LATI della produzione sostenibile

Il 26 ottobre 2021, dalle 15.00 alle 17.00 si svolgerà il web-seminar “Digital ed Efficienza Energetica: tutti i LATI della produzione sostenibile”, iniziativa nata dalla collaborazione tra il DIH Lombardia, l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Schneider Electric e il Lombardy Energy Cleantech Cluster.

Le industrie manifatturiere oggi sono di fronte ad un importante dilemma: devono contribuire sempre più alle riduzioni di CO2 ma, se vogliono rimanere competitive, devono anche mantenere un forte controllo dei costi. La soluzione è la digitalizzazione che abilita sia l’efficienza energetica negli impianti e nelle linee di produzione, sia la governance ambientale dell’impresa.

Nell’appuntamento del 26 ottobre sarà possibile vedere come LATI Industria Termoplastici Spa, impresa di Vedano Olona specializzata nella produzione, trasformazione e commercio di granulati termoplastici, ha applicato i principi 4.0 della trasformazione digitale alla sostenibilità.

Consulta il programma dei lavori.

Per partecipare all’incontro è necessario iscriversi online.

 

Digital Innovation Hub e Competence Center: il network dell’innovazione 4.0 a supporto delle imprese

Nell’ambito di Connext 2021 (2-3 dicembre 2021 – MiCo Milano), si svolgerà il prossimo 2 dicembre alle ore 14.00 l’evento “Digital Innovation Hub e Competence Center per la trasformazione digitale e green”.

I Digital Innovation Hub di Confindustria e i Competence Center presenteranno le attività e le iniziative di collaborazione realizzate per far conoscere alle imprese le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e le modalità con cui le aziende possono essere accompagnate nella transizione 4.0 e green.

L’incontro sarà anche l’occasione per parlare del progetto europeo dedicato alla costituzione di un network di European Digital Innovation Hub, previsto dal programma Digital Europe per promuovere la trasformazione digitale in Europa.

Consulta il programma e iscriviti all’evento attraverso il sito di Connext al seguente link, dal quale si potranno anche seguire i lavori in diretta streaming, previa registrazione.

 

DIGITAL INNOVATION HUB: L’ITALIA 4.0

Nuove bandierine che, settimana dopo settimana, vengono piantate sulla mappa della nostra penisola. È la rete dei Digital Innovation Hub, porta di accesso delle imprese al mondo di Industria 4.0.

Il progetto è partito immediatamente dopo la presentazione del Piano Nazionale Industria 4.0, coinvolgendo l’intero sistema di Confindustria. Attualmente sono circa 20 le iniziative in corso, promosse dalle varie associazioni territoriali. Questa attività ha permesso anche la condivisione delle linee guida con cui definire il ruolo dei DIH, i servizi offerti e il percorso per la loro creazione. Previste anche sinergie con i DIH europei, allo scopo di ampliare le opportunità di sviluppo.

Stimolare la domanda di innovazione delle imprese, sensibilizzare le imprese, creare un ponte tra imprese, mondo della ricerca e finanza: questo il compito di un Digital Innovation Hub, con l’obiettivo di costruire una rete nazionale che colleghi direttamente offerta e domanda di innovazione. Risultato per il quale Confindustria, grazie alla sua storia e al suo forte radicamento sul territorio, può svolgere un ruolo decisivo.

Al momento i territori con Digital Innovation Hub già costituiti sono: Trentino Alto Adige, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Pordenone, Parma, Umbria, Sardegna, Calabria, Campania e Basilicata. Mentre Marche, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia stanno scaldando i motori. Abruzzo ed Emilia Romagna sono in via di progettazione.

Tieniti aggiornato su questo portale per scoprire tutte le novità.

Digital transformation: 50 milioni di euro a disposizione delle PMI

Sono oltre 380 le domande presentate finora dalle micro, piccole e medie imprese per richiedere l’agevolazione in favore della Digital Transformation dei processi produttivi relativi ai settori del manifatturiero, commercio, turismo e beni culturali.

L’incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico mira a supportare la competitività e gli investimenti innovativi delle PMI in tecnologie abilitanti relative al Piano Nazionale Impresa 4.0.

Per la misura, avviata nel mese di dicembre 2020, sono ancora disponibili oltre 50 milioni di euro dei finanziamenti già messi a disposizione dal Mise per un ammontare complessivo di 100 milioni di euro. Le micro, piccole e medie imprese interessate possono presentare le domande per fruire dell’incentivo, anche in forma aggregata.

Per maggiori informazioni: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/digital-transformation

Per presentare la domanda: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/digital-transformation

 

 

Digitalizzazione e sostenibilità per la ripresa dell’Italia

The European House-Ambrosetti ha presentato uno studio sull’impatto del digitale nello sviluppo sostenibile del Paese, realizzato in collaborazione con Microsoft Italia.

La ricerca si è posta l’obiettivo di indagare il contributo del digitale allo sviluppo sostenibile, identificandone gli ambiti di applicazione e quantificandone gli impatti sulle sue diverse componenti per l’Italia nel contesto della ripresa post Covid-19.

Secondo la ricerca, tra il 2020 e il 2030 il digitale contribuirà ad abbattere fino al 10% delle emissioni rispetto ai livelli del 2019, con un impatto pari a quello incrementale delle energie rinnovabili.

Sotto il profilo della sostenibilità economica, le aziende digitalizzate sono il 64% più produttive rispetto alle aziende che non hanno ancora attuato percorsi di trasformazione digitale.

Dal punto di vista della sostenibilità sociale, l’adozione di nuove forme di lavoro a distanza è, secondo il 63,7% del campione, la principale leva attraverso cui il digitale può contribuire alla sostenibilità sociale.

Il report “Digitalizzazione e sostenibilità per la ripresa dell’Italia” è disponibile al seguente link

Per maggiori informazioni consulta il comunicato stampa

 

Digitalizzazione PA: opportunità e ruolo del mercato ICT nell’implementazione del PNRR

Prosegue la collaborazione tra Anitec-Assinform e il Dipartimento Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’illustrazione degli interventi rivolti alla PA, in capo al Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, previsti nella Missione 1 del PNRR.

In queste settimane il Dipartimento per la trasformazione sta definendo le misure legate all’attuazione del PNRR riguardanti le attività previste dalla “Missione 1 C1 – Digitalizzazione della PA”, rispetto alle quali saranno resi pubblici a breve gli avvisi per la realizzazione dei primi investimenti.

In tale ambito, Anitec-Assinform, insieme al Dipartimento Trasformazione Digitale, organizza il prossimo 7 aprile, dalle ore 14.30 alle 15.30, il Webinar “Digitalizzazione PA: opportunità e ruolo del mercato ICT nell’implementazione del PNRR”, una sessione “aperta” e introduttiva rivolta alle imprese associate, in occasione della quale il Dipartimento illustrerà la cornice di attuazione del PNRR, lo stato di avanzamento, tempistiche e finalità delle misure della M1 C1 rivolte alla Digitalizzazione della PA e le opportunità per il mercato ICT.

E’ possibile seguire il webinar collegandosi al seguente link.

Per confermare la partecipazione è necessario scrivere a: segreteria@anitec-assinform.it

 

DIH e Manager insieme per la crescita delle imprese

Con l’obiettivo di supportare l’operatività dei DIH di Confindustria, attraverso il coinvolgimento di competenti risorse manageriali per agevolare l’attività di affiancamento alle imprese, SFC – Sistemi Formativi Confindustria ha lanciato il progetto AMa-DIH (Affiancamento Manageriale per i Digital Innovation Hub).

Il Briefing Day con i manager selezionati nell’ambito dell’iniziativa si è tenuto il 17 Settembre a Roma, presso la sede di Confindustria. Seguiranno 18 mesi intensi di attività su tutto il territorio nazionale, durante i quali i DIH, con il supporto dei manager individuati, affiancheranno le PMI per realizzare gli assessment della maturità digitale ed individuare una possibile road map da percorrere, attraverso il ricorso alle tecnologie abilitanti, lo sviluppo di competenze 4.0 del personale, le agevolazioni fiscali messe a disposizione dal Piano Nazionale Industria 4.0, per avviare o proseguire concretamente nella trasformazione digitale dell’impresa.

Il progetto AMa-DIH, sostenuto da Confindustria e Federmanager, è una delle principali iniziative di Sistema di 4.Manager che, sin dalla sua costituzione, ha considerato centrali nella sua azione strategica i temi dell’innovazione, della trasformazione digitale e delle competenze per lo sviluppo tecnologico.

I DIH sono la porta d’accesso delle imprese al mondo di Industria 4.0. Il loro ruolo è di stimolare la domanda di innovazione e sollecitare le imprese ad affrontare la sfida della trasformazione digitale. I DIH creano valore per le imprese svolgendo attività e promuovendo iniziative che le avvicinano alle tecnologie 4.0 e alla loro applicazione nel processo produttivo.

Per approfondimenti sul progetto AMa-DIH.

Per richiedere l’assessment della maturità digitale dell’impresa è possibile contattare il DIH più vicino.

 

DIH Lombardia – Presentazione del report sull’intelligenza artificiale

Il DIH Lombardia, con le sue Antenne Territoriali e Confindustria Lombardia, hanno organizzato il 10 marzo scorso l’evento “Il grado di maturità digitale delle PMI: quanto è diffusa l’Intelligenza Artificiale nelle imprese lombarde?”.

Nel corso dell’iniziativa sono stati presentati i dati dell’indagine svolta su 250 imprese lombarde ritenute rappresentative del sistema, con lo scopo di identificare le loro capacità nel cogliere i benefici derivanti dall’implementazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale (IA).

Scarica il report.

 

DIH Piemonte e Invitalia presentano strumenti e azioni per imprese innovative e startup

Il DIH Piemonte e Invitalia presentano gli strumenti e le azioni per le imprese e le startup innovative durante il webinar del prossimo 8 giugno 2021 dalle ore 15.30 alle 17.00.

In particolare verranno descritti e approfonditi i seguenti strumenti:

  • Smart&Start Italia
  • Smart Money
  • ON – OltreNuove imprese a tasso zero

Consulta il programma e clicca qui per registrarti al webinar.

Ulteriori informazioni sull’iniziativa al seguente link e scrivendo all’indirizzo info@dih.piemonte.it o contattando il numero 011 5718476.

 

DL Cura Italia: nuovo termine per sottoscrizione contratto di consulenza con voucher innovazione

Il Ministero dello Sviluppo Economico, dando seguito alle misure previste dal comma 1 dell’articolo 103 del DL Cura Italia (DL 17 marzo 2020, n.18) come modificato dall’art. 37 del DL Liquidità (DL 8 aprile 2020, n. 23), ha specificato che le imprese cui è stato concesso il voucher con Decreto Direttoriale 9 marzo 2020 e con Decreto Direttoriale 16 aprile 2020, devono sottoscrivere il contratto di consulenza specialistica entro 60 giorni decorrenti dal termine del 15 maggio 2020 (ossia entro il 14 luglio 2020).

La comunicazione integrale è disponibile sul sito del Ministero.

DL Cura Italia: sospensione pagamento rate finanziamenti Nuova Sabatini

Il Ministero dello Sviluppo Economico, dando seguito alle misure previste dal DL “Cura Italia”, ha disposto la sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate e dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 relativi a mutui e altri finanziamenti rateali concessi alle PMI che beneficiano della Nuova Sabatini.

L’erogazione dei contributi proseguirà senza variazioni. L’avviso è disponibile sul sito del Ministero.

 

Edizione 2020 del Premio Best Practices per l’Innovazione di Confindustria Salerno

Sono aperti i termini per presentare i progetti che parteciperanno alla XIV edizione del Premio Best Practices per l’Innovazione che, in questo particolare anno di emergenza sanitaria, è concepito in modo da rappresentare anche un lancio verso la successiva edizione prevista per maggio 2021. Si tratta, quindi, di due edizioni la cui programmazione si sviluppa congiuntamente.

La nuova versione del Premio valorizzerà le progettualità realizzate in ambiti precisi e soprattutto in collaborazione con altri partner. Si parte con Industria 4.0 (innovazioni tecnologiche), digitalizzazione (innovazioni di processo/prodotto) e design (innovazione di settore). La sinergia è stato il valore aggiunto creato nel tempo, e che ha permesso non solo il coinvolgimento di tante aziende e start up, ma anche la costruzione di un vero e proprio ecosistema che ha generato nuove idee e iniziative imprenditoriali.

I progetti per questa XIV edizione potranno essere presentati, secondo quanto previsto dal regolamento, compilando il form al link https://www.premiobestpractices.it/form/ entro venerdì 30 ottobre.

L’evento finale si terrà i prossimi 19 e 20 novembre e si svolgerà interamente in modalità on line.

Per tutti gli approfondimenti consulta il sito dedicato.

 

EIT DIGITAL CONFERENCE 2018: guida alle innovazioni digitali europee

Si terrà l’11 settembre a Bruxelles la terza conferenza annuale di EIT Digital, l’organizzazione europea leader nell’innovazione digitale e nell’educazione all’imprenditorialità.

Nel corso dell’evento si parlerà di come un ecosistema composto da imprese, centri di ricerca e istituzioni accademiche, possa favorire la trasformazione digitale, rispondere alle sfide di domani e sostenere la crescita economica di tutta l’Europa.

I punti salienti del programma di lavoro prevedono:

  • 20 TOP SPEAKER: 20 oratori di spicco provenienti dall’industria, dalle istituzioni europee, dal Deep Tech e dalla ricerca che condivideranno le loro prospettive e le loro best practice,
  • 50 HANDS-ON DEMO: un grande spazio espositivo conterrà 50 demo di progetti innovativi nel campo del Digital Wellbeing, delle città e delle infrastrutture digitali, della Digital Industry e del fintech,
  • 10 INTERACTIVE THOUGHT LEADERSHIP SESSIONS: 10 sessioni interattive incentrate sull’acceleratore di impresa, sulle attività di innovazione digitale e sull’accademia digitale di EIT Digital.

Per maggiori informazioni e per partecipare all’evento è necessario registrarsi gratuitamente a questo link

 

Elementi chiave per il successo dell’innovazione 4.0

Stiamo imparando che le tecnologie dell’Industria 4.0 tendono a modificare le logiche produttive in tutti gli ambiti in cui intervengono, sia tradizionali che digitali. La competizione sul mercato continuerà a crescere, richiedendo alle aziende un’innovazione continua. Ma quali sono gli elementi chiave che possono permettere ad un’azienda di innovare con successo?

Dall’analisi di una serie di casi aziendali di successo è nato il libro “Il gioco degli opposti: storie di innovazione italiana” (Bianchi, Di Minin, Marullo – ed. Egea), in cui i ricercatori del S.Anna di Pisa evidenziano tre aspetti comuni che hanno portato al successo le innovazioni prodotte da queste aziende:

  1. la capacità del management di mantenere un equilibrio continuo tra vecchio e nuovo, tra esplorazione ed efficienza, tra disciplina e sperimentazione;
  2. l’attenzione a consolidare gli elementi di eccellenza del proprio business, ma anche ad adottare strategie che spingano a fondo sulla creatività;
  3. l’analisi dei gap tra obiettivi prefissi e risultati effettivamente ottenuti, per apportare correzioni continue focalizzate sul perseguimento dell’obiettivo innovativo finale.

Si tratta di elementi comuni a tutti i casi di successo esaminati, che denotano in linea generale una necessità di fondo da parte del management delle imprese che vogliono fare innovazione, quella di sapere mantenere un costante equilibrio tra vecchio e nuovo, tra passato e futuro del business aziendale, evitando che l’uno prevalichi l’altro.

 

Emergenza COVID-19: aggiornamenti sulle call di Horizon 2020

Le scadenze per alcune call di Horizon 2020 sono state prolungate per dare più tempo alle aziende di definire i propri progetti. Su The European Research Area corona platform è possibile tenersi aggiornati sulle scadenze e sulle informazioni relative alle call già lanciate, ma anche sulle nuove call strettamente correlate all’emergenza sanitaria in corso.

E’ possibile consultare l’elenco completo delle call al seguente link.

 

European Digital Innovation Hubs: i prossimi workshops della Commissione Europea

La Commissione Europea ha previsto alcuni webinar per chiarire e approfondire gli aspetti più rilevanti ai fini della partecipazione alla call ristretta per la creazione della rete europea degli EDIH nell’ambito del programma Digital Europe.

In particolare sono previsti i seguenti appuntamenti:

  • 13 aprile 2021: webinar su collaborazione tra EDIH del network europeo, inclusi transnational crossborder hub – Link
  • 27 aprile 2021: webinar su cofinanziamento e aiuti di Stato – Link
  • 18 maggio 2021: webinar insieme al JRC su strumento comune degli EDIH per la valutazione della maturità digitale

Per maggiori informazioni: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/cycle-workshops-european-digital-innovation-hubs

 

Fabbrica Futuro: idee e strumenti per l’impresa manifatturiera

In una situazione di crisi del sistema economico, come quella che stiamo vivendo a causa della pandemia, chi negli anni passati ha investito nella trasformazione digitale, in tecnologie e sviluppo delle competenze, oggi è più resiliente: riconvertire la produzione dall’abbigliamento alle mascherine o dai motori ai respiratori, non è un processo che si improvvisa. Analogo ragionamento vale per tutti coloro che hanno investito per irrobustire le supply chain limitando i rischi legati alle alterazioni della filiera. Proprio le filiere produttive hanno bisogno di essere sempre più interconnesse, intelligenti e sicure, permettendo a PMI e grandi imprese di parlare lo stesso linguaggio tecnologico.

Il Digital Innovation Hub Piemonte partecipa alla tappa piemontese del progetto “Fabbrica Futuro – Idee e strumenti per l’impresa manifatturiera”, il programma di incontri per discutere di industria 4.0, di crisi e di digitalizzazione, ma anche di ripresa e resilienza con numerosi attori del tessuto imprenditoriale e della ricerca. L’appuntamento, che si svolgerà interamente online il 1 ottobre, conterrà tra gli altri la tavola rotonda dedicata a “La manifattura in Piemonte: storie di aziende che contrastano la crisi”, dalle ore 12.40 alle 13.30, cui prenderanno parte Marco Gay, Presidente di Confindustria Piemonte, Vittorio Illengo, Direttore del DIH Piemonte, insieme a importanti imprese piemontesi.

Consulta il programma della giornata.

Per accedere GRATUITAMENTE all’iniziativa, è necessario inserire in fase di registrazione al seguente link https://bit.ly/2ZnzvKz, il CODICE FFPI20MP2

 

Fare impresa in modo intelligente

Per restare competitive le aziende devono necessariamente analizzare i trend di mercato, capire le preferenze dei clienti e usare i dati per essere più efficienti e innovative. Uno studio sulle imprese italiane ha voluto in particolare comprendere il grado di maturità tecnologica raggiunto in un’ottica di trasformazione digitale dei processi aziendali. La ricerca, commissionata da SAP Italia a IDC, ha coinvolto 224 aziende italiane, con dimensioni che vanno da 50 a 5000 addetti, per conoscere il livello raggiunto in tema di tecnologie intelligenti.

Un risultato fondamentale, da cui si determina il valore di un’azienda sul mercato, è la fusione tra il mondo operazionale dei dati oggettivi e il mondo esperienziale della percezione dei clienti. Rispetto al passato, oggi diventa infatti importante la capacità di utilizzare al meglio i dati, per comprendere le esigenze dei propri clienti e gestire in modo nuovo le percezioni. Una trasformazione digitale che consiste essenzialmente nell’evoluzione dei canali di relazione, dei modelli di business, dei prodotti intelligenti e delle relazioni interne, con le priorità di ridurre i costi, migliorare la soddisfazione dei clienti e di riuscire a entrare in nuovi segmenti di mercato.

Come poter migliorare quindi i processi IT per innescare questa trasformazione? Sicuramente automatizzando e ottimizzando le tecniche, controllando i costi, sostenendo l’innovazione e passando i propri servizi verso il cloud. Oltre alla customer experience, il cloud può infatti garantire uno scatto competitivo importante in quanto abilita la mobilità e la flessibilità aziendale.

Lo scenario della propensione delle aziende italiane verso la trasformazione digitale alla fine è positivo, perché anche se il 22% afferma di non essere interessato e il 56% si dichiara incuriosito ma preoccupato, il 21% è già attivamente impegnato.

Gli scenari sono ancora tutti da scrivere. La strada è lunga, ma presto ogni macchina contribuirà all’evoluzione in un processo inarrestabile di miglioramento delle performance, dell’affidabilità e dell’accuratezza. Cambierà tutto, è solo questione di seguire i trend tecnologici ed il mercato che cambia. Una convergenza dei sistemi e di velocità d’innovazione che abbraccerà a breve anche segmenti che sino ad oggi non ne sono stati toccati.

Ciò che si prospetta è un nuovo scenario a disposizione dell’utenza, con il suo bagaglio di benefici e applicazioni. L’intelligenza artificiale sta infatti pervadendo l’intero sistema economico e quello produttivo. Una novità da assimilare e comprendere fino in fondo.

 

Federmeccanica per l’Industry 4.0… Ricomincia da 4!

Ricomincio da…4” è un progetto di Federmeccanica e Federmanager, finanziato da Fondirigenti, che intende proporre contenuti e approfondimenti in tema di trasformazione digitale e formazione di competenze sui nuovi metodi di produzione 4.0 a imprenditori, dirigenti e a tutti coloro che operano nel settore industriale.

L’iniziativa è legata alla piattaforma web dedicata (https://ricomincioda4.fondirigenti.it/), tramite la quale gli utenti registrati possono In-Formarsi in modo personalizzato sui principali temi dell’Industry 4.0. Collegandosi alla piattaforma di “Ricomincio da…4” si accede ad un percorso strutturato in 6 moduli in-formativi, ognuno dei quali articolato su tre macro aree: “tecnologia”, “competenze e organizzazione del lavoro” e “strumenti finanziari”, che permettono a ciascun utente di approfondire i propri interessi, nel personale ambito di competenza, anche tramite una lettura trasversale.

Tutti i temi caratteristici della nuova rivoluzione industriale trovano spazio su “Ricomincio da…4”, dalle tecnologie 4.0 (Big Data, Cloud Computing, IoT, intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologie, ecc) alle nuove forme di organizzazione e gestione del lavoro nelle PMI, agli strumenti finanziari utili per l’uso degli incentivi economici ad oggi disponibili.

Ciascun modulo propone una pluralità di strumenti informativi, tra cui video-testimonianze che presentano l’esperienza sul campo delle aziende più innovative e numerosi articoli ad alto contenuto informativo, grazie al supporto di esperti e figure di riferimento nell’ambito industriale e universitario.

Tra gli editor che collaborano alla piattaforma, con le proprie ricerche e i propri studi, figurano, solo per citarne alcuni: Pierpaolo Pontrandolfo, docente del Politecnico di Bari e coordinatore scientifico del progetto; Francesco Seghezzi, direttore generale della Fondazione ADAPT e Giambattista Gruosso, docente del Politecnico di Milano.

“Ricomincio da…4” è un progetto in continua evoluzione. Al temine infatti della pubblicazione dei 6 moduli in-formativi previsti, proseguirà la propria attività  con nuove iniziative che accompagneranno manager e imprenditori nell’esplorazione dell’Industria 4.0, in linea con la dinamicità caratteristica delle tecnologie di cui tratta.

 

Firmato il decreto attuativo del Piano Transizione 4.0

Il decreto definisce le modalità attuative del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. Si definiscono in particolare i criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta, nonché l’individuazione, nell’ambito delle attività di innovazione tecnologica, degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta. Sono inoltre individuati i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali.

Con la pubblicazione del decreto, inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, diventeranno attuative le disposizioni relative alle numerose novità introdotte nella Legge di Bilancio 2020 per incentivare e supportare la competitività delle imprese e valorizzare il Made in Italy.

Il Piano Transizione 4.0 nel complesso mobiliterà 7 miliardi di euro di risorse per le imprese che punteranno sull’innovazione, gli investimenti green, in ricerca e sviluppo, in attività di design e innovazione estetica e sulla formazione 4.0. Si tratta di settori decisivi nei quali sarà fondamentale investire nei prossimi anni per favorire il processo di transizione digitale del sistema produttivo italiano, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale e per accrescere le competenze tecnologiche dei lavoratori.

Per maggiori informazioni sul Piano Transizione 4.0: https://www.mise.gov.it/index.php/it/transizione40

 

Forum trilaterale Confindustria-BDI-Medef

Si è svolto a Parigi il 9 e 10 novembre 2021 il Terzo Forum Economico Trilaterale tra Confindustria, Medef e BDI. Tra gli obiettivi principali delle organizzazioni imprenditoriali dei tre più grandi paesi manifatturieri d’Europa, la promozione dei valori e il modello sociale europei e la partecipazione attiva nella gestione del processo di transizione ecologica e digitale.

Nel corso del confronto con i rappresentanti dei rispettivi governi, gli imprenditori presenti al Forum hanno tracciato la direzione da seguire per consentire alle imprese europee di realizzare la grande trasformazione sociale legata alla doppia transizione.

Nella dichiarazione congiunta, Confindustria, BDI e Medef hanno presentato una serie di proposte per conseguire l’obiettivo di una crescita priva di emissioni di carbonio, favorendo la decarbonizzazione dell’economia senza pregiudicare la competitività delle imprese europee. Per questo, gli industriali hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di definire una regolamentazione finanziaria adeguata a sostenere la doppia transizione verde e digitale.

Consulta la joint declaration e per tutti gli approfondimenti è possibile consultare il seguente link.

 

 

G20, prima riunione della Task force sull’economia digitale

Dal 1 dicembre 2020, l’Italia detiene la Presidenza del G20, il forum internazionale che riunisce le principali economie del mondo. Il Ministero dello Sviluppo economico e il Dipartimento per la trasformazione digitale sono componenti della Task Force sull’economia digitale (Digital Economy Task Force – DETF).

L’8 e il 9 febbraio si è tenuta, in videoconferenza, la prima riunione della DETF. Economia Digitale e Governo Digitale sono le due aree, complementari e strettamente connesse, su cui la Task Force concentra i suoi lavori nel corso della Presidenza italiana.

Per quanto riguarda il tema dell’economia digitale, la Presidenza continuerà a focalizzarsi sulla digitalizzazione sostenibile della manifattura, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, e sulle tecnologie emergenti al servizio della tracciabilità e sicurezza dei prodotti come la blockchain. Le altre priorità riguarderanno:

  • la protezione dei consumatori e la tutela dei minori, anche in considerazione dei nuovi rischi emersi con il digitale;
  • lo sviluppo delle smart cities attraverso appalti pubblici innovativi;
  • le iniziative volte a migliorare la connettività per l’inclusione sociale;
  • lo sviluppo di cornici credibili per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e la libera circolazione dei dati.

I risultati saranno presentati nel corso della Conferenza dei Ministri dell’economia digitale che si terrà il prossimo 5 agosto 2021 a Trieste.

Per maggiori informazioni consulta la sezione dedicata sul sito del MISE

 

GAIA-X hub Italia: l’hub italiano per lo sviluppo dell’economia dei dati

Gaia-X è un progetto europeo per lo sviluppo di una “data economy” nel continente, tramite la creazione di un cloud federato europeo.

Gaia-X promuove e facilita gli scambi di dati tra aziende, enti di ricerca ed enti pubblici, nel rispetto dei principi europei e, in particolare, della privacy, della sicurezza, della trasparenza e della proprietà dei propri dati attraverso la definizione di standard e regole comuni.

Per diffondere e dare concreta applicazione ai principi comuni di Gaia-X su tutto il territorio europeo, l’associazione europea Gaia-X AISBL si avvale di una struttura di Hub nazionali, costituiti dai paesi aderenti per promuovere la progettazione e lo sviluppo di un ecosistema europeo dei dati, federato, sovrano e pienamente operativo.

Gli Hub nazionali sono il principale punto di contatto per le organizzazioni e le imprese interessate a sviluppare la “data economy”, ne promuovono l’adesione e la partecipazione alle attività e favoriscono lo sviluppo di iniziative progettuali legate all’economia dei dati.

Confindustria, insieme alla Fondazione Bruno Kessler e all’Istituto Italiano di Fisica Nucleare, su indicazione del Ministero dello Sviluppo economico, Ministero dell’Innovazione e Transizione digitale e del Ministero dell’Università e ricerca, ha il compito di organizzare e promuovere le attività dell’Hub nazionale GAIA-X HUB ITALIA, costituitosi legalmente sotto forma di Associazione Riconosciuta il 3 dicembre 2021.

GAIA-X HUB ITALIA è aperto a:

  • imprese di tutti i settori produttivi;
  • Pubblica Amministrazione e istituzioni pubbliche;
  • centri di ricerca e università;
  • tutti i soggetti interessati allo sviluppo del cloud e dell’economia dei dati.

L’Hub diffonde l’adozione dei principi Gaia-X in Italia, promuove l’aggregazione tra stakeholder e lo sviluppo di progetti e casi d’uso nazionali, sostenendo i membri nell’implementazione dei label e degli standard dedicati.

I settori considerati prioritari dall’Italia per i suoi data space sono Salute e Scienze della Vita, Agricoltura, Industria 4.0, Turismo e Made in Italy. Sono inoltre previsti Data Space sui settori dell’Aerospazio, della Mobilità e dell’Economia Circolare.

Per maggiori informazioni:

https://www.gaia-x.eu/

https://www.confindustria.it/home/media/comunicati-stampa/dettaglio/CONFINDUSTRIA-FBK-E-INFN-COSTITUISCONO-L-ASSOCIAZIONE-GAIA-X-HUB-ITALIA

 

Gestione energetica nell’Impresa 4.0

Il Digital Innovation Hub SICILIA organizza, in collaborazione con Schneider Electric, un evento dedicato ai temi della gestione energetica per le imprese che puntano a digitalizzare processi e prodotti in chiave 4.0.

L’incontro si terrà presso Confindustria Catania (Viale Vittorio Veneto, 109 – Catania) il prossimo 24 Ottobre e intende promuovere l’innovazione del sistema produttivo siciliano, evidenziando le opportunità offerte dalla digitalizzazione, in particolare per quanto attiene ai sistemi per il monitoraggio energetico.

Le tecnologie 4 0 stanno trasformando il modo di fare business e rappresentano l’inizio di una rivoluzione tanto tecnologica quanto culturale. La ‘Digital Transformation’ è un processo che abbraccia le aziende di qualsiasi settore e dimensione, operanti in tutti i mercati. Nel corso dell’incontro verranno approfonditi questi temi con un focus su casi studio di aziende che hanno già digitalizzato, sfruttando gli incentivi previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0, mettendo in luce i vantaggi ottenuti.

Consulta il programma dell’evento e registrati per partecipare.

 

Giocando a programmare

Gli sviluppi della quarta rivoluzione industriale sono ormai sotto gli occhi di tutti, non solo degli addetti ai lavori e offrono formidabili opportunità a chi è in grado di acquisire le competenze indispensabili per sfruttare al massimo questo importante cambiamento.

Oltre alla formazione per le aziende (con il credito di imposta per le spese dedicate alla formazione del personale sulle nuove tecnologie), è necessario quindi per ogni cittadino entrare in confidenza con il mondo delle competenze digitali e della robotica il più presto possibile, se possibile fin da giovanissimi.

In molte scuole del mondo la robotica educativa è già una realtà consolidata. Un approccio nuovo che utilizza i robot non solo per l’insegnamento delle discipline scientifiche STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e della programmazione, ma soprattutto nella microrobotica, con l’utilizzo dei robot per rendere più efficace l’apprendimento.

Robotica educativa significa infatti apprendere con un metodo diverso da quelli tradizionali, grazie a macchine intelligenti. Una logica di insegnamento che ha iniziato a diffondersi anche nelle scuole italiane.

Riguardo ai robot programmabili, tra le tante alternative offerte oggi, troviamo anche un ottimo prodotto fornito da un’azienda italiana leader nel mondo per i giochi educativi. Si chiama DOC ed è uno smart toy, un robot parlante e programmabile, che allena il pensiero logico e che insegna ai bambini dai 5 agli 8 anni le basi della logica e della programmazione mediante il gioco ed il divertimento.  Ha una forma umanoide è alto 31 centimetri e si muove su due ruote. Ha occhi a led e quattro tasti direzionali programmabili per farlo muovere su due percorsi predefiniti: uno dei quali riproduce la mappa di una città, mentre l’altro permette ai più  piccoli di familiarizzare con i colori ed i nomi degli animali. Può riconoscere la propria posizione e correggere eventuali errori e può  essere utilizzato anche in modalità libera, creando ogni volta un percorso diverso che è il primo e più prezioso insegnamento: esistono molti modi per risolvere un problema, ma la strada più lunga è anche quella con la più alta percentuale di errori (bug).

La programmazione (coding) dovrebbe già essere presente nei programmi scolastici di tutte le scuole primarie, al fianco della lingua inglese e di quella italiana. In un futuro sempre più gestito da macchine intelligenti, è una necessità,  più che una sfida, poter insegnare alle giovani generazioni ad approcciarsi ai problemi in modo analitico e sistematico.

Sono ormai lontani i tempi in cui i robot trovavano impiego solo in settori ben definiti e strutturati del sistema produttivo. Ben presto gli automi saranno diffusi in tutti gli ambiti della nostra vita, al nostro fianco, non solo sul lavoro ma anche in casa e negli ambienti cittadini. Anche per questo la prossima generazione dovrà essere in grado di conoscerli e gestirli.

Gli eventi del DIH Piemonte per promuovere la trasformazione digitale delle imprese

Sono numerose le iniziative che il DIH Piemonte sta dedicando alla promozione delle opportunità di trasformazione digitale delle imprese, tra queste segnaliamo:

 

  • la nuova tappa del roadshow “Piemonte Goes Digital” tra le territoriali della Regione per raccontare la trasformazione tecnologica delle aziende e sostenerle nel loro percorso di Digital Disruption. Dopo le esperienze di successo ad Asti e Cuneo, il prossimo appuntamento sarà organizzato in collaborazione con Confindustria Novara Vercelli Valsesia e si svolgerà il 15 ottobre presso FANDIS SpA, Via per Castelletto 65/69, Borgo Ticino (NO) dalle ore 14.00. Interverranno Silvano Zilioli, Ceo di FANDIS SpA, per testimoniare il percorso di innovazione dell’azienda guidato dal DIH Piemonte, insieme a Massimiliano Cipolletta e Vittorio Illengo, Presidente e Direttore del DIH Piemonte, Fabrizio Manca e Olivetta Federici, responsabili del servizio DIH presso Confindustria Novara (per maggiori informazioni è possibile consultare il link. Per confermare la partecipazione all’incontro scrivere a politiche.industriali@cnvv.it);

 

  • il workshop “La trasformazione digitale a supporto dell’efficienza energetica e produttiva – competenze, tecnologie e incentivi”, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino e Schneider Electric nell’ambito delle iniziative di diffusione ed adozione delle tecnologie per l’I4.0 nella manifattura, che si terrà l’11 ottobre alle ore 15,30, presso il DET – Cittadella Politecnica, sala conferenza Maxwell, corso Castelfidardo 42/A a Torino, per presentare e discutere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie alle piccole e medie imprese del settore manifatturiero. Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link. L’ingresso al workshop è libero e gratuito previa iscrizione;

 

  • il dibattito organizzato in collaborazione con IRES Piemonte, che si terrà venerdì 11 ottobre alle ore 9,30 presso la sala conferenze di IRES Piemonte (via Nizza, 18 – Torino), dedicato all’analisi e alla discussione sull’efficacia e la pervasività della Rivoluzione Digitale, per raccogliere idee e alimentare il confronto con l’Impresa e la Società. L’iniziativa fa seguito alla pubblicazione dell’articolo “Industria 4.0: un primo bilancio dell’esperienza piemontese” firmato da Franco Deregibus e Vittorio Illengo sul numero 58 della rivista socioeconomica “Politiche Piemonte”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link.

 

Guardando al futuro con il design digitale

Come si possono creare prodotti e servizi che i clienti ancora non sanno di volere, così diversi da quelli che dominano il mercato ma che saranno veramente indispensabili? Aziende come Apple, Swatch e Nintendo hanno avuto e continuano ad avere un indiscutibile vantaggio competitivo anche perché, invece di adattarsi alle tecnologie già esistenti, sono in grado di soddisfare i bisogni latenti delle persone creando nuovi mercati di cui diventano leader. Ma come fanno?

Quando si parla di nuovi prodotti ci sono infatti due possibilità di innovazione: l’User centered (o innovazione incrementale) e il Design-driven (o innovazione radicale). Il primo modello offre al cliente esattamente ciò che chiede, producendo cambiamenti guidati dalle sue necessità contingenti, il secondo è invece un approccio che non asseconda il mercato, lo stravolge, creando innovazioni radicali e dando un nuovo significato alle cose.

Le esigenze degli utenti non si limitano infatti alla forma e alla funzione dei prodotti, ma soprattutto al loro significato, sulla base dell’esperienza personale e della possibilità di ottenere una valida “aggiunta” alle proprie vite. Una concretizzazione efficace di questo nuovo orientamento ce la mostra Apple, che ad esempio nel 2001 con l’iPod e l’applicazione iTunes ha cambiato il modello di business per la vendita di musica. Un’altra dimostrazione vincente di tecnologia basata sulla progettazione è quella di Nintendo Wii, la console che impiega una tecnologia radicalmente nuova per trasformare il significato del gioco dall’intrattenimento passivo a un mondo virtuale totalmente interattivo.

Anche in Italia abbiamo notevoli modelli di innovazione radicale dei significati: Artemide, Barilla e Alessi, solo per citarne alcuni. Ma come però spesso capita, manca un approccio sistematico, la capacità di strutturarsi organizzativamente in modo da favorire le interazioni con gli interpreti esterni. Uno degli aspetti più impegnativi per diventare design-driven è proprio avere una perfetta razionalizzazione delle persone, dei processi, della tecnologia e dei finanziamenti. Ciò richiede non solo la capacità di trasformare radicalmente la struttura e l’organizzazione, ma soprattutto un cambiamento di mentalità all’interno dell’azienda stessa. L’innovazione design-driven nasce infatti a seguito di un procedimento variamente strutturato che parte da una ricerca approfondita e da un’attenta osservazione dei cambiamenti socio-culturali. Un sistema basato sull’ascolto, sull’interpretazione e sull’elaborazione di una nuova visione e preparazione dell’ambiente culturale per favorire l’accoglimento di questi significati innovativi.

Il modello utente-centrico, più classico, orientato al problem solving e più rapido nella generazione di idee e prototipi, trova sicuramente molti seguaci, ma l’approccio design-driven, grazie ad un lavoro di ricerca preparatoria molto più approfondito ed articolato, può portare risultati più consistenti e duraturi. L’innovazione orientata al design, con la creazione di mercati innovativi valorizzati da tecnologie emergenti che rispondono a nuove esigenze, è infatti sempre più riconosciuta e sostenuta da un numero crescente di Paesi come fattore chiave per il successo commerciale internazionale e come fonte vitale di vantaggio competitivo.

“La logica ti porterà da A a B. L’immaginazione ti porterà ovunque.” Albert Einstein

I 100 luoghi di Industria 4.0 e della sostenibilità

Si svolgerà il 23 settembre 2021 alle ore 16.30 presso lo Strategy Innovation Hub della Ca’ Foscari di Venezia il webinar del Progetto “100 Luoghi di Industria 4.0 e della sostenibilità”.

L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sui casi aziendali di innovazione e Industria 4.0 e di innovazione sostenibile fino ad oggi presentati. Il progetto coinvolge alcune PMI considerate Fabbriche Vetrina in quanto hanno già intrapreso progetti innovativi in chiave digitale e sostenibile e sono aperte a condividere con altre PMI la loro esperienza.

Consulta il programma dei lavori ed effettua l’iscrizione all’evento.

 

I Digital Innovation Hub del network Confindustria: attività, progetti e nuove opportunità

È stata recentemente aggiornata la “fotografia” della rete dei 22 Digital Innovation Hub del network Confindustria al fine di monitorarne le attività e l’evoluzione sotto il profilo organizzativo.

Nel 2020 e nei primi mesi del 2021 la rete dei DIH ha realizzato circa 300 iniziative tra workshop, seminari e incontri one to one coinvolgendo oltre 8.500 imprese, per un totale di 25.000 imprese dall’avvio delle attività della rete.

Nel report di dettaglio, oltre alle informazioni sulle attività svolte, è riportato anche un approfondimento sulla dimensione economica del sistema dei DIH, che evidenzia il valore e l’impegno del Sistema Confindustria per lo sviluppo del progetto.

 

I Digital Innovation Hub di Confindustria a Connext

Il 7 e 8 febbraio a Milano, presso il MiCo (MiCo – Milano Convention Center – Viale Eginardo, Gate 2), si svolgerà Connext, un evento espositivo e di networking organizzato da Confindustria con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di partenariati industriali.

Le due giornate sono dedicate agli incontri B2B, organizzati attraverso una piattaforma digitale appositamente creata e sono arricchite da un fitto programma di seminari ed eventi di vision.

Sia l’organizzazione espositiva che gli eventi sono riferiti ai macro temi, che nella visione di Confindustria rappresentano i driver di crescita e innovazione: Fabbrica intelligente, Aree metropolitane motore dello sviluppo, Territorio laboratorio dello sviluppo sostenibile, Persona al centro del progresso, Made in Italy nel mondo.

Nell’ambito del driver Fabbrica Intelligente i DIH del network Confindustria saranno a disposizione delle imprese per fornire indicazioni e presentare le proprie attività di orientamento su Industry 4.0.

Tra le altre iniziative giovedì 7 febbraio alle 14.00 in sala Amber 4 si terrà il Seminario “Il network dell’innovazione 4.0: DIH e Competence Center, un’occasione per fare il punto sul primo anno di attività della rete dei DIH di Confindustria e presentare i Competence Center, che rappresentano l’infrastruttura abilitante per l’accompagnamento delle imprese nella trasformazione digitale, una delle innovazioni più rilevanti delle politiche messe in campo con il Piano Nazionale Industria 4.0.

Puoi partecipare al seminario e visitare Connext gratuitamente previa registrazione (Codice Invito V88884-144).

Consulta il programma del seminario.

Per tutti gli approfondimenti: https://connext.confindustria.it/

 

I DIH per le filiere HITACHI E LEONARDO

Sono stati completati due importanti progetti di filiera realizzati da Hitachi e Leonardo in collaborazione con i Digital Innovation Hub di Confindustria. Il progetto prevede la valutazione della maturità digitale della filiera sulla base dei risultati degli assessment di fornitori selezionati, che consentono di individuare punti di forza e di debolezza delle singole imprese e della filiera nel suo insieme. I DIH affiancano le imprese selezionate nell’elaborazione del test di valutazione e insieme ai risultati restituiscono una roadmap che delinea possibili linee di intervento per realizzare percorsi di trasformazione in chiave 4.0.

I risultati della valutazione della filiera di Hitachi è stato presentato il 18 maggio presso il DIH Campania. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati del Progetto, coordinato dal Campania Digital Innovation Hub, che ha coinvolto 22 imprese della filiera selezionate da Hitachi.

Il 7 giugno presso il competence center MADE sono stati presentati i risultati della seconda wave di assessment dei fornitori della filiera di Leonardo. L’attività di assessment ed elaborazione dei dati è stata coordinata dal Digital Innovation Hub Lombardia. Leonardo ha già coinvolto nel progetto 50 fornitori chiave per la trasformazione digitale e la cyber sicurezza della filiera (per maggiori approfondimenti: https://www.leonardo.com/it/web/corporate/news-and-stories-detail/-/detail/leonardo-digital-supply-chain-wave2?refererPlid=1149539).

 

I quattro superpoteri che cambieranno il mondo

L’argomento dei superpoteri ha da sempre un posto d’onore nell’immaginario collettivo, dagli dèi ed eroi degli antichi Greci fino ai più moderni supereroi. Questi valorosi personaggi ci hanno fatto passare l’infanzia (e non solo) a fantasticare, a sognare di poter avere almeno una delle loro abilità sovrannaturali.

Nei fumetti, quando il protagonista scopre di averne li usa immediatamente per lottare contro il crimine. Diventa un paladino della giustizia che si erge a difensore della comunità e che in questo modo plasma il corso della storia dell’intera umanità.

La capacità di volare, la forza, la velocità, l’invisibilità e l’immortalità. Sono solo alcuni dei poteri più famosi. Ma nell’era digitale, è necessario ampliare questa lista per includerne altri quattro che promettono di esercitare un’altrettanto valida influenza nei prossimi 20 anni: la tecnologia mobile, il cloud, l’intelligenza artificiale (AI) e l’Internet of Things (IoT). Man mano che queste innovazioni tecnologiche maturano, si fondono l’una con l’altra, rimodellando ogni aspetto della società, dall’assistenza sanitaria all’educazione, dal trasporto alla sfera finanziaria. Ecco alcuni esempi specifici di come questi quattro moderni superpoteri ci aiuteranno ad affrontare alcune delle più grandi sfide globali.

 

Smartphone: una portata senza precedenti

La tecnologia mobile offre attualmente un’ampia portata di segnale, connettendo le persone indipendentemente da dove si trovino nel mondo. Per milioni di persone che vivono in aree remote, l’accesso a un telefono cellulare ha migliorato di gran lunga la vita di tutti i giorni. Uno smartphone nello specifico consente di usufruire di microprestiti, previsioni meteorologiche accurate ed informazioni specializzate per aiutare ad esempio i piccoli agricoltori ad aumentare i propri raccolti in un modo sostenibile. Un recente studio del MIT condotto in Kenya ha rilevato che tra il 2008 e il 2014 l’accesso mobile ha sollevato dalla povertà circa 200.000 famiglie (il 2% della popolazione). Questi servizi hanno infatti già aiutato circa 185.000 famiglie keniane a diventare finanziariamente autosufficienti grazie ad occupazioni commerciali.

 

Cloud: aumento della capacità

Il mondo del cloud attualmente offre un catalogo di servizi a capacità infinita per le aziende che possono attingere a qualsiasi tipo di risorsa, secondo le proprie necessità, senza dover anticipare investimenti. Oggi 9 organizzazioni su 10 si affidano a servizi di cloud. Siamo ancora agli albori di quella che chiamiamo “economia digitale”, ma sicuramente continueremo a vedere importanti progressi nei servizi a distanza. Molte opportunità di lavoro e l’apprendimento online ad esempio vengono effettuate grazie a questa tecnologia, una grande opportunità in particolare per i miliardi di persone che non hanno accesso alle tradizionali forme di istruzione.

 

AI: intelligenza artificiale ovunque

L’intelligenza artificiale ci consente di estrarre enormi quantità di dati in tempo reale e di utilizzare queste informazioni per accelerare meccanismi di scoperta e creare nuovi modelli di business. Questa tecnologia innovativa attualmente sta fornendo potenti intuizioni sopratutto nel settore sanitario, dove gli algoritmi di deep-learning stanno già creando farmaci rivoluzionari, migliorando la diagnosi e progettando piani di trattamento molto più efficaci di qualsiasi approccio precedente. Ne è una prova il campo delle protesi, nel quale si stanno facendo importanti scoperte. I ricercatori della Newcastle University, ad esempio, hanno creato una mano bionica che consente ad un amputato di raggiungere automaticamente gli oggetti, senza il bisogno di pensare al movimento, nello stesso modo quindi in cui si muove una mano reale.

 

IoT: collegamento tra mondo digitale e mondo fisico

L’Internet of Things collega il mondo fisico con quello digitale, portando la tecnologia in ogni dimensione del progresso umano. Nella sua forma più basilare, consiste nel connettere una varietà di oggetti fisici in una rete in cui le macchine possono comunicare, inclusi milioni di sensori incorporati che trasmettono dati in tempo reale. L’IoT sta già aprendo possibilità entusiasmanti in diversi settori come le auto connesse, le reti energetiche e le produzioni intelligenti. In tutte le dimensioni della complessa sfida ambientale che affrontiamo, l’Internet delle Cose ci consente anche di tracciare e rilevare la salute del Pianeta con una maggiore accuratezza rispetto al passato.

 

È vero che la tecnologia non è una panacea per tutti i problemi che affliggono attualmente il mondo. E spesso neppure i superpoteri possono nulla contro i mali dell’umanità. Tuttavia l’innovazione tecnologica è lo strumento più potente che abbiamo a nostra disposizione per affrontare i grandi ostacoli al progresso umano e migliorare la qualità della vita. La tecnologia in sé non è né buona né cattiva, dipende tutto infatti dal modo in cui noi la applichiamo.

I responsabili delle notizie false in rete

Il Pew Research Center, istituto statunitense che si occupa di analisi politiche e che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica e andamenti demografici, ha pubblicato recentemente un rapporto molto interessante. Lo studio mostra che, nell’estate scorsa, su Twitter i due terzi dei collegamenti a siti popolari provenivano da account automatizzati, rendendo quindi i bot responsabili del 66% dei tweet che collegano i lettori a un sito web. I robot sono quindi gli autori del 76% dei link a contenuti sportivi, del 90% a contenuti per adulti e dell’89% ai siti di aggregazione di notizie popolari, che raccolgono commenti da tutto il web.

Ma nel condurre la ricerca, il Pew Research Center ha inoltre scoperto che, anche con la presenza degli account automatici, che riprendono gran parte dei link condivisi su alcune piattaforme social e nelle sezioni di commenti dei siti Web, le notizie false rimangono comunque una responsabilità principalmente umana.

Non risultano quindi essere create né riprodotte dai bot, ma sono invece frutto dell’intenzionalità umana, grazie alle capacità virali di persone ignare o scarsamente informate. Le fake news, credibili e pericolose, di solito provengono infatti dalle persone comuni, autori, spesso inconsapevoli, della loro diffusione.

Un altro studio, quello dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, ha rilevato inoltre che i robot hanno accelerato la diffusione di notizie, sia vere che false. Praticamente i bot diffondono tutto, indipendentemente se i fatti siano o meno veri, mentre gli esseri umani prediligono le finzioni, perché tendono ad essere intrinsecamente più drammatiche e interessanti della realtà. In molte occasioni, inoltre, le persone contribuiscono inconsapevolmente alla diffusione di notizie false, condividendole senza preoccuparsi prima di verificarne l’accuratezza o l’autenticità della fonte. I ricercatori del MIT hanno quindi scoperto che le informazioni false avevano il 70% in più di probabilità di ricevere il primo retweet e, naturalmente, di essere divulgate ad altri siti e account.

In un momento in cui le notizie false influenzano anche i più alti livelli di leadership governativa, ci sono diversi passi da compiere per essere un consumatore responsabile e più partecipe della realtà che ci circonda. Una delle migliori prove del nostro impegno sociale è infatti la responsabilità di controllare prima di condividere un post, di verificare i fatti, se possibile.

Abbiamo tutte le possibilità per diventare una comunità online più responsabile. Ma ci vorrà un forte impegno di azione e di volontà per spingersi oltre e ricercare sempre la verità.

 

I trend tecnologici che ci porteranno nel 2050

Il 2020 ci ha fatto capire che la tecnologia e la connessione alla rete sono oramai fondamentali ed ineludibili. I vincoli legati alla pandemia da Covid-19 ed il conseguente lockdown hanno evidenziato l’importanza di avere infrastrutture di rete di prossima generazione resilienti e scalabili. A partire da tale considerazione, in uno studio di Cisco sono stati evidenziati i trend tecnologici in alcuni settori chiave.

Nel comparto della sanità la telemedicina sta facendo già ora enormi salti in avanti in termini di impiego da parte di medici e pazienti, mentre utilizzando sistemi robotici controllati a distanza, grazie a 5G, intelligenza artificiale e realtà virtuale e aumentata, permetteranno un sempre maggiore ricorso alla chirurgia a distanza.

Grazie a Intelligenza Artificiale e assistenti digitali, i knowledge workers di tutti i settori saranno sempre più supportati nella realizzazione delle riunioni virtuali che beneficeranno inoltre di tecnologie olografiche.

Nel comparto manifatturiero la manutenzione preventiva e predittiva sarà sempre più diffusa grazie all’impiego della sensoristica, e se dovesse esserci un componente che si rompe, una stampante 3-D sarà pronta per stampare il pezzo mancante e far funzionare di nuovo la linea di produzione. Ma non basta, perché la produzione sarà ottimizzata grazie all’impiego congiunto di intelligenza artificiale, robot e cobot, cioè robot collaborativi che interagiscono con l’uomo.

Anche il comparto delle costruzioni sarà pervaso da innovazione e tecnologie, dalla domotica all’efficientamento energetico, che permetteranno di rendere finalmente concrete e diffuse le smart grid.

Approfondisci su Economy Up.

 

Il 31 Ottobre apre il DIH della Basilicata

Una nuova bandierina sulla mappa dei Digital Innovation Hub. È destinata a Potenza, sede della struttura che sosterrà nella trasformazione digitale le imprese lucane. “Si tratta di un polo di innovazione sul territorio regionale – spiega Confindustria Basilicata – fortemente voluto dalla nostra Associazione, allo scopo di accompagnare le imprese in questa sfida cruciale per l’industria. Il “Dih Basilicata” – in coerenza con la sua mission di ponte tra mondo dell’impresa, della ricerca e dell’innovazione – rimarrà aperto alla collaborazione di Università, cluster, centri di ricerca pubblici e privati, poli di avanguardia tecnologici, incubatori di startup e investitori, al fine di attivare un network degli attori territoriali dell’innovazione”. In particolare, la struttura si occuperà di sensibilizzare le imprese sulle opportunità di Industria 4.0; indirizzarle verso i Competence center; supportarle nell’accesso a strumenti di finanziamento pubblici e privati; erogare servizi di formazione e mentoring alle imprese; sostenere l’attività di pianificazione degli investimenti; favorire l’interazione con i Digital Innovation Hub europei. La governance del “Dih Basilicata” prevede un Consiglio di Amministrazione, con presidente Pasquale Lorusso e Direttore generale Giuseppe Carriero. Completano il Cda: Vito Arcasensa, Salvatore De Biasio e Gabriella Megale.

“Siamo di fronte a una rivoluzione epocale per le nostre aziende, soprattutto per le nostre piccole e medie imprese – ha commentato il presidente Pasquale Lorusso – chiamate alla più profonda innovazione che ne modificherà non solo le strutture fisiche, ma il modo di pensare e ideare un prodotto, di progettare e far funzionare i processi produttivi in fabbrica e di disegnare, organizzare e gestire l’intera attività della catena di montaggio. Il nostro ruolo sarà quello di sostenerle ma, prima ancora, di favorire quella consapevolezza culturale sulle opportunità di Industria 4.0”. Il Digital Innovation Hub Basilicata verrà ufficialmente presentato il prossimo 31 ottobre, nel corso di un evento cui parteciperà il vicepresidente Confindustria, Giulio Pedrollo.

Il Biological Manufacturing System, la chiave per la prossima rivoluzione industriale

Si parla sempre più spesso di intelligenza artificiale e robotica che, indipendentemente da ciò che si pensi a riguardo, saranno i grandi protagonisti della prossima rivoluzione industriale.

Oltre alla produzione, scalabile e completamente automatizzata, i robot possono aiutare nelle attività di servizio, dalle richieste dei clienti fino alle attività creative, come ad esempio nella progettazione, dove sono più veloci, operosi e precisi degli esseri umani.

Poiché il nostro futuro, come quello della comunicazione, è legato agli androidi, dobbiamo pensare a come costruirne esemplari sempre più autonomi ed “etici”.

Al Georgia Institute of Technology, i ricercatori hanno costruito Quixote, un sistema di intelligenza artificiale che insegna ai robot a distinguere il bene dal male, attraverso la lettura di storie e atteggiamenti gratificanti, programmandoli in modo che possano difendersi da potenziali molestie, invece che imparare da esse.

Grazie alle tecnologie alla base di Industry 4.0, come ad esempio lo sviluppo di sistemi autonomi, l’elevato grado di interconnessione e i materiali innovativi, il  cositddetto Biological Manufacturing System (BMS) mira a gestire i cambiamenti dei sistemi produttivi sulla base di idee biologiche come l’auto-crescita, l’auto-organizzazione, l’adattamento e l’evoluzione.

Il modello, basandosi sulle caratteristiche e sui modi degli organismi viventi, sviluppa infatti un comportamento adattivo, che consente agli automi di affrontare ogni sfida usando principi di apprendimento ed adattabilità. Una riconfigurazione dinamica dei sistemi di produzione dove le macchine agiscono quindi in modo spontaneo, permettendo ottimizzazione, riduzione dei tempi e dell’impatto ambientale, miglioramento della qualità e abbattimento dei costi.

Dinanzi a queste scoperte, diviene necessario porre le basi per una solida e condivisa Roboetica, un’etica della robotica, in grado di rispondere alle crescenti domande e di risolvere eventuali problemi in merito ad una corretta convivenza con gli esseri umani.

 

Il Competence Center CIM 4.0 incontra PMI e Start-Up – Torino 27 giugno 2019

Nell’ambito della ITW, Italian Technology Week di Torino dal 24 al 30 giugno 2019, si terrà un convegno dedicato al Competence Center di Torino, organizzato dall’Unione industriale. Il CIM 4.0, dedicato all’Additive Manufacturing, diventerà un vero e proprio campus di aggregazione della conoscenza e lavorerà su strategie relative alla formazione continua e professionalizzante, la ricerca, il trasferimento tecnologico, i servizi innovativi alle imprese, l’incubazione di start-up e l’insediamento di altri centri di ricerca e di piccole, medie e grandi imprese; infine diventerà sede di laboratori sui temi-chiave dell’industria del futuro: l’auto elettrica, l’interazione uomo—macchina, la fabbrica intelligente, i nuovi materiali.

L’evento sarà dedicato ad illustrare le opportunità offerte alle PMI e alle Start-Up per differenti filiere industriali e/o ambiti di sviluppo tecnologico (Automotive, Aerospace, SW providers, Technology providers, services providers, End users).

Consulta il programma ed iscriviti

Il Competence Center Cyber 4.0 e il DIH Lazio a supporto delle imprese del Tecnopolo tiburtino

Si terrà il 30 maggio, presso la sala conferenze del Tecnopolo Tiburtino, un workshop dedicato alle imprese del Tecnopolo e del territorio per presentare CYBER 4.0, il Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione per la cybersecurity e CICERO DIH LAZIO, il Digital Innovation Hub di Confindustria per la trasformazione digitale delle imprese.

Il CYBER 4.0 e CICERO DIH LAZIO sono entrambi presenti nel Tecnopolo Tiburtino dal 2021, e con questa iniziativa intendono presentare i servizi e le modalità di supporto e consulenza alle imprese sul fronte dell’assessment della maturità digitale delle imprese e delle opportunità di sviluppo digitale, con un occhio di riguardo ai temi della cyber security e del risk assessment digitale.

Per tutti gli approfondimenti e per partecipare all’incontro, clicca qui.

 

Il Competence Center Cyber 4.0 finanzia i primi progetti delle imprese sulla cybersecurity

Approvati i primi 7 progetti in tema di cybersecurity che verranno finanziati dal Competence Center Cyber 4.0 attraverso le risorse messe a disposizione dal MISE.

I 7 progetti finanziati (qui l’elenco completo) affronteranno sia il tema “generale” della cyber sicurezza, sia gli ambiti specifici della cybersecurity nei settori automotive, aerospace ed e-health. Ciascuna delle iniziative progettuali beneficerà di un finanziamento che va da 79.000 € a 189.000 €, per un ammontare complessivo pari ad 1 milione di euro.

E’ inoltre ancora possibile candidarsi per il secondo bando di gara emanato dal Competence Center Cyber 4.0. Le imprese interessate potranno presentare le proprie candidature in risposta al Bando 2/2021 entro il 30 Settembre 2021. Per tutti gli approfondimenti è possibile consultare la pagina dedicata.

 

Il Competence Center Cyber 4.0 lancia il primo bando di gara dedicato alle PMI sui temi della cybersecurity

Lanciato dal Competence Center Cyber 4.0 il primo bando di gara rivolto alle piccole e medie imprese per progetti in ambito cybersecurity. Cyber 4.0 ha come capofila l’Università La Sapienza di Roma e aggrega in un partenariato pubblico-privato organismi pubblici di ricerca e imprese, tra le quali Sistemi Formativi Confindustria.

Il bando, per il quale è prevista una dotazione finanziaria di 1 milione di euro, punta ad agevolare la collaborazione tra PMI e Cyber 4.0 attraverso progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. L’obiettivo è anche quello di favorire la competitività del territorio e del sistema produttivo italiano in termini di impatto sociale, economico, ambientale, sul lavoro e sulla competitività del sistema impresa, aumentando il contenuto tecnico-scientifico di prodotti, processi e servizi.

I progetti potranno essere presentati entro le ore 14 del 21 maggio 2021 e potranno riguardare quattro aree tematiche:

  • Cybersecurity in senso lato e trasversalmente ai settori produttivi,
  • Cybersecurity – nel comparto Aerospazio,
  • Cybersecurity – nel comparto Automotive,
  • Cybersecurity – nel comarto E-Health.

Per maggiori informazioni e per partecipare al bando: http://www.cyber40.it/dettaglio_bando/65

 

Il Competence Center Cyber 4.0 lancia il secondo bando di gara dedicato alle PMI sui temi della cybersecurity

Il Competence Center Cyber 4.0 ha pubblicato il secondo bando di gara rivolto alle piccole e medie imprese per progetti in ambito cybersecurity. Cyber 4.0 ha come capofila l’Università La Sapienza di Roma e aggrega in un partenariato pubblico-privato organismi pubblici di ricerca e imprese, tra le quali Sistemi Formativi Confindustria.

Il bando, per il quale è prevista una dotazione finanziaria pari a 1,2 milioni di euro, punta ad agevolare la collaborazione tra PMI e Cyber 4.0 attraverso progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. L’obiettivo è anche quello di favorire la competitività del territorio e del sistema produttivo italiano in termini di impatto sociale, economico, ambientale, sul lavoro e sulla competitività del sistema impresa, aumentando il contenuto tecnico-scientifico di prodotti, processi e servizi.

I progetti potranno essere presentati entro le ore 14 del 18 settembre 2021 e potranno riguardare quattro aree tematiche:

  • Cybersecurity in senso lato e trasversalmente ai settori produttivi,
  • Cybersecurity – nel comparto Aerospazio,
  • Cybersecurity – nel comparto Automotive,
  • Cybersecurity – nel comarto E-Health.

Per maggiori informazioni e per partecipare al bando: https://cyber40.it/sites/default/files/bandi/Bando%20Cyber4.0_2_21.pdf

 

Il data sharing in ecosistemi collaborativi fa crescere i ricavi

Una ricerca del Capgemini Research Institute evidenzia come le aziende inserite in data ecosystem collaborativi e complessi possono ottenere vantaggi anche in termini finanziari.

Le organizzazioni che condividono, scambiano e collaborano attraverso i dati all’interno di un ecosistema possono ottenere benefici finanziari fino al 9% dei ricavi annuali. La ricerca di Capgemini evidenzia anche che nei prossimi cinque anni tali questi benefici potranno essere raggiunti grazie a tagli sui costi, a nuovi flussi di ricavi ed all’incremento della produttività.

Il report, dal titolo “Data sharing masters: How smart organizations use data ecosystems to gain an unbeatable competitive edge”, evidenzia però che attualmente il 61% delle organizzazioni è inserito in ecosistemi con una condivisione dei dati molto semplice e bassi livelli di collaborazione, mentre il restante 39% sta trasformando le informazioni basate sui dati in un vero vantaggio competitivo di lungo periodo.

Per approfondimenti: https://www.corrierecomunicazioni.it/industria-4-0/data-sharing-9-di-ricavi-in-piu-grazie-alla-collaborazione-sugli-ecosistemi/

 

Il Digitale nel Recovery Package dell’UE

Il 27 maggio 2020 la Commissione europea ha presentato un importante piano per la ripresa, il cosiddetto Recovery Package.

Per garantire una ripresa sostenibile, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri, la Commissione propone la creazione del nuovo Next Generation EU, integrato in un rinnovato bilancio dell’UE e un programma di lavoro per il 2020 adattato alla situazione di crisi generata dalla pandemia con priorità per le azioni necessarie a promuovere la ripresa e il rilancio dell’economia europea.

Insieme alla transizione green, il digitale emerge come la priorità strategica dell’UE. La Commissione riconosce come la pandemia e le sue conseguenze abbiano messo in luce ancor più l’importanza della digitalizzazione in tutti i settori dell’economia e della società. Le nuove tecnologie hanno assicurato la business continuity, l’e-commerce, l’e-learning, consentendo di rimanere in contatto e di lavorare in remoto.

Secondo la Commissione europea, gli investimenti per la transizione digitale dovranno essere indirizzati in via prioritaria a:

  • una migliore connettività,
  • una maggiore presenza industriale e tecnologica nei settori strategici. Tecnologie quali l’intelligenza artificiale, la cibersicurezza, le infrastrutture cloud e per i dati, le reti 5G e 6G, i supercomputer e i computer quantistici, nonché le tecnologie blockchain, avranno effetti di ricaduta e rafforzeranno l’autonomia strategica dell’Europa,
  • creazione di un’economia basata sui dati. La CE presenterà un’iniziativa legislativa sulla condivisione e la governance dei dati e un Data Act che stabilirà le condizioni per un migliore accesso e controllo dei dati industriali. La Commissione proporrà inoltre di rendere disponibili dati pubblici di interesse comune e, attraverso il Digital Service Act, di migliorare il quadro giuridico per i servizi digitali, definendo norme chiare per le piattaforme online,
  • maggiore resilienza informatica. Una nuova strategia per la cybersicurezza esaminerà come rafforzare la cooperazione, le conoscenze e le capacità a livello dell’UE,
  • servizi pubblici digitali, sviluppo di un e-ID (identità elettronica pubblica) universalmente accettato per consentire un accesso semplice, affidabile e sicuro ai servizi pubblici digitali transfrontalieri.

La Commissione presenterà inoltre un’agenda per le competenze per l’Europa e un piano d’azione aggiornato sull’istruzione digitale.

Di seguito i link ai documenti:

https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/health/coronavirus-response/recovery-plan-europe_it

https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/cwp-2020-adjusted-factsheet_en.pdf

 

Il Dih Udine organizza la Summer School internazionale sull’intelligenza artificiale

Si terrà dal 29 giugno al 2 luglio prossimi la terza edizione della Summer School internazionale sull’intelligenza artificiale AI-DLDA 2020 organizzata dal Digital Innovation Hub di Udine.

Novità di quest’anno è la possibilità di partecipare in modalità interamente online alle lezioni e ai laboratori sperimentali tenuti da docenti internazionali di alto livello provenienti da prestigiosi atenei europei.

I temi all’avanguardia che ricercatori universitari, personale tecnico aziendale ed imprenditori del settore ICT avranno l’opportunità di approfondire durante la settimana spaziano dalla computer vision, ai big data, dalla robotica, alla cyber-security.

Per maggiori informazioni: www.aidlda.it

 

Il futuro all’insegna degli investimenti tecnologici

Le ricerche condotte da Equinix (multinazionale delle infrastrutture digitali) e Dynabook (produttore di notebook) parlano chiaro: i responsabili IT della aziende punteranno su più tecnologia, più cybersecurity e più supporto da remoto con soluzioni cloud per far fronte alle nuove modalità di lavoro post-Covid.

In Italia il 56% delle aziende ha già riorganizzato la propria infrastruttura IT per soddisfare le nuove richieste di lavoro ibrido e da remoto. Inoltre quasi il 60% dei referenti IT aziendali intervistati nell’ambito delle indagini ha evidenziato che il focus il maggior investimento sarà sull‘interconnessione, per agevolare lo scambio diretto e privato di dati tra organizzazioni.

Oltre il 70% delle imprese intervistate ha evidenziato che aumenterà i budget legati allo sviluppo tecnologico, sia per favorire la diffusione dello smart working, sia per garantire la continuità del business, quindi ampio spazio per cloud, assistenza IT da remoto e cybersecurity.

Ulteriori approfondimenti su https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/it-cloud-e-cybersecurity-i-tre-assi-della-ripresa-per-i-due-terzi-delle-aziende-italiane/

 

Il G20 al lavoro per lo sviluppo della Digital Economy

Lo scorso agosto a Trieste si è tenuto il meeting del G20, presieduto dal ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti e dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, dedicato al tema della trasformazione digitale e sostenibile delle attività produttive.

I ministri dei 20 Paesi più industrializzati hanno concordato sull’urgenza di “accelerare la trasformazione digitale e di coglierne tutte le opportunità che ne derivano, preparando il campo per le sfide future e tenendo conto dei diversi livelli di sviluppo dei paesi”.

Il meeting ha portato all’approvazione di una dichiarazione dei ministri che indica 11 azioni per accelerare la transizione digitale:

  1. Trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile
  2. Utilizzare l’Intelligenza Artificiale per l’inclusione delle micro, piccole e medie imprese (Mpmi) e la promozione delle startup
  3. Misurazione, pratica e impatto dell’economia digitale
  4. Consapevolezza e protezione dei consumatori nell’economia digitale globale
  5. Tutelare i bambini e rafforzare le loro competenze nell’ambiente digitale
  6. Incoraggiare l’innovazione per le comunità e le Smart Cities
  7. Creare infrastrutture digitali e inclusione sociale
  8. Offrire un flusso libero di dati, anche a livello internazionale, basato sulla fiducia
  9. Predisporre strumenti digitali per i servizi pubblici
  10. Focus sull’identità digitale
  11. Favorire una regolamentazione agile

Consulta i dettagli nella dichiarazione integrale dei ministri del G20 a conclusione del meeting.

 

Il lavoro nell’era dell’innovazione digitale

L’aumento degli investimenti in Ricerca e Sviluppo riguardanti l’offerta di prodotti e servizi suggerisce sempre con maggior chiarezza che nei prossimi anni ci saranno grandi cambiamenti riguardo la futura domanda di lavoratori e di competenze da parte delle imprese.

Le aziende stanno già avvertendo gli effetti del passaggio al digitale nelle proprie attività e la familiarità con i software sta diventando ormai un requisito fondamentale anche per i manager.

Le prospettive più favorevoli in futuro saranno infatti per i lavoratori che hanno le conoscenze per gestire l’automazione e le competenze per colmare il divario tra la tecnologia e le esigenze dei clienti.

Un’abilità chiave per le aziende sarà proprio quella di canalizzare questa creatività nell’offerta di prodotti e servizi, in modo da creare valore aziendale ed al contempo generare nuova occupazione.

La ricerca si sta spostando quindi sempre più verso lo sviluppo di software e servizi per consentire la differenziazione e l’adattabilità dei prodotti, migliorare le esperienze e rispondere alle nuove esigenze dei clienti, fornendo un valore aggiunto e una migliore usabilità.

Per supportare questa transizione, le imprese si stanno adeguando a standard e aspettative in rapido cambiamento, concentrando la maggior parte delle spese sull’ingegneria elettrica e meccanica.

I motivi principali sono la ricerca di margini più elevati, il desiderio di accedere a mercati non sfruttati, la necessità di ridurre i costi operativi e il desiderio di collegare la digitalizzazione al business.

Indipendentemente dal settore produttivo in cui operano, le aziende stanno infatti scoprendo, oltre alle nuove sfide culturali e manageriali, la necessità di adattare i propri modelli di business per impiegare in modo efficace e produttivo le innovazioni, sia sul fronte dell’hardware che del software.

In questo contesto il design thinking e le metodologie agili, possono aiutare a colmare il tempo di sviluppo e il time-to-market delle offerte di servizi e prodotti.

Offrire eccellenti prodotti è oggi più che mai un must per competere nel mercato. Le “funzionalità”, come capacità di soddisfare le esigenze specifiche dei clienti, sono i fattori che differenziano le aziende, creano vantaggio competitivo e generano nuovi flussi di entrate, offrendo le possibilità per reimmaginare la value proposition e il modello di business che le supporta.

 

Il MISE lancia “Atlante i4.0” per l’innovazione delle imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato “Atlante Impresa 4.0”, una mappa interattiva con 600 strutture censite, per permettere alle imprese di trovare sul territorio le strutture che offrono servizi e tecnologie per l’innovazione e la digitalizzazione.

Ad oggi la mappatura contiene:

  • 8 Competence Center (CC) – i Centri di Competenza ad alta specializzazione;
  • 263 Digital Innovation Hub (DIH) e Ecosistema Digitale per l’Innovazione (EDI) delle Associazioni di categoria;
  • 88 Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio;
  • 27 Centri di Trasferimento Tecnologico (CTT) certificati da Unioncamere;
  • 161 FabLAB (“una sorta di istituti professionali per la fabbricazione digitale del Made in Italy“) per la manifattura additiva;
  • 38 Incubatori Certificati per le startup innovative;
  • 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS).

Ma l’obiettivo è quello di ampliare il censimento verso tutte quelle grandi e piccole imprese e organizzazioni che detengono know how sui temi della digitalizzazione e delle tecnologie 4.0, così da rendere l’Atlante sempre più ricco di opzioni e di riferimenti sui quali l’impresa italiana possa contare per sviluppare opportunità di mercato, anche attraverso opportunità di contaminazione e interconnessione.

 

Il nuovo Lighthouse Plant del Cluster Fabbrica Intelligente è HSD Mechatronics

HSD Mechatronics è il nuovo Lighthouse Plant del Cluster Fabbrica Intelligente, nonché la prima media impresa italiana a diventarlo, dopo big come Ansaldo Energia, Abb, Hitachi Rail e Tenova-Ori Martin.

La società del Gruppo Biesse, che ha sede a Gradara (PU), è considerata un’eccellenza nella meccatronica e nell’automazione. HSD è il secondo produttore mondiale di elettromandrini: dispositivi avanzati per macchine utensili destinati a lavorare legno, metallo, materiali compositi, vetro e pietra.

L’Accordo per l’Innovazione, autorizzato con decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, prevede investimenti per la realizzazione del progetto Zero Defects Manufacturing. Sono previsti contributi economici del MISE e delle Regioni Marche, Lazio e Umbria. Il progetto è relativo a Elettrospindle 4.0, l’elettromandrino interconnesso.

Per maggiori informazioni: https://www.fabbricaintelligente.it/blog/lighthouse-plant-cfi-hsd-mechatronics-e-la-prima-media-impresa-italiana-che-ottiene-questo-riconosciment/

 

Il Piano italiano sulle Competenze Digitali

Il piano, sviluppato dal Dipartimento per la trasformazione digitale presso il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, punta a colmare il gap digitale del nostro Paese entro il 2025.

Tra gli obiettivi cui punta il piano ci sono:

  • arrivare ad avere almeno il 70% di popolazione con competenze digitali di base;
  • raddoppiare la percentuale di popolazione con competenze digitali avanzate;
  • triplicare il numero dei laureati in ICT e quadruplicare quelli di sesso femminile;
  • duplicare il numero di imprese che utilizzano i big data;
  • accrescere del 50% la quota di PMI che utilizzano specialisti ICT;
  • portare almeno al 64% il valore della popolazione che utilizza servizi digitali pubblici.

Il piano è articolato su 4 assi strategici, cui corrispondono altrettanti target:

  • Istruzione e formazione superiore,
  • Forza lavoro pubblica e privata,
  • Competenze specialistiche ICT,
  • Cittadini;

Nell’ambito di tali assi verranno sviluppate azioni di intervento specifiche e sinergiche per cercare di recuperare velocemente sui gap esistenti in tema di competenze digitali e di utilizzo di Internet, da cui dipendono sia la crescita economica e sociale, che l’inclusione digitale e il superamento del divario di genere.

Al seguente link sono disponibili ulteriori approfondimenti.

 

Il progetto “Fabbriche Vetrina” fa tappa in Berti Macchine Agricole

Dopo il roadshow del 2019, a partire dal mese di ottobre 2020 parte una nuova se­rie di appuntamenti in moda­lità webinar presso le aziende che hanno preso parte al progetto “100 luoghi di Industria 4.0” (100luoghi.industria40veneto.it), per co­noscere le eccellenze sul ter­ritorio attivando processi di networking e condivisione di best practices.

L’iniziativa, nata in Confin­dustria Veneto con l’obiettivo di mappare le aziende in cui “toccare con mano” le applicazio­ni 4.0, è stata individuata da Confindustria come buona prassi ed è stata estesa a tutte le aziende italiane con il proget­to Fabbriche Vetrina“.

La prima tappa sarà presso Berti Macchine Agricole, azienda di Verona produttrice di una vasta gamma di attrezzature altamente specializzate per chi opera nel settore dell’agricoltura.

Il webinar si terrà mercoledì 7 ottobre, dalle 17.00 alle 18.30. Consulta il programma dei lavori e iscriviti all’evento.

 

Il progetto “Photonhub Europe” per l’innovazione nella fotonica

Il progetto “PhotonHub Europe” si è aggiudicato il bando europeo da 20 milioni di euro, destinati a creare una piattaforma di innovazione in fotonica per la digitalizzazione e trasformazione dell’industria e dei servizi europei.

Nel cluster, guidato dalla Vrije Universiteit Bruxelles, l’Italia è presente attraverso la Toscana con sei partner. Si tratta del CNR (attraverso l’Istituto di fisica applicata e l’Istituto Nazionale di Ottica con il Lens), la Scuola superiore S. Anna (con il centro di ricerca Ericsson), la sede pisana del Consorzio Nazionale interuniversitario per le Telecomunicazioni, Confindustria Toscana, grazie alla sua presenza all’interno dell’Enterprise Europe Network e sul territorio con il DIH Toscana, e le due principali aziende toscane del settore, la El.En spa (prima ditta italiana di tecnologie laser) e la Leonardo company spa, un’eccellenza nazionale nella strumentazione fotonica per l’aerospazio.

Saranno pubblicati una serie di bandi di livello europeo, cui potranno partecipare le piccole e medie imprese che avranno poi la possibilità di accedere ai finanziamenti destinati ad introdurre queste nuove tecnologie nei rispettivi processi produttivi.

Per maggiori informazioni: http://www.photonhub.eu/

 

Il progetto Fabbriche Vetrina fa tappa alla Galdi

Proseguono gli appuntamenti del progetto “Fabbriche Vetrina” per far conoscere esempi e soluzioni di Industria 4.0 applicate nelle realtà aziendali.

Il nuovo appuntamento del roadshow 2021 si svolgerà presso la Galdi Srl, azienda che progetta e sviluppa macchine confezionatrici automatiche per il riempimento di prodotti alimentari in cartoni Gable Top.

Il webinar e il virtual tour si terranno martedì 29 giugno dalle 15.45 alle 17.30.

Consulta il programma dei lavori e iscriviti all’evento

 

Il progetto Fabbriche Vetrina fa tappa alla Lean Experience Factory

Continua la serie di eventi del percorso “Fabbriche Vetrina” per far conoscere esempi di soluzioni 4.0 applicate nelle realtà aziendali.

Un appuntamento un po’ diverso, quello presso la Lean Experience Factory di Pordenone, per spiegare l’ambiente esperienziale e le diverse soluzioni innovative presenti, focalizzandosi su alcune applicazioni specifiche attraverso 3 diverse testimonianze: si affronterà il tema della pianificazione intelligente della manodopera con Electrolux, si parlerà di robotica collaborativa nei processi produttivi con Brovedani Group e infine Beantech presenterà una soluzione digitale per l’ufficio 4.0.

Il webinar e il virtual tour si terranno mercoledì 27 gennaio dalle 15.30 alle 17.00.

Consulta il programma dei lavori e iscriverti all’evento.

 

Il progetto Fabbriche Vetrina fa tappa in IMESA

Nuova tappa del percorso di scoperta delle Fabbriche Vetrina individuate da Confindustria per co­noscere le eccellenze sul ter­ritorio attivando processi di networking e condivisione di best practices.

Il 25 Novembre, dalle 16.30 alle 18.00 il progetto fa tappa presso IMESA S.p.A. di Cessalto (TV), attraverso un webinar dedicato e la visita virtuale dell’azienda che si occupa della produzione di macchinari per il settore lavanderia. In ambito Industria 4.0 l’azienda ha sviluppato un progetto per il collegamento IoT con tutte le macchine prodotte (lavatrici, essiccatoi e mangani per lavanderia industriale). L’obiettivo è avere un controllo telemetrico sulle macchine, la possibilità di fare diagnostica predittiva, fare diagnosi sui consumi di detergenti, modificare i programmi di lavaggio a distanza su richiesta del cliente, inviare aggiornamenti software e firmware e infine poter noleggiare le macchine direttamente ai clienti finali con la formula del “pay per use”.

Consulta il programma dei lavori e iscriviti gratuitamente all’evento.